howard lakers

Nella notte italiana tra il 9 e il 10 agosto, un tweet di Adrian Wojnarovski, insider Nba per Yahoo! Sports risveglia l’attenzione mediatica sul capitolo ‘Dwightmare‘: il giornalista polacco parla di Howard ai Lakers, Bynum a Philadelphia, Iguodala a Denver e tante scelte del Draft per Orlando.

Tempo 24h e la trade viene concretizzata. Dopo un’estate infuocata, si chiude un’operazione di mercato che ha tenuto tutti col fiato sospeso, nella pallacanestro a stelle e strisce, per un intero anno solare.
Dopo essere stato accostato ai Nets per mesi e mesi Dwight Howard, ambitissimo e “storico” centro degli Orlando Magic, vola dunque a Los Angeles raggiungendo Kobe Bryant, Steve Nash e Pau Gasol.
Ad un mese di distanza ci chiediamo: ma come se l’è goduto, Dwight, questo suo primo mese ad L.A. da Laker?
Beh, certamente non si è annoiato, tra interviste, video, scherzi e tweet.
Ma andiamo con ordine e partiamo dalla conferenza stampa di presentazione. Un giornalista dell’LA Times chiede ad Howard se ha già sentito al telefono Kobe Bryant. Dwight si avvicina al microfono e gli risponde… imitando il leader dei Lakers!

 

 

Siamo solo agli inizi, però.
Due giorni dopo la conferenza stampa, esce fuori la notizia: Howard acquista una villa dal costo di 20 milioni di dollari (!), situata a Newport Beach. Una località marittima, dove vive anche Kobe, che si dice eccitato dal suo arrivo: “Io continuerò a giocare ancora per 2-3 stagioni. Dopo la squadra e questa città saranno solo sue, se lo vorrà.”
Ma non ci sono solo i grandi acquisti, è anche tempo per un pò di allenamento.
Howard ha sofferto, negli ultimi mesi, per un’ernia al disco. Il decorso post-operatorio dell’operazione che ha subìto ad aprile gli impedirà di giocare durante l’Opening Game di fine ottobre, ma di certo non lo costringe a star fermo.
Ecco la sua foto mentre si allena ad UCLA, l’Università di Los Angeles.

E dopo un pò di allenamento nella sua nuova città, è tempo di allontanarsi per qualche giorno da L.A., direzione Cina.
Spesso avvistato con i suoi nuovi colori addosso, il gigante n°12 si rapporta con la cultura, la religione, l’entusiasmo, gli usi e le abitudini dell’Asia per il tour Adidas in Cina.

 

 

 

L’essere un ‘Laker‘, però, non gli fa dimenticare il passato. Nei primi giorni di settembre, Howard decide di comprare una pagina di alcuni quotidiani di Orlando, per ringraziare la città, le persone e la squadra che l’hanno accolto per otto stagioni. Un  gesto, per dovere di cronaca, non molto apprezzato da una realtà che l’ha adorato per tanto tempo e che per dodici mesi ha dovuto seguire col fiato sospeso i suoi continui (ed eccessivi) sbalzi di umore.

 

Abbiamo finito? No, non ancora.
La sua avventura cestistica in California, al suo ritorno dal tour asiatico, non poteva incominciare senza aver vissuto l’esperienza del terremoto. Per lui sarà un’abitudine, da qui ai prossimi mesi, vista la quantità di lievi onde sismiche che percuotono periodicamente la città degli angeli.
Ma la prima volta è pur sempre la prima volta. In tutto e per tutto.
Ecco quindi, eccitato dal momento, che si collega su Twitter il 3 settembre per scrivere: “Just experienced an la earthquake wowwwww“.

 

Ma il terremoto non ferma le apparizioni in pubblico di ‘Superman‘. Eccolo quindi dare pacche sulle spalle al cantante Lil Wayne (anch’egli rigorosamente in canotta Lakers) sul palco degli EMA. Ed eccolo coinvolto nella foto e nell’incontro che chiude il cerchio della sua prima fase a Los Angeles.
Il 4 settembre i Lakers rendono noto che l’ex storico pivot dei Lakers Kareem Abdul-Jabbar sarà il coach personale del neo-arrivato. Dwight Howard avrà così il suo mentore, con il quale si allenerà e dal quale imparerà.
Un breve allenamento ha permesso ai due di iniziare a conoscersi: immancabile, ovviamente, la foto assieme.

 

Ora sì, che abbiamo finito. Il primo mese di Dwight Howard a Los Angeles si conclude così, tra allenamenti e divertimento.
Il nuovo centro gialloviola ha dato spettacolo durante le proprie interviste e soprattutto tramite il nuovo strumento di questo particolare periodo storico: i social networks, che gli hanno permesso di “raccontare” in prima persona sensazioni, emozioni e momenti vissuti. Dwight Howard ha interagito con i tifosi che lo hanno fermato durante le sue camminate ad L.A. e ha iniziato a respirare l’aria e l’entusiasmo in città.

L’euforia è alle stelle. La sua canotta va a ruba e tutti gli store sono continuamente costretti a inviare nuovi ordini delle taglie maggiormente vendute. Il Training Camp dei Los Angeles Lakers si avvicina, così come il suo attesissimo debutto sul parquet dello Staples Center.
Mille di questi mesi, Dwight!

 

twitter@DaviforThree

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