Ultima giornata prima della sosta con le nazionali, ultimo sforzo soprattutto per tutte quelle squadre, o quasi, impegnate anche in Europa e spesso già con la spia della riserva non accesa, di più.

In primis l’Inter, che ieri, dopo la sconfitta contro il Southampton, ha raggiunto il picco più basso della stagione. Dopo l’esonero di De Boer, la squadra è stata affidata temporaneamente al tecnico della primavera Stefano Vecchi. Miracoli non gliene potevano certo chiedere ma, con un pizzico di fortuna, la sua Inter sarebbe potuta uscire dal St. Mary’s Stadium con un altro risultato, sicuramente positivo. D’altro canto, se analizziamo la partita soprattutto nel primo tempo, non si può certo imputare al tecnico di non aver dato alla squadra ciò per cui è stato chiamato: una base. Sì, perché la squadra messa in campo da Vecchi è parsa sin dalle prime battute avere un altro tipo di fisionomia, in sostanza è sembrata essere più ordinata e meno casuale sia nel difendere che nell’attaccare. Una volta subito il pareggio dopo l’iniziale gol di Icardi, manco a dirlo, la squadra però è parsa perdere le certezze che aveva mostrato nel primo tempo, non tanto quelle tattiche, bensì quelle caratteriali. Sotto questo aspetto, un allenatore arrivato da pochi giorni non può fare molto. Per sua fortuna in campionato l’Inter si troverà ad affrontare il Crotone, che fino a questo momento ha vinto una sola volta, la scorsa giornata contro il Chievo. Col morale sicuramente più alto di quello dei nerazzurri, “gli squali” di Nicola arriveranno a San Siro consci che l’impresa sia tutto sommato possibile. Vecchi, archiviata (in tutti i sensi) l’Europa League, dovrà sfruttare questi ulteriori giorni a disposizione per affinare quei “tre, quattro concetti base”, necessari alla squadra per ottenere una prestazione all’altezza dei colori nerazzurri. Per il mister probabilmente sarà l’ultima partita, ma soprattutto i giocatori, se vogliono salvare la faccia, dovranno giocarla come se fosse l’ultima.

 Europa amara anche per la capolista Juventus che, dal pareggio interno contro il Lione, ne esce parecchio ridimensionata soprattutto nell’organico, visto l’acciacco di Leonardo Bonucci e l’attacco influenzale che molto probabilmente escluderà Marchisio dalla trasferta di Verona contro il Chievo. Chievo che nelle ultime stagioni ha spesso recitato la parte della vittima sacrificale per i bianconeri: l’anno scorso finì 0-4 per i bianconeri con una grande prova di Pogba, che domenica servirebbe come il pane in un centrocampo evidentemente incompleto. Sarà ancora la coppia Mandzukic-Higuain a spingere gli uomini di Allegri verso l’ennesima, ma i tifosi sperano l’ultima, vittoria “brutta”.

Napoli v AS Roma - Italian Serie AEmergenza anche per le Roma, che, dopo un inizio di stagione travagliato, sembra aver trovato quell’equilibrio tattico e mentale che permette a qualunque giocatore venga schierato da Spalletti di rendere al meglio. La vittoria di ieri contro l’Austria Viena ne è stato l’esempio: l’inedita coppia difensiva, costituita da capitan De Rossi e dal rientrante Rudiger al posto degli indisponibili Fazio e Manolas, ha retto l’urto offrendo una buona copertura nonostante la scarsa forma del tedesco. Di tutti i ruoli che Florenzi non potrà ricoprire nei prossimi mesi, quello del rientrante Bruno Peres è assolutamente in ottime mani: autore dell’assist per il primo gol di Dzeko, ha dato continuità a quanto già dimostrato contro l’Empoli nell’ultima di campionato sua dimostrato che, se fatto giocare sulla fascia di sua competenza, è tutta un’altra storia. Domenica si troverà di fronte il Bologna di Donadoni e dell’ex dal dente avvelenato Mattia Destro. Per i giallorossi è dunque richiesto sforzo per cercare di non buttare quanto di buono fatto nelle ultime settimane. Anche perché, durante la sosta, Spalletti si aspetta di recuperare Manolas, ma soprattutto quella Curva Sud che, da quando è stata divisa in due per motivi di sicurezza, non ha più preso parte alle partite casalinghe della Roma, un fattore che non può essere trascurato, specialmente se riguarda una delle tifoserie più calorose d’Italia. Ora, grazie al test match del 12 novembre che gli All Blacks giocheranno all’Olimpico contro l’Italia, quelle barriere verranno tolte; nella speranza (per Spalletti) che dopo la partita “a nessuno venga in mente di rimetterle”.

Se la Roma ha sbrigato agilmente la pratica Europa League, è andata male per il Sassuolo di mister Di Francesco che, per la prova offerta nonostante le tante assenze, avrebbe dovuto godere della stessa sorte dei giallorossi. La compagine emiliana, letteralmente decimata  dagli infortuni, si è fatta clamorosamente raggiungere dal Rapid Vienna nei minuti finali, dopo aver condotto tutta la partita in vantaggio per due reti a zero. Un brutto colpo che servirà da lezione ad una piazza ancora inesperta in campo europeo; e se la Roma, con o senza curva Sud riesce a tenere duro, al Sassuolo di ieri sera uno stadio più gremito avrebbe dato una carica certamente maggiore.

Fiorentina coach Sousa gestures during the Italian Serie A soccer match agaist AC Milan in FlorenceC’è però chi con l’Europa League sta dando un senso alla propria stagione, altrimenti largamente al di sotto delle aspettative: parliamo della Fiorentina di Paulo Sousa, che, dopo un pareggio e tre vittorie, guida in solitaria il proprio girone di Europa League. L’appuntamento Europeo è ormai diventato un vero e proprio elisir per i gigliati, i quali, quando giocano in campionato, sono lontani anni luce dalla squadra vista l’anno scorso, trasferta di Cagliari a parte. Con i tre gol rifilati ieri allo Slovan Liberec, mister Paulo Sousa spera una volta per tutte di aver spazzato via tutta la ruggine da un inizio di campionato dove la viola ha dimostrato di non aver quella stessa fluidità di corsa e di manovra che era marchio distintivo della scorsa stagione. La sfida contro la Sampdoria servirà proprio a confermare quanto di buono visto ieri sera, a meno che i blucerchiati non decideranno liberamente di “scansarsi”, come già ci hanno abituato nel corso della stagione.

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