Roma-Lecce

È un gesto che ti fa amare il calcio. Un gesto che ti fa dire «Ecco, è per questo motivo che perdo ore della mia settimana tra Gazzetta e siti di sport, tra Sky e fantacalcio». L’ossessione da pallone che colpisce il maschio italiano trova ragion d’essere in un gesto così, in quella coordinazione angelica e in quella traiettoria disegnata dagli dei. Tutto si spiega in quel destro mezzosangue di Osvaldo che colpisce la palla come fosse un Van Basten qualunque. Rimani in silenzio dinnanzi a cotanta bellezza. Tu che pensavi che così giocassero solo in Paradiso, tu che ti eri ormai abituato ai gol di rapina sottoporta come se ne vedono a bizzeffe nel nostro campionato, tu che sonnecchiavi sul divano aspettando il novantesimo di una partita che avrebbe chiuso il weekend e ti avrebbe consegnato all’inizio della nuova settimana. Un gesto così ti risveglia dall’assuefazione sportiva in cui sei immerso, un gesto così è un segno dall’alto, è un istante d’eternità incarnato su un campo da calcio. Cominci a pensare che se Pablo Daniel Osvaldo è in grado di toccare il cielo con un dito allora forse anche tu, al lavoro, in un’università, nel tuo quotidiano, potresti farcela a realizzare numeri da fuoriclasse.osvaldo4

Poi arriva lei. E rovina tutto. Quella fottuta bandierina alzata. Vittima del suo padrone. Vittima dell’imperfezione umana e dell’inadeguata vista di un guardalinee. Inadeguata a vedere cose dell’altro mondo in questo mondo. E vorresti incazzarti con quell’ometto vestito di giallo, ma sai che in fondo non ha colpe. È solo un uomo che di fronte al concretizzarsi di qualcosa di troppo grande, sbaglia. E annulla quel gol. Regolarissimo.

E di nuovo rimani in silenzio. Vorresti urlare, gridare, chiedere perché, come sia possibile. Ma tanto sarebbe tutto inutile. La rete è annullata, e sai che la dea Eupalla non si incarnerà di nuovo, perlomeno non adesso. Poco importa, però, perché quell’attimo di perfezione non lo dimenticherai mai, anzi. Sarà la prova della grandezza di Dio e di come l’uomo possa rovinare anche una simile manifestazione messianica. Ma sarà pure la prova che Dio ha bisogno degli uomini. Di Pablo Daniel Osvaldo da Buenos Aires come di qualsiasi altro bipede. E sarà anche un buon motivo, quando la tua morosa vorrà cambiare canale per guardare X-Factor, per ricordarle che su quel rettangolo di gioco è possibile incontrare la Bellezza con la b maiuscola. Altro che Simona Ventura.

(Guarda il gol di Osvaldo: http://www.youtube.com/watch?v=es-inzgHYn0)

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Leggo Tex Willer e fumo Camel Light.

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