C’è un denominatore comune nelle prime due medaglie dell’Italia alle Olimpiadi di Rio. È piccolo, sottile e forse difficile da cogliere e capire. Però c’è, è lì ed è forse il segreto dei successi personali di Gabriele Detti e Rossella Fiamingo. Il primo è un giovanotto di soli 21 anni, nato a Livorno e, della sua città natale, ha conservato lo spirito bonaccione e irriverente, sempre pronto alla battuta e allo scherzo. Rossella invece è poco più grande, ha da poco compiuto 25 anni e viene da Catania. Da piccolini la vita li ha portati ad affrontare situazioni particolari ma, allo stesso tempo, li ha fatti crescere in un modo forse speciale. La siciliana decide di seguire, oltre alla passione per la scherma, anche quella per il pianoforte e riesce a diplomarsi al conservatorio. Gabriele invece, nato in una famiglia di nuotatori, non poteva non seguire le orme dei genitori ma subito deve fare i conti con la realtà cruda degli infortuni. Ha solo 8 anni infatti quando, per una frattura del perone, rischia l’amputazione di una gamba. Ma Gabriele è forte, si riprende e, ovviamente, inizia la riabilitazione in acqua.

2016-08-06T192739Z_439926203_RIOEC861I2042_RTRMADP_3_OLYMPICS-RIO-FENCING-W-EPEEINDSeppur diverse le infanzie dei due atleti azzurri hanno in comune un fattore decisivo: il sorriso. La gioia di praticare uno sport per i quali sono evidentemente nati. La felicità di allenarsi ogni giorno nonostante la fatica che ciò comporta, e poi la capacità di ascoltare. Rossella in questo sembra essere sempre stata particolarmente dotata e, a raccontare questo, è il suo primo allenatore, il maestro Gianni, che dice: “Nella mia sala era la più brava, più che altro quella che ascoltava di più. Sembra una banalità, una cosa ovvia, ma non lo è. Non lo è perché è solo ascoltando che si diventa grandi, che si impara, che si migliora. E ascoltare non significa solo captare i suggerimenti dell’allenatore o della famiglia, ma anche saper convivere col proprio corpo, capire ciò che il fisico ti dice. E, a tal proposito, non è un caso che proprio la Fiamingo si alleni al buio in modo da sviluppare anche gli altri sensi.

Anche Gabriele non è da meno. Con gli anni, specialmente dopo il primo infortunio, ha imparato a gestire il proprio fisico anche se questo significava concentrarsi prima sulla salute e poi sullo sport. Come l’anno scorso che per lui è stato un anno nero quando un’infezione alle vie urinarie, lo ha costretto ai box per lunghi mesi precludendo, in questo modo, la sua presenza ai mondiali di Kazan. Ma Detti ha saputo aspettare, ha avuto pazienza e, dopo essersi messo alle spalle quel periodo buio, ha ripreso ad allenarsi. Testa bassa e tanto tanto sudore versato. Diciotto chilometri al giorno di nuoto in compagnia del compagno di sempre, Paltrinieri, e poi ore di palestra per prendersi la sua rivincita. Rivincita che puntualmente è arrivata forse nell’evento più importante: l’Olimpiade.2016-08-07T022218Z_1651404868_RIOEC8706L32R_RTRMADP_3_OLYMPICS-RIO-SWIMMING-M-400MFREE

Nonostante tutto però le medaglie di Gabriele e Rossella potrebbero sembrare una l’opposta dell’altra. Quella di Rossella all’apparenza potrebbe apparire come una delusione, un oro sfumato proprio quando sembrava avercelo ormai in pugno. Quella di Detti invece è un bronzo che ha il sapore dell’oro per come è arrivato, dopo una rimonta pazzesca, e per gli avversari in vasca. Eppure, nonostante queste differenze sembrino marcate, queste due prime medaglie azzurre non possono che rendere entrambi orgogliosi i nostri atleti. E fra qualche anno, ma anche nel giro di pochi giorni, Rossella e Gabriele si troveranno a guardare quelle medaglie con un sorriso stampato sulla faccia che sarà uguale a quel sorriso che ha contraddistinto quasi ogni giornata della loro vita.

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

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