maxresdefault (1)
20161020144252-1797340_1476466524-k7YE-U10901171205546A5F-1024x576LaStampa_itLa nona giornata del campionato di Serie A è certamente una di quelle giornate dove i calcoli di qualunque tipo restano sospesi, lasciando spazio alle emozioni e alle grandi rivalità di sempre. Tra poche ore si parte, tutti sotto la Lanterna per assistere al derby di Genova che mai come quest’anno avrà quel tocco di romanticismo in più rappresentato dalla sfida nella sfida fra il vice di Juric Alberto Corradi e il portiere Christian Puggioni. Il primo ex professore di lettere dal cuore rossoblu che, dopo tante giornate passate tra un caffè e l’altro con Ivan Juric in un bar di Arenzano, ne diventa prima amico ed oggi si ritrova magicamente a farne le veci nella partitissima del Marassi. Il secondo, portiere di lungo corso e doriano da una vita, proprio a fine carriera si ritrova a giocare la stracittadina alla prima presenza con la Samp. Svolta epica per il primo, da professore in aspettativa ad allenatore in A… e basta, e premio fedeltà per il secondo che, nel 2014 quando giocava nel Chievo, venne messo fuori rosa per aver rifiutato il trasferimento agli eterni rivali del Genoa. Oggi, dopo anni di gavetta, questi due destini si incroceranno fatalmente e per questo sarebbe bello che le due squadre ci regalassero un derby autentico giocato col cuore, senza calcoli e senza paure proprio come le loro scelte di vita ci raccontano.
MilanPassiamo all’altro match clou, Milan-Juventus, forse un po’ meno romantico rispetto agli altri anni vista la fisionomia delle due squadre che si affronteranno: un Milan giovane e in crescita sì ma che da troppi anni stenta a trovare la sua identità, e di conseguenza il tifoso stesso fatica ad identificarsi e ad affezionarsi alla squadra e ai suoi giocatori ma queste si sa, sono le occasioni giuste per riaccenderne la passione. La speranza è che i vari Donnarumma, Romagnoli e Locatelli possano essere la base dalla quale ripartire con convinzione negli anni a venire. Di fronte ci sarà una Juventus che di romantico onestamente ha ben poco: una squadra cinica e spietata, rinforzatasi in estate “espropriando” senza scrupoli due big, Pjanic e Higuain, alle due dirette avversarie in campionato. Una squadra solida quella di Allegri che, non importa come, in testa ha sempre e solo un unico obbiettivo: la vittoria.
3918882_galleryInevitabilmente coi calcoli devono per forza di cose averci a che fare Roma e Napoli che, nelle ultime giornate, di punti per strada ne hanno persi già abbastanza. Nella speranza che San Siro ipnotizzi ancora una volta i bianconeri, dopo la debacle contro l’Inter, Sarri e Spalletti non posso fallire l’appuntamento coi tre punti con due tra le avversarie più “facili” del campionato: Crotone e Palermo. Attenzione però: se il Palermo potrebbe ancora risentire della scoppola casalinga rimediata contro il Torino, il Crotone visto nelle ultime giornate è apparso in crescita nonostante le due sconfitte di Cagliari e Sassuolo, quest’ultima avvenuta solamente nei minuti finali. Per giunta, per la prima volta dall’inizio del campionato, la squadra di Nicola potrà finalmente giocare tra le mura amiche dello Scida, che riaprirà i battenti dopo il via libera della Lega calcio. Un ostacolo in più per il Napoli di Sarri che, dopo tre sconfitte consecutive, dovrà invertire la tendenza in uno stadio caldissimo e contro una squadra di “squali” affamati di punti salvezza.
Torino FC v ACF Fiorentina  - Serie ASfida senza esclusione di colpi sarà sicuramente quella fra Torino e Lazio. Per entrambe le squadre si tratta della partita giusta per dimostrare di voler diventare grandi. Entrambe le compagini infatti sembrano aver puntato sull’allenatore ideale e i risultati si vedono. Il Toro di Mihajlovic dopo qualche tentennamento iniziale dovuto anche alla sequela di infortuni patiti, ha trovato la giusta quadra, centrando tre importantissime vittorie contro Roma, Fiorentina e Palermo, dove ha messo in mostra uno grande spirito di squadra e soprattutto tanta qualità. L’allenatore serbo pare aver trovato l’ambiente ideale e soprattutto gli uomini giusti per dare il meglio di sé, dopo la burrascosa parentesi rossonera caratterizzata da tensioni con la proprietà, e instabilità societaria. A Torino, con un gruppo affiatato e una dirigenza affidabile, un allenatore con il suo carisma non poteva che fare bene; ma ora dal Toro ci si aspetta ancora di più, e questa sembra la sfida giusta per compiere un ulteriore passo verso la maturità. Nonostante ad inizio stagione il presidente Lotito gli avesse preferito Bielsa, il buon Simone Inzaghi non ci ha messo molto per cancellare la delusione del mancato ingaggio del più blasonato tecnico argentino. L’ex tecnico della primavera con personalità e grande convinzione nelle proprie idee di calcio, ha ripreso da dove cominciato e, con tanta dedizione, sta ridando continuità al lavoro che aveva portato a termine nella scorsa stagione. Fiducia nei propri mezzi sì, la stessa che è riuscito a trasmettere ad un gruppo non facile da gestire, attanagliato da spinose questioni contrattuali, su tutte quella di Keita che ora, dopo la cura Inzaghi, si sta rivelando un giocatore importantissimo. Nonostante qualche comprensibile intoppo la Lazio non molla e tiene botta nella corsa per l’Europa, proprio a pari punti coi granata (14), ex squadra di Ciro Immobile. Proprio l’attaccante napoletano è senza dubbio l’uomo più in palla dei biancocelesti che, con la sua indole battagliera di stampo granata, sta trascinando anche i compagni meno predisposti al sacrifico come Keita e Felipe Anderson, che ora dimostrano tutt’altro atteggiamento rispetto alle passate stagioni. Dunque anche questa è una partita che, in caso di vittoria, potrebbe dare ulteriore convinzione a tutto l’ambiente laziale.
84dc98731b40f61f58ce87b3f552d7f6-kqYC-U10901278681846hsB-1024x576@LaStampa.itA proposito di convinzione, due squadre che sembrano averla smarrita sono indubbiamente Inter e Fiorentina, le quali vengono da due importanti vittorie in Europa League, che però sicuramente non possono certificarne l’effettiva ripresa. Se infatti l’Inter contro il Southampton deve ringraziare san Handanovic, la Fiorentina non può certo fare affidamento sulla partita contro lo Slovan Liberec, ottenuta con il minimo sforzo e con qualche aiutino della modesta difesa avversaria. Per i due allenatori la risalita è appena cominciata e domenica passerà da Bergamo e Cagliari, due piazze in grandissima fiducia. Fiducia all’ennesima potenza per i ragazzi terribili di mister Di Francesco, che contro il Bologna si troverà di fronte un altro ragazzino niente male: suo figlio Federico. Altra partita dall’altissimo quoziente emozionale e chissà se per una volta, l’esigentissimo allenatore dei neroverdi non possa sotto sotto sperare anche di perdere, diciamo pareggiare, per opera di un gol del figlio. Insomma ci aspetta una giornata oggettivamente intrigante, ricca di sfide entusiasmanti dal risultato imprevedibile e dai possibili lieto fine; ma al Friuli no, l’inverno è già arrivato e non fa sconti per nessuno: Udinese-Pescara è per vivere o morire.

Rispondi