Maglia squadra

Potere. Soldi, controllo, rispetto, venerazione, dolore. Tutto è potere, tutto serve per dare potere. La mafia si nutre di ogni cosa per ottenere e mantenere il potere, quello che le dà la possibilità di essere più presente dello Stato, quello che le dà l’occasione di imporsi come un bene necessario in posti dove il nulla regna sovrano. Ogni mossa, ogni azione che compie un clan è finalizzata all’ottenimento del potere. Piccole imprese, grandi imprese, aziende di trasporto, spaccio, immobili: il potere si espande fino ad avvinghiare a sé ogni cosa, fino ad impregnare ogni singolo elemento della società civile, come una muffa che si espande a dismisura. Il clan Polverino non operava diversamente. Però, nel maggio 2011, lo Stato si impone sotto le vesti delle forze dell’ordine che a conclusione della lunga inchiesta Polvere sferrano un colpo decisivo al clan camorristico campano: finiscono in manette diversi esponenti di spicco dell’organizzazione e vengono sequestrati gran parte dei beni attraverso cui i Polverino avevano costruito il loro potere. Tra i fermati c’è anche Castrese Paragliola, noto imprenditore della zona e presidente della Quarto Calcio, società calcistica militante in Eccellenza e che finisce nell’elenco dei beni sequestrati.

CuomoA questo punto, solitamente, ci sono i complimenti alle forze dell’ordine, ai prefetti, ai procuratori. E poi il silenzio. Ci si dimentica di tutto ciò che ha costituito la base del potere, che finisce per marcire in amministrazione giudiziaria con un passato pesante ed un futuro inesistente. Ma talvolta c’è chi, senza atti eroici, si ribella. Antonello Ardituro, sostituto procuratore, ha un’idea: sfruttare il calcio per dare nuovo vigore alla lotta alle mafie. Se queste usano lo sport come mezzo di potere, perché non sfruttarlo al contrario, per contrastare questo potere? Nel giugno 2012 la Quarto Calcio viene data in gestione all’associazione antiracket SOS Impresa, di cui è coordinatore Luigi Cuomo. L’obbiettivo è fare rinascere la squadra per portare un messaggio di legalità attraverso il calcio. E’ così che nasce la Nuova Quarto Calcio, dal letame della camorra, per provare a costruire una società migliore. La squadra parte dal campionato Promozione, dove era retrocessa nel periodo di amministrazione giudiziaria, ma sotto l’abile guida del tecnico Ciro Amorosetti, ad inizio maggio di quest’anno è riuscita a raggiungere l’agognata promozione in Eccellenza dopo aver battuto con un sonoro 4-0 la Frattese. Un grandissimo risultato perché dimostrazione di lavoro sul campo ma anche fuori, dove la società ha continuato, giorno dopo giorno, a trasmettere il proprio messaggio di legalità e correttezza, messaggio che l’ha portata alla ribalta delle cronache anche all’estero. Il patròn Cuomo, l’allenatore Amorosetti ed il capitano Zinno hanno gentilmente accettato di parlare con noi di Contropiede, regalandoci una storia di calcio e di vita bellissima ed “unica, perché di realtà come la nostra non ne esistono” precisa Cuomo.

atti vandalici stadio Giarrusso“La promozione ottenuta è stata una soddisfazione enorme, unita ad un senso di profonda liberazione perché quest’anno lo abbiamo vissuto tra alti e bassi, tra gioie e dolori, tra vittorie sul campo ed anche sconfitte fuori purtroppo. Danneggiamenti ed intimidazioni fastidiose ci hanno accompagnato durante tutto il corso della stagione” ci racconta Cuomo. Le intimidazioni, già. Perché una realtà del genere, per molti, è scomoda: “Ne abbiamo ricevute di diverse, sempre occulte però, mai palesi e frontali. Abbiamo subito danneggiamenti allo stadio, furti simbolici come quelli a gagliardetti e trofei o ai materiali sportivi dei ragazzi. Le abbiamo sempre superate fortunatamente. Il campionato l’abbiamo vinto sul campo ed anche fuori”. La gioia che Cuomo prova è indescrivibile, anche perché lo sforzo profuso in questo progetto è stato enorme. Non basta rappresentare e portare avanti un messaggio, quel messaggio bisogna viverlo, sentirlo, dal presidente fino all’ultimo dei calciatori. Ecco perché questi devono rispettare un rigido standard di comportamento, un contratto etico, nel momento in cui firmano per la Nuova Quarto: “I ragazzi sanno che non possono agire sul terreno di gioco adottando scorrettezze ed altri comportamenti scorretti. Per giocare nella Nuova Quarto devono essere puliti, cioè non devono avere precedenti penali. Non hanno procedimenti in corso, non hanno subito, in precedenza, alcun tipo di sanzione. Insieme dobbiamo coltivare, giorno dopo giorno, questo atteggiamento dentro e fuori dallo stadio. I calciatori sono dei punti di riferimento, dei simboli. Ogni giocatore della nostra squadra rappresenta un modo di fare e Maglia squadradi essere che non può essere tradito. Sulle maglie hanno stampato il simbolo della legalità, il loro è un impegno permanente e ne sono consapevoli”. Ma cambiare l’atteggiamento dei tesserati non basta, bisogna cambiare anche il modo di pensare e di fare di chi, ogni domenica, è allo stadio per supportare la squadra: “Abbiamo smantellato il vecchio gruppo ultras istituendone uno nuovo, fatto di ragazzi giovanissimi ma corretti e che allo stadio portano soltanto slogan a favore, mai contro avversari, arbitri o forze dell’ordine come purtroppo accade invece negli stadi italiani. Oltre a loro poi però ci sono tutti i nostri tifosi storici che stanno imparando, insieme alla squadra, ad avere un atteggiamento ed un comportamento più corretto e più consono a quello che è lo sport, ovvero divertimento e svago. Devo dire che è uno sforzo immane, notevole, a cui però tutti stanno partecipando con grande trasporto e la cosa ci riempie di orgoglio”. Purtroppo l’immane sforzo viene spesso minato dall’atteggiamento delle tifoserie avversarie: “Le pressioni psicologiche non sono mancate, talvolta venivamo accolti al grido ‘Camorristi camorristi’ci dice Cuomo, che vuole però sottolineare come altre volte abbiano trovato anche grande solidarietà.

Se il dottor Cuomo ha il grande merito di aver messo in piedi questa realtà, colui che tecnicamente l’ha portata ad imporsi sul campo da gioco è stato Ciro Amorosetti, tecnico di esperienza e che da anni ottiene grandi risultati in queste categorie. Il mister è uno serio, che vive quotidianamente il calcio e che anche alla Nuova Quarto ha voluto innanzitutto pensare a vincere ed a giocare bene. Quando Cuomo gli propose l’incarico, Amorosetti volle rifletterci: “Avevo paura fosse soltanto un’operazione di facciata mentre io volevo delle sicurezze tecniche. Se accettavo volevo competere per vincere. Mi sono preso qualche giorno, ho Ciro-Amorosetti 2riflettuto, poi ho avuto la garanzia che avrei avuto una squadra competitiva ed ho accettato” ci spiega il tecnico, che non pone in secondo piano il lato sociale dell’iniziativa, ma sottolinea solo come, innanzitutto, la Nuova Quarto sia una squadra di calcio, composta da staff tecnico e giocatori il cui primo compito è fare bene sul campo. Soltanto così, grazie a loro, anche il messaggio sociale può arrivare lontano. E’ stato lui a scegliere i membri della squadra, cambiando ben 21 elementi su 22 della rosa, sempre rispettando gli standard etici richiesti dalla società: “Ho scelto giocatori che sapevo essere in primis delle persone per bene, e solo dopo ottimi calciatori. Il difficile era proprio conciliare il bravo giocatore con l’uomo che non avesse mai avuto problemi con la giustizia. Questa è stata la parte più delicata del mio lavoro, il dopo è stata una conseguenza di quell’inizio”. Il suo lavoro però non è stato perfetto solo sul campo, bensì anche sulla testa dei giocatori, non abituati alle tante attenzioni che i media hanno rivolto loro: “Dobbiamo essere orgogliosi, da altre parti ed in altri contesti si poteva rischiare di pensare di essere diventati delle star. A questi livelli non siamo abituati a tante attenzioni, il rischio di montarsi la testa c’era, ma abbiamo fatto un grandissimo lavoro di umiltà e di calcio vero e puro. Ed è un grosso merito che va ascritto ai ragazzi”. Per Amorosetti è la prima esperienza alla guida della Nuova Quarto, ma lui, quartese di nascita, a Quarto ha già allenato in passato, ottenendo oltretutto due promozioni sotto la presidenza dell’arrestato Paragliola: “Rispetto al passato innanzitutto sono cambiato io. Sono più esperto, più maturo e forse meno incosciente per certi versi. Quest’anno la responsabilità era dieci volte maggiore rispetto ad allora”. E non s’era mai accorto dei rapporti tra clan Polverino e precedente dirigenza? “Le voci c’erano, le sentivi, ma ho sempre tenuto me e la squadra fuori da quei discorsi. Noi lavoravamo sul campo, il resto non ci interessava, o meglio, non doveva interessarci. Oggi abbiamo la possibilità e l’onore di poterci confrontare quotidianamente con chi ci gestisce. Sappiamo chi sono, sappiamo cosa vogliono, sappiamo come ci considerano. Sappiamo il messaggio che portiamo avanti adesso, una volta no. In passato dovevamo girarci dall’altra parte, invece con il dottor Cuomo no, anzi”.

ZinnoUno dei primi, il giugno scorso, a ricevere la telefonata di mister Amorosetti per entrare a fare parte della Nuova Quarto è stato Riccardo Zinno, 35 anni, da quasi vent’anni calciatore tra Promozione, Eccellenza e Serie D. Riccardo è un ragazzo gioviale, cortese, lavoratore part-time in una torrefazione della zona ma soprattutto capitano di questa squadra. Da 5 mesi è diventato papà e la gioia della promozione (con tanto di gol dell’1-0 nel 4-0 decisivo alla Frattese) va a incorniciare un 2013 finora perfetto: “Non può capire quanta soddisfazione sto provando, ancora oggi. Ho pure segnato, io che da difensore non sono mai stato un bomber. Non lo dimenticherò mai, davvero…inoltre, giocando nella Nuova Quarto, la soddisfazione è ancora più grande”. Zinno ha accettato di vestire questa maglia ma, soprattutto, di prendersi l’onore e l’onere di essere il capitano della squadra, forse senza rendersi conto sin da subito che essere capitano della Nuova Quarto è molto diverso che esserlo da altre parti: “Sinceramente? All’inizio mi è pesato, non pensavo. Sono stato già capitano da altre parti, ma questa volta è diverso. La mia fascia al braccio non significa soltanto essere d’esempio sul campo, ma anche e soprattutto fuori da esso. Poi diciamo che mi ci sono abituato” ci dice sorridendo. Il vero problema però, per i calciatori della Nuova Quarto, è stato quello di fronteggiare avversari che, consapevoli del comportamento corretto che dovevano tenere anche sul campo i quartesi, spesso cercavano di istigarli per cercare una reazione: “E’ successo spesso e non è striscione stadio Giarrussoaffatto facile riuscire a mantenere l’autocontrollo. Proprio io, un po’ da immaturo, una volta ho sbagliato ed ho reagito. Niente di grave, ma non dovevo. Ho pagato ed ho imparato. Siamo comunque stati bravi a resistere a queste pressioni come ad altre”. Altre pressioni, cioè, traducendo, le intimidazioni e gli atti vandalici che ha subito la società. Non hanno mai avuto paura Zinno e compagni? “Parlo a titolo personale: paura no. Un po’ di preoccupazione forse talvolta, ma paura no. Per quello che facciamo noi calciatori non concepisco il timore. È vero, portiamo avanti un discorso di legalità, ma noi scendiamo in campo per buttare la palla dentro e vincere, basta”. Il calcio nel cuore come sogno ed il calcio nella testa come unico vero obbiettivo, perché se pensi troppo al resto che rappresenta questa squadra un pochino le gambe ti tremano. Ma Riccardo, da capitano, ci tiene che la Nuova Quarto sia stimata e rispettata, al di là che per il progetto sociale, anche per i grandi risultati ottenuti sul campo: “Questi sono tutti ragazzi che fanno tanti sacrifici per rincorrere un sogno, ragazzi che si allenano quotidianamente per ottenere dei risultati per la squadra. Va dato atto e merito a chi vince un campionato di Promozione come questo. Qui c’è un progetto sociale, che però non è l’obbiettivo ma il punto di partenza per la costruzione di un progetto sportivo che se ben strutturato e ben portato avanti, come sta accadendo, diventa il tramite perfetto anche per il lato civile del tutto”. Il calcio prima, i sogni prima, perché soltanto attraverso questi si può arrivare lontano, non soltanto sul campo da gioco, ma anche e soprattutto nella vita.

Tommasi si allena con squadraLa Nuova Quarto Calcio non è composta da eroi, come ci spiega Cuomo, “ma da persone che hanno un’aspirazione, quella di  estendere questa esperienza e questo modello ad altre società. Se restassimo soli saremmo un’eccezione vulnerabile. Saremmo una goccia nell’oceano e non farebbe comodo a nessuno”. E vincere aiuta, come sanno bene Amorosetti e Zinno. A dimostrazione di ciò, per complimentarsi per la promozione raggiunta, a Quarto è stato ospite Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, che ha promesso che in autunno la Nazionale di Prandelli si allenerà allo stadio Giarrusso della cittadina e magari giocherà anche una partita contro la Nuova Quarto. Come se non bastasse Papa Francesco ha invitato, per il 5 giugno prossimo, tutta la squadra in Vaticano in segno di stima, vicinanza e solidarietà per il progetto portato avanti. La giusta ricompensa per un’annata dura, difficile, ma che ha avuto il merito di abbattere, a suon di gol e pallonate, un muro portante del vecchio potere camorristico. Dal letame nascono i fiori, cantava De Andrè, e noi speriamo che in questo caso dal letame mafioso sia nato non un fiore, ma una florida foresta di cui questa promozione rappresenta soltanto il primo arbusto.

Nota dell’autore: la Nuova Quarto Calcio si finanzia attraverso i proventi della gestione dello stadio Giarrusso di Quarto, l’associazione SOS Impresa e l’azionariato pubblico. Se voleste diventare parte del progetto, QUI troverete i moduli necessari. Per rimanere sempre aggiornati sulle vicende sportive e non della squadra, QUI  trovate la pagina ufficiale. Vorrei infine ringraziare il dottor Cuomo per la cortesia e l’impegno; Silvio Di Falco, addetto stampa, per la disponibilità; Ciro Amorosetti e Riccardo Zinno per la simpatia e la pazienza dimostrata.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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