NBA-Playoff


Ci siamo: dopo le 66 gare di regular season, condensate in meno di cinque mesi, da stanotte non si scherza più e si corre, si suda, si lotta, si tira, si difende, si attacca solo per l’anello. Andiamo allora vedere chi se la può giocare fino in fondo, chi può essere la sorpresa e chi ci saluterà senza lasciare il segno.

 

Iniziamo con le favorite? Partirei dalla capolista dell’Ovest: San Antonio Spurs. Certo la regular season dice poco, certo sono vecchi (anche se si sono ringiovaniti benissimo), certo erano primi anche l’anno scorso e hanno fatto la fine che hanno fatto, ma se questi sono al completo hanno dimostrato di poter vincere contro chiunque, hanno esperienza come nessuno e, soprattutto, hanno saputo (grazie a Pop) cambiare pelle come i camaleonti. Ci sono tanti “se”: Ginobili è in forma, Duncan può permettersi di giocare meno di 30 minuti, entra il tiro da fuori con continuità, riusciranno a correre in attacco e in difesa come in stagione regolare? Troppi “se”? Sarà il campo a dircelo.

 

Poi ci sono loro, ancora loro, ovviamente loro: i Big Three della Florida, quelli che DEVONO vincere. Miami  ha il talento per battere chiunque in gara singola, ma ci sono dei campanelli d’allarme da considerare. Primo: non sono migliorati in attacco a difesa schierata. Il che significa: se corrono aiuto aiuto! Ma se partono fermi tutto è in mano alle giocate out of contest di Wade (acciaccato) e del probabile mvp stagionale James e non è detto che bastino… Secondo: la stagione regolare di LeBron assomiglia maledettamente a quelle degli anni passati in Ohio, spaventoso, ma fa tutto lui, si fida poco degli altri (tolto Dwane) e allora quando la palla scotterà, scotterà ancora di più. Siamo sempre lì: come sarà James quando la gara conta davvero? Restano assolutamente tra i favoriti per la vittoria finale.

 

Poi ci sono quelli che l’anno scorso erano una sorpresa tra le pretendenti al titolo (fino a un certo punto), ma ormai non si possono più nascondere: OKC Thunder e Chicago Bulls. I primi hanno tutto, ma proprio tutto, perché sono atletici, hanno Durant, Westbrook, due lunghi con i fiocchi, il miglior sesto uomo dell’anno e, da non sottovalutare, quel carisma e quell’esperienza che un Derek Fischer ti porta a palate. Ciò detto dei punti interrogativi ci sono: scricchiolano quando devono chiudere le partite (vedi ultima vs Lakers), soprattutto perché tendono a “miamizzarsi”: (palla a Westbrook o Durant e vediamo che succede) e questo ai playoff potrebbe essere un problemaccio, tanto quanto le condizione fisiche di Harden dopo i “festeggiamenti” di Metta. Ciò detto corrono (e forte) per il titolo e comunque se non sarà quest’anno il tempo è dalla loro parte. Chicago? Grande coach Thibodeau, grande Deng, grande difesa, grande cuore, ma tutto intorno a Rose. Se è in forma non hanno limiti, se no.. eh se no niente!

 

Vogliamo lasciar fuori dalla bolgia Lakers e Celtics? Partono un gradino sotto, ma secondo me non si può! Il Mamba è sempre il Mamba e se Bynum e Gasol si mettono il completino da gara possono fare davvero paura, pur con un supporting cast da brividi, se poi World Peace non si fosse messo a “esultare” sul collo di Harden… non sarebbe World Peace, ma lo vedremo ai playoff. Che dire di Boston? Tutti li davamo per cotti e invece sono stati tra i migliori in assoluto nel post All Star: Garnett è ringiovanito, Rondo ha dominato, Pierce è Pierce, sono rientrati un po’ di infortunati (fondamentale Pietrus); insomma Celtics, come Rondo, imprevedibili.

 

Sorprese? Due nomi: Grizzlies e Pacers. Due squadre che non si danno e a cui è difficile dare limiti, inferiori alle pretendenti, ma uno scherzetto si può pensare. Ciò detto il primo turno non dovrebbe riservare sorprese: per Chicago (vs Phila), San Antonio (vs Utah) e, aggiungerei, Indiana (vs gli inguardabili Magic privi di Howard) si prospettano delle passeggiate (o quasi, occhio ai Jazz!). Per OKC non sono da sottovalutare i campioni uscenti, come testimoniano gli scontri diretti stagionali, dove Durant e soci hanno sempre faticato (unico buzzer beater stagionale di KD proprio vs Dallas) e Dirk sarà un bel rebus per la difesa di coach Brooks. Miami dovrà vedersela con gli schizofrenici Knicks di Melo, indubbiamente il giocatore più indigesto per King James, ma dovrebbe uscirne senza troppi impicci. Anche i Lakers, sulla carta, partono in netto vantaggio sui Nuggets del Gallo che dovranno metterla sulla corsa e sul fisico per cercare di restare in partita. Belle ed equilibrate le serie tra Atlanta vs Boston e, soprattutto, Memphis vs Clippers. Dati i miei pronostici in contropiede resta solo una cosa da dire: che alla fine tutto può succedere! Soprattutto perché è la stagione del lockout. Sapete chi arrivò in finale nel 1999, anno dell’ultimo lockuot? I Knicks ottavi qualificati a est, che al primo turno incontrarono e mandarono a casa (pensate un po’) proprio gli Heat testa di serie numero uno! Big things are coming! Buoni playoff a tutti!

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