Quagliarella-e-Matri

Matri e Quagliarella erano i giocatori che più ci tenevano a dare un segnale a questo gruppo e ad Antonio Conte. E il segnale c’è stato: un gol per il bomber di Castellammare, che ha raggiunto Giovinco come primo marcatore stagionale dei bianconeri a quota 11, dopo che l’attaccante lodigiano aveva sbloccato l’incontro ribadendo in rete un tiro del compagno di reparto. La sintonia, la tranquillità e l’impegno con cui i due attaccanti hanno giocato, cercandosi spessimo nel corso del match, mostrano come Antonio Conte sia stato molto bravo nella gestione dei suoi avanti in questa stagione. Sì perché la critica che è spesso stata fatta al mister leccese era legata alla cattiva gestione del reparto avanzato.

La preferenza esagerata e palese per la coppia Vucinic-Giovinco sembrava a volte privare Conte di un giudizio obiettivo sul reale stato di forma dei suoi finalizzatori. Non sempre infatti il montenegrino e il piccolo folletto italiano hanno garantito continuità in zona gol, anzi. Le tante occasioni sprecate dai due giocatori (vedi Vucinic con il Napoli) hanno più volte mostrato il lato cattivo della medaglia ovvero quello legato alla poca concretezza sotto porta, senza valorizzare il tanto lavoro sporco. Stesse questioni sono state sollevate contro Matri, più bomber di Giovinco, ma schiavo di uno stato di psico-fisico che lo ha penalizzato nei primi mesi della stagione. matri_alex-320x233La Juve di Conte in questo anno e mezzo ha dimostrato però di non necessitare di un punto di riferimento fisso davanti (la cosiddetta prima punta statica che fa salire la squadra), facendo vedere come il lavoro di sponda e di apertura degli spazi da parte delle punte (che vanno incontro al portatore di palla) facilita l’inserimento dei centrocampisti centrali, degli esterni e della seconda punta mobile. Certo un gioco offensivo di questo tipo ha anche i suoi contro, poiché gli eventuali cross fatti dagli esterni, quando arrivano sul fondo, pochissime volte hanno trovato in mezzo all’area la punta per la finalizzazione, tanto che la maggior parte delle volte il pallone viene giocato all’indietro per favorire l’accorrere di un centrocampista o il taglio dell’altro esterno (come testimoniano i gol contro il Parma di Lichtsteiner o quello con il Chelsea di Vidal). D’altra parte un modo di giocare del genere una squadra se lo può permettere se ha centrocampisti abili negli inserimenti senza palla e capaci di leggere attentamente i lanci del proprio regista (Pirlo). Giocatori con le caratteristiche di Vidal, Marchisio e Pogba (ma anche Giaccherini e Isla stesso) traggono beneficio dal lavoro fatto dalle punte che, una volta creato lo spazio, si possono ributtare dentro per ricevere il passaggio finale (come avvenuto in occasione del raddoppio di Quagliarella con il Celtic).

18222-fernando-llorente3Conte è cosciente che la forza della sua squadra è nel centrocampo e per questo non gli interessa che chi gioca in attacco abbia come unico scopo la marcatura, ma in primis dagli attaccanti vuole movimento e sacrificio e poi, come se fosse un di più, la finalizzazione. Una cooperativa del gol nella quale non spicca un “sommo marcatore” ma tanti uomini che vanno in rete con discreta frequenza. Non è un caso che la Juventus, nonostante i suoi attaccanti non abbiano medie realizzative eccezionali (Giovinco e Quagliarella hanno 11 gol, Vucinic 10 e Matri 8), sia il secondo migliore attacco in Italia (dietro la Roma) e in Europa (dopo il Real Madrid). Per questo vedendo da un anno e mezzo la Juventus giocare in questo modo sorge spontaneo il dilemma sull’effettiva utilità di un freddo bomber di razza in attacco. Un giocatore come Trezeguet, marcatore fenomenale ma spesso estraneo alla manovra, farebbe fatica a cambiare completamente il suo stile di gioco per mettersi a servizio della squadra e verosimilmente le sue cifre realizzative si abbasserebbero. Non dico che non serva un killer d’area di rigore ma che, in questa squadra che impone il 90% delle volte il proprio gioco all’avversario, dovrebbe quantomeno cambiare il suo modo di giocare (cosa non facile per nessun calciatore). Più passa il tempo e più sembra che questa squadra abbia bisogno di gente che faccia il gioco che Vucinic ama e che Matri e Quagliarella stanno imparando a fare. Llorente e chi altro arriverà dovranno impararlo in fretta che in questa squadra non ci sono prime donne ma tanti protagonisti.

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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