Come-un-tuono

Luke è un grande pilota di moto. In città per uno spettacolo itinerante, rivede Romina, sua vecchia fiamma, e scopre di avere un figlio di un anno. Decide di prendersi cura di lui, ma non è facile come sembra.
Avery è un poliziotto come tanti, ma quando meno se l’aspetta ha la possibilità di cambiare per sempre la propria carriera e la propria vita.
Al e Jason si incontrano a scuola. Ragazzi diversi, vite diverse. Qualcosa, però, li unisce e li sfida a diventare grandi.

Come un tuono (titolo originale The Place Beyond the Pines) è il nuovo film del regista Derek Cianfrance, (già conosciuto per Blue Valentine, con Ryan Gosling e Michelle Williams), uscito da poco nelle sale italiane.The-place-beyond-the-pines

Questa nuova pellicola si impone, fin dai primi minuti, come particolare e densa. Come la maggior parte dei grandi film, ha in sé lati assolutamente positivi (e innovativi) e lati che convincono poco e che rendono la storia, a tratti, difficile da seguire.
È facile identificare i tratti vincenti di Come un tuono. Innanzitutto il cast di grande livello: Ryan Gosling, che con uno sguardo disegna perfettamente i suoi personaggi, e che questa volta regala un Luke drammatico, buono e ingenuo, genuino e forse ancora troppo giovane, che si ritrova, d’un tratto, in una realtà che lo sconvolge, e che cerca, a fatica, di esserne all’altezza; Bradley Cooper, intenso nel ruolo di Avery, affiancato dalla bellissima Rose Byrne nel ruolo della moglie, Eva Mendes, scarna e sciupata nel ruolo di Romina, e i giovani Harris Yulin e Dane DeHaane completano il cast principale del film.
Ma a stupire veramente è la struttura del film, innovativa e inusuale: le storie che vengono seguite, infatti, sono tre, e vengono sviluppate in altrettanti blocchi che non sono alternati tra loro, bensì consequenziali. Il primo, il secondo, il terzo.
bradley-cooper-the-place-beyond-the-pines-imagePrima c’è Luke. Poi c’è Avery. Poi ci sono Al e Jason. Come se fossero tre film in uno solo. Le storie sono collegate fra loro da eventi tragici, ma i personaggi si sfiorano, si perseguitano, a tratti quasi senza un senso, attaccati a valori o a doveri che sentono di dover difendere e che non riescono, però, a oltrepassare lo schermo fino allo spettatore.
Se questa struttura premia la complessità del racconto e permette una visione quasi deterministica della storia (e, forse, della vita), purtroppo porta anche con sé quelli che sono i dettagli negativi del film. Non sono molti, ma si fanno sentire.
Se da una parte Luke sembra muoversi spesso senza una motivazione reale, dall’altra Avery e la sua storia delineano uno scenario a tratti scontato di una polizia corrotta che si è vista già troppo spesso sullo schermo, e che non dice nulla di nuovo. Inoltre, il grande salto temporale che ci porta ad Al e Jason fa prendere respiro alla storia, per poi calarla di nuovo in quel mondo grigio e appesantito che (sicuramente volutamente, ma forse a tratti troppo cupo) era stato creato.
Nell’ultima parte del film si prova a riallacciare i vari fili, anche se il rischio è di rendere la bocca dello spettatore definitivamente amara.

Il significato del film sembra rimanere a mezz’aria. “Se vai veloce come un fulmine, presto ti schianti come un tuono”. Forse è questo il vero punto, ovvero che va bene correre, ma solo se c’è una meta, un senso, un motivo. Altrimenti ti schianti, e non rimane niente.
O quel che rimane è peggio di come poteva essere.

movies-the-place-beyond-the-pines-still-8Derek Cianfrance è sicuramente un grande regista, che sta mostrando, con questo terzo film, di avere storie interessanti da proporre al pubblico, pur non essendo immediate o leggere. Come un tuono ha il grande pregio di riuscire a raccontare uno spaccato di una realtà americana attraverso la storia di due uomini, Luke e Avery, e di due giovani, Al e Jason. Metafora, questa, di qualsiasi altra storia, di ciò che si semina e di ciò che si raccoglie, della libertà di scelta e dell’errore, del destino e della giustizia. Il passaggio di testimone tra un personaggio e l’altro può inizialmente spiazzare lo spettatore, ma sicuramente lo stacca da un puro attaccamento ad un volto, richiamando la sua attenzione alla storia, vero motore del film.

0 Commenti a ““Come un tuono”, il terzo film di Derek Cianfrance

Rispondi