Italia-Inghilterra euro 2012 reuters

Finalmente tocca a noi. Dopo le polemiche dell’esordio del Brasile e la paranormale vittoria dell’Olanda sulla Spagna, oggi un’altra big scende in campo, anzi due: Italia e Inghilterra. La tradizione e il blasone di queste due nazionali non sono naturalmente in discussione, eppure entrambe sono arrivate all’appuntamento iridato con non pochi problemi: fisici, tecnici ma soprattutto tattici.

2796817-prandelli ansaCominciamo da noi: come deciderà di schierare l’undici azzurro il c.t. Prandelli? L’infortunio di Montolivo è stata una brutta tegola, tatticamente parlando, visto che il ruolo di trequartista alle spalle degli attaccanti era, a ragione o meno, destinato a lui. Cosa che in realtà potrebbe aprire interessanti orizzonti. La difesa naturalmente sarà a quattro, con Barzagli in mezzo alla difesa, supportato presumibilmente da Paletta, Darmian a destra e Chiellini a sinistra. Il terzino del Torino è abile in entrambe le fasi, immaginiamo quindi una partita tipica del ruolo assegnatogli, ovvero spinta e contenimento; Chiellini invece, sebbene abbia in passato già ricoperto il ruolo di laterale difensivo di sinistra, non brilla in fase offensiva, immaginabile quindi un atteggiamento molto più cauto. Davanti al quartetto or ora citato, nelle vesti di metodista vecchio stampo, Daniele De Rossi, a dare una mano in copertura. Davanti a lui, la coppia calcisticamente più affascinante della nostra nazionale: Pirlo e Verratti; due playmaker, apparentemente identici, ma che in realtà per questioni squisitamente anagrafiche, svolgeranno ruoli diversi: Pirlo probabilmente sarà più statico, giocherà da faro in mezzo al campo, pronto a decidere ritmo e piega del gioco quando e come desidera. Verratti invece si muoverà molto di più, sarà l’uomo aggiunto in ogni zona del campo, potendo garantire tutto: tiro, cross, cambio di gioco, scambi veloci. La sua qualità è tale da permettergli di fare ogni cosa e Prandelli questo lo sa bene.

A sinistra Marchisio, che avendo le spalle coperte da un Chiellini bloccato, come si diceva prima, avrà ampia libertà di movimento, sia in fascia che magari più in mezzo a dar manforte alla punta. Dall’altra parte Candreva, il quale in coppia con Darmian giocherà come la più classica ala, pronto ad andare sul fondo per crossare o ad accentrarsi anche lui, sicuro che la fascia sarà coperta dal compagno arretrato di fascia. In avanti, con il peso dell’attacco e dell’aspettativa di 60 milioni di italiani, Mario Balotelli: certo, il suo compito sarà anzitutto metterla dentro, ma anche creare spazi attraverso movimenti orizzontali o sponde per Candreva e Marchisio.

roy-hodgson-reutersVeniamo all’Inghilterra, a cui abbiamo già dedicato un interessante approfondimento. Anzitutto, Joe Hart, ovvero l’inaffidabilità fatta portiere, capace di interventi miracolosi tanto quanto di incredibile svarioni: dovremo essere bravi a sfruttare questa debolezza, specie con i tiri dalla distanza. Poi, udite udite, una notizia clamorosa: gli inglesi non giocheranno con il 4-4-2, ma con un 4-2-3-1 molto più congeniale ai suoi interpreti. Linea difensiva composta da Cahill e Jagielka in mezzo, con Baines e Johnson laterali: obiettivamente, garanzie poche, preoccupazioni molte. Ma se fin qui abbiamo descritto una squadra dalla struttura piuttosto pericolante, da centrocampo in su la musica cambia, e parecchio: due mediani, Gerrard e Henderson, che hanno giocato insieme tutto l’anno, conoscendosi quindi a memoria, e che garantiscono tutto: interdizione, costruzione, esperienza. Sulle fasce Welbeck e uno fra Lallana e Sterling; il primo garantirebbe equilibrio, fantasia e supporto sia a centrocampo che in attacco, il secondo sarebbe una pericolosissima freccia scagliata a ripetizione sul lato destro. Dietro alla prima punta Sturridge, reduce da un’annata eccezionale, Rooney, ansioso di dimostrare al mondo che è tutto fuorché un giocatore sulla via del declino. Un panorama offensivo che ha tutto, dalla velocità all’esperienza, dalla classe alla potenza.

La grande incognita è se questi giocatori riusciranno a giocare insieme, in maniera corale e organizzata, cosa che per il momento non sembrano essere in grado di fare. Dovessero farcela, l’Inghilterra sarebbe, a mio parere, una seria contendente al trono del Mondo.

Mettendo quindi i due schieramenti a confronto, vediamo che ogni zona del campo sarà terra di asprissima battaglia: a centrocampo, dove chi fra Pirlo-Verratti e Gerrard-Henderson riuscirà ad ottenere la supremazia avrà in tasca metà del risultato. Se De Rossi riuscisse a collaborare in quella zona senza scoprire troppo la difesa lasciando libero Rooney, il controllo del campo sarebbe senz’altro nostro. Medesimo discorso per gli inglesi qualora Hogdson decidesse di schierare Lallana, che toglierebbe qualcosa all’attacco, ma garantirebbe maggior presenza nella zona nevralgica. Sulle fasce, fuochi d’artificio si prevedono sulla corsia destra azzurra, dove Darmian e Candreva dovranno essere bravi a coordinarsi per evitare di lasciar terreno libero a Welbeck e Baines; mentre sull’altro versante, la vena tutt’altro che difensiva di Johnson e magari la presenza di Sterling potrebbero lasciare a Marchisio praterie che sarebbe proprio un peccato non sfruttare. Botte da orbi nelle rispettive aree di rigore, dove Balotelli e Cahill o Sturridge e Paletta non si faranno troppe cortesie. Italia e Inghilterra, gli scacchi sono pronti: che vinca il migliore.

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