Inzaghi allenatore ansa

Inzaghi Milan ansaManca l’ufficialità, ma oramai tutti sanno che Berlusconi ha scelto: Inzaghi sarà il prossimo allenatore del Milan. L’insistenza di Galliani ed un occhio al bilancio hanno convinto il Cavaliere ad optare per la scelta interna piuttosto che per le piste esotiche che portavano a Emery o Jorge Jesus. Del resto l’ex attaccante illusionista del fuorigioco era stato già in gennaio vicino alla panchina della prima squadra rossonera, quando poi l’allora traballante posizione di Galliani portò Berlusconi a puntare tutto su Seedorf, carismatico, egocentrico e sicuramente più vicino ai suoi gusti piuttosto che a quelli del suo storico AD. Seedorf, giustamente orgoglioso e consapevole di aver svolto al meglio il proprio lavoro almeno in termini di risultati, non molla un euro di quanto gli spetta e pertanto la pista che portava all’attuale tecnico della Primavera rossonera è diventata l’unica economicamente percorribile.

Inzaghi, a differenza dell’ex compagno olandese, è già due anni che lavora nello staff tecnico del Milan e sa alla perfezione come funzionano i nuovi equilibri interni alla dirigenza di via Aldo Rossi. Da questo punto di vista partirà certamente avvantaggiato rispetto a Seedorf, oltre che per il fatto di aver davanti a sé un’intera preparazione estiva ed il totale appoggio di Galliani, che già a gennaio aveva espresso un voto, poi inascoltato, a suo favore. Ma come sarà il nuovo Milan di Inzaghi? Difficile dirlo oggi, con l’ufficialità che non è ancora giunta ed un mercato ben lontano dall’essere alle prime battute. Nonostante ciò ci sono delle certezze, come il modulo: Inzaghi, nella sua breve carriera passata tra Allievi nazionali e Primavera milanista, ha sempre puntato o sul 4-3-1-2 o sul 4-3-3. Da buon attaccante, ha sempre dichiarato di prediligere la fase offensiva e le sue formazioni son sempre state studiate per avere il pallino del gioco in mano, cercando di lasciare agli avversari solamente le briciole. Non per questo il gioco del Milan Primavera è sempre stato spumeggiante, anzi, spesso è stato basato sulle giocate dei singoli più che sulla coralità.

Bryanj Cristante ansaIl centrocampo inzaghiano è stato, fino ad oggi, principalmente un centrocampo di palleggiatori, in cui Bryan Cristante (quando non aggregato alla prima squadra) e Marco Pinato hanno rappresentato i fulcri. Proprio quest’ultimo, brianzolo classe ’95, è stato anche il miglior marcatore della stagione con 14 reti suddivise su 4 diverse competizioni. Ciò dimostra quanto siano importanti gli interpreti della linea mediana per Inzaghi. È capitato anche, raramente, che il giovane allenatore, contro squadre tecnicamente inferiori, per dare più incisività al proprio possesso palla, arretrasse in difesa Bryan Cristante al fianco del capitano Davide Pacifico (classe ’94 e pronto ad un’esperienza in Serie B). Altro uomo importante del centrocampo della Primavera di Inzaghi è stato Alex Pedone, anche lui ventenne, molto duttile ed in grado di ricoprire più ruoli tra la mediana e la trequarti offensiva.

L’attacco è stato il reparto che ha più volte cambiato interpreti. Il giovane Petagna, su cui il Milan punta molto, è stato tutto il girone d’andata in prestito alla Samp e dunque non a disposizione di Inzaghi, che nel girone di ritorno l’ha però spesso usato come boa offensiva nel 4-3-3, ruolo che nel Milan del prossimo anno potrebbe rivestire Pazzini. Con Petagna prima punta venivano avanzati Pinato o Pedone sull’out offensivo, mentre sul lato opposto si sono continuamente avvicendati Fabbro, Vido, Di Molfetta e lo sloveno Barisic. In sostanza venivano usati due attaccanti puri ed un centrocampista tecnico in grado di creare superiorità saltando l’uomo sulla fascia. Insieme a Pazzini, nel 4-3-3, potrebbero essere esaltate le doti di Taarabt ed El Shaarawy. Anche se nessuno dei due è un centrocampista, soprattutto il Faraone ha sempre dimostrato di essere ben disposto al sacrificio difensivo e ciò aiuterebbe non poco gli equilibri di squadra.

El Shaarawy esulta ansaPiù complicato ipotizzare, con la rosa attuale rossonera, gli interpreti offensivi del 4-3-1-2 di Inzaghi. Con Kakà dietro le punte e Balotelli a svolgere il ruolo di uno dei due attaccanti, si giocherebbero l’ultimo posto a disposizione Pazzini ed El Shaarawy. Se si scegliesse il primo però avremmo un attacco pesante che difficilmente darà una mano alla mediana, mentre El Shaarawy ha già dimostrato di faticare molto in quel ruolo. Ecco perché sarà importantissimo, per Inzaghi, lavorare sul centrocampo. Seppur, come detto, lui ami una linea centrale fatta di palleggiatori e tecnici interpreti del ruolo (alla Prandelli diciamo), nella rosa attuale del Milan solo Montolivo ha le caratteristiche adatte per dare vita a questa idea di gioco ed inoltre, soprattutto se giocasse con il trequartista e le due punte, sarebbe assolutamente necessario avere almeno un mastino in mezzo. Ecco perché De Jong e Muntari saranno, molto probabilmente, due interpreti assolutamente imprescindibili nel Milan della prossima stagione, con Montolivo a dare ordine e Poli a ricoprire il ruolo dell’asso rossonero: mezz’ala d’inserimento nel 4-3-3, con El Shaarawy a coprire le avanzate offensive del compagno, o addirittura possibile ala d’attacco nello stesso modulo, un po’ come Florenzi nella Roma. Del resto a Poli corsa, grinta e tempi offensivi non mancano di certo.

Nonostante queste siano solo delle supposizioni, delle valutazioni di massima fatte basandosi sul gioco della Primavera rossonera 2013/2014 e sulla rosa della prima squadra che, quasi certamente, cambierà diversi interpreti, vi abbiamo offerto delle linee guida su come Inzaghi tenterà di ricostruire il Milan, portando stabilmente “nei grandi” anche giocatori che ritiene già pronti, come Cristante, Petagna ed un altro paio di ragazzi che prima di andare in prestito si faranno le ossa con i compagni più esperti. Difficile pensare ad acquisti top questa estate, come del resto ha dimostrato proprio la scelta di Inzaghi come allenatore, molto legata a questioni di bilancio. Ma, allo stesso tempo, i rossoneri cercheranno di ringiovanirsi offrendo ai propri tifosi più entusiasmo ed esuberanza. Basterà tutto questo al popolo milanista?

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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