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In queste prima battute di calciomercato (ah, che rimpianto per i primi anni Duemila, quando i nostri dominavano le aste di mezz’Europa ed era fattibile qualsiasi accostamento di giocatore alla tua squadra!) i club italiani sembrano aver presa piena coscienza delle loro possibilità economiche e di conseguenza del loro appeal sui giocatori di massimo livello; i rotocalchi dei nostri giornali non imprimono più nomi capaci di entusiasmare le piazze e gli Italiani, anche nel mondo del pallone, stanno tornando a fare ciò che sempre gli è riuscito meglio: arrangiarsi. Le situazioni sono spesso in fase di stallo, gli operatori di mercato più intenti a dipanare le situazioni con i propri allenatori che ad andare a caccia di ciò che di buono offre il panorama calcistico mondiale e le casse sono aperte certamente più per aspettare fondi in entrata che per far uscire gli spiccioli rimasti.

l43-adriano-galliani-121003143830_bigLa Juve tergiversa fra questo e quell’altro, il Napoli attende un patrimonio per il suo bomber, l’Inter pianifica, la Roma cerca, la Fiorentina progetta. E il Milan che fa? Non rinnova a Yepes né riscatta Krkic: ciao Pirata, bravo Bojan, ma è giusto così. Prende l’ottimo Poli e il tifoso milanista si ingolosisce soddisfatto. Riconferma finalmente Allegri, allenatore adatto all’idea di Milan attuale. Sospiro di sollievo. Arriva l’addio di Ambrosini e, nonostante il dolore per l’ultimo erede della stirpe d’oro, il tifoso rossonero pensa che, sì, dispiace molto, però la linea dettata dalla società è chiara e ormai è stata tacitamente approvata: gli over 30 rinnovino di anno in anno, garantendo così sicura affidabilità nel breve senza pesare troppo nel lungo. Ciao Capitano, la fascia passa a Montolivo. Il tifoso milanista non può non trovarsi d’accordo, dando giusto premio e responsabilità al giocatore più costante della passata stagione, sorpresa in termini di personalità e combattività. Sente poi parlare di qualche uscita, Robinho e Boateng sacrifici non certo tali da rimaner feriti nel suo cuore infartuato già troppe volte a causa delle partenze dell’ultimo lustro, Abate giocatore che all’estero deve aver non si sa come impressionato qualcuno che col calcio deve aver avuto poco a che fare. I rimpiazzi d’altronde sono già in casa, Saponara davanti e De Sciglio dietro. Il tifoso milanista non può non gongolare all’idea dei verdoni che stanno per entrare in cassa, sommandoli magari ai cospicui proventi della Champions League, e già medita il grande colpo: Honda, Hernanes, Fabregas l’escalation di nomi che frullano nelle teste rossonere.

el_shaarawy_manette_milan_gettyQuand’ecco che la folgore che preannuncia il temporalone estivo sorge inaspettata e dunque minacciosa: El Sharaawy può partire! Il tifoso rossonero si dà i pizzicotti, spalanca le orecchie incredulo. Cosa?! Si ripresenta l’incubo delle ultime estati, quando altri club europei venivano a fare man bassa in casa Milan, rubandole l’argenteria pregiata. Ebbene sì, il solito sceicco è pronto a sborsare cifre da capogiro per le prestazioni di Stephan. Tralasciando il discorso sentimentale (Elsha è probabilmente il giocatore più amato attualmente in rosa, titolo guadagnatoselo a suon di gol nel periodo buio dell’ultimo autunno-inverno), il tifoso milanista si appella quantomeno alla logica. In cambio avrei Tevez? Ma l’Apache guadagna troppo, ha 8 anni in più e, calcisticamente parlando, in prospettiva il Faraone non ha nulla di meno dell’argentino! Lo scoramento è dovuto all’ennesimo rischio di perdere un campione per arrangiarsi come si può, ora che invece sembrava intrapresa una via di non ritorno ben precisa: prendere giovani o farli crescere dalle giovanili, lanciarli in prima squadra grazie a un allenatore che nei giovani investe parecchio, riuscire poi a trattenerli grazie a ingaggi relativamente contenuti. E invece, tac! A calciomercato non ancora ufficialmente aperto, il tuo pezzo pregiato è già corteggiato dai top club e la società non smentisce bensì fomenta i rumors. E allora il tifoso si chiede: ma questo progetto che credibilità ha? Soprattutto, che futuro ha?

Già, perché prima l’indecisione quasi fatale su Allegri, poi l’apertura alla cessione di El Shaarawy. Forse i piani in via Turati sono meno prestabiliti e solidi di quanto vogliano far credere. Si parlava di nuovo ciclo, di aver individuato una strada più lunga ma promettente per tornare ai vertici. I primi passi anche di questi frangenti di mercato estivo sembravano confermare il tutto, rinunce comprese. E invece l’emblema della scelta operata, il giovane più rappresentativo di questo nuovo corso viene messo in discussione per il classico campione non più freschissimo, in rotta con la società, da strappare negli ultimi giorni di agosto magari proprio per togliere il posto al goleador del futuro. Il tifoso rossonero borbotta, si lamenta confuso e tradito. Ci risiamo!

tevez al milan?Ma, dopo aver sbollito l’arrabbiatura del momento, l’ipotesi di fondo che coglie il tifoso rossonero con più lucidità è che Adriano Galliani, vero campione della rosa, sa bene quel che fa e sa sicuramente meglio di chi conosce le notizie dal divano i pro e i contro delle due alternative. Adrianone sceglierà con saggezza la cosa migliore per il Milan. Solo, sarebbe più auspicabile avere una traccia di futuro da seguire, senza metterla in discussione con il cambiar del vento, e di attenervisi con maggior coerenza. Questo il tifoso chiede alla società. È un tifoso diventato (quasi) paziente, quello rossonero. Ha ormai assodata l’idea che i fasti del passato per un po’ non si presenteranno, ha il cuore in pace e non si aspetta trofei significativi prima di un biennio. Però ha bisogno di lasciarsi cullare dal pensiero che un progetto c’è e che potrebbe portarlo dove sogna di tornare. Potrebbe darsi in alcuni casi che dal progetto sia addirittura affascinato. Ora dunque, che si affronti quest’estate e anche l’anno prossimo senza contraddizioni. E Tevez o El Shaarawy è subito prova di verifica.

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