Gli ultimi clamorosi errori arbitrali (su tutti il golazo annullato a Osvaldo e il rigore inesistente concesso al Barcellona) hanno indotto un nostro lettore a scriverci una lettera in proposito. La riportiamo di seguito, con la risposta del direttore.

«Ci vuole la moviola in campo!» – Dopo ogni partita in cui vedo un errore arbitrale clamoroso, mi ritorna in mente questa frase tanto cara a Biscardi. Certe volte proprio non se ne può più degli errori arbitrali. Va bene, gli arbitri sono essere umani e come tali peccatori, fallibili; ma siamo sicuri che non si può far nulla per migliorare la situazione?
La moviola in campo (non è un’idea folle visto che in altri sport, vedi il basket o il tennis, è già utilizzata) non è voluta nel rettangolo verde. Penso che non sia per una tesi tanto moralista quanto banale che sostiene che questo sport non debba essere controllato da macchine, ma da uomini; non è voluta, questo è il mio pensiero, per una questione economica: girano troppi soldi nelle varie trasmissioni pre e post partita, nei giornali, su internet che commentano e mostrano i vari episodi chiave dei match. Eliminare questi errori toglierebbe argomenti su cui discutere ore e ore, magari senza giungere mai ad una conclusione. Evidentemente piace che si parli di “torti arbitrali”.
Ma perché proprio nel calcio, dove gli episodi chiave sono pochissimi (non si realizzano, di solito, più di quattro reti a partita; nel basket, invece, i canestri sono di solito più di sessanta) manca questo dono tecnologico? Purtroppo tutto si deteriora quando i soldi non sono più considerati come mezzi, ma sono considerati come fini. Allora rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di capire come migliorare il sistema delle regole per aiutare gli arbitri (che forse insieme ai professori e ai carabinieri, sono la categoria più odiata dagli italiani). In una visione comparata prenderò come possibile fonte di aiuto le regole del calcio in altri paesi e le regole di altri sport, oltre ovviamente alla mia ragione, che il buon Dio si è impegnato a creare (questo l’ho dedotto dalla magnificenza del prodotto).

1. Per evitare che la barriera avanzi oltre i 9,15 metri quando c’è una punizione, in sud America l’arbitro fa un segno sul campo con una bomboletta. Vedere oltrepassare questo segno non dev’essere difficile. Si eviterebbero così le continue lamentele (a volte giuste!) dei calciatori che vedono la barriera avversaria avvicinarsi passo dopo passo.

2. Nel calcio a 5 c’è l’espulsione temporanea. Ora, quando ci sono quei casi dubbi, tra giallo e rosso, si potrebbe dare quel famoso “arancione” che comporta l’espulsione temporanea. Il problema però sarebbe chiarire bene le diverse fattispecie dei casi per poi applicare queste discipline.

3. Si potrebbe introdurre, come nel basket, il tempo effettivo. Invece che 90 minuti, 60 totali divisi in due tempi da 30 minuti. In questo modo si eliminerebbero gesti che fanno male al calcio quali le perdite di tempo causate dai “lenti” rinvii dei portieri o dai crampi improvvisi al decimo del secondo tempo, guarda a caso a giocatori che stanno vincendo.

4. Per evitare il problema più grosso che le nostri trasmissioni lamentano settimanalmente, se un giocatore prende il pallone con la mano, in qualunque caso (volontario o involontario; con la mano attaccata al corpo o staccata; a una certa distanza oppure da vicino; con un movimento congruo oppure evidentemente asimmetrico), ripeto, in qualunque caso, si fischia il fallo. Si potrebbe, certo, punire qualche caso ingiusto (che colpa può avere se un giocatore girato di spalle, a meno di un metro, colpisce il pallone col braccio perché l’avversario è intenzionato a prenderlo?), ma si favorirebbe l’esigenza di uguaglianza di trattamento che in seguito alla fattispecie vigente, difficilmente individuabile, è spesso negata.

5. Il microchip nel pallone! È così facile! Perché non metterlo? Si eviterebbero quei gol-non gol che decidono le partite.

6. Il fuorigioco: è la cosa più difficile da vedere. È vero. Allora perché non aiutare gli arbitri e favorire anche lo spettacolo dando un vantaggio all’attaccante rispetto al difensore? Si potrebbe dunque reinserire quella famosa “luce”, uno spazio che ci deve essere fra attaccante e difensore cosicché non si debba fischiare fuorigioco millimetrici che creano solo danni.

Questi sono solo degli spunti che ovviamente non eliminano completamente gli errori ma che probabilmente porterebbero più giustizia; se ce ne fossero di migliori vi invito a proporli, chissà mai che Platini faccia la prima cosa giusta nella sua vita introducendoli…

Matteo Arrigoni

Caro Arrigoni,
nella sostanza sono pienamente d’accordo con lei: è ridicolo, e talvolta davvero irritante, che nel 2011 alcuni incontri siano condizionati nel risultato da clamorosi errori arbitrali. Non condivido però l’analisi che fa e tantomeno alcune delle soluzioni che lei propone. Sinteticamente: non credo che il problema sia economico. La materia calcistica è talmente ampia che anche con l’introduzione della moviola si potrebbe discutere per ore nelle trasmissioni televisive. Gli ostacoli all’introduzione della moviola credo siano fondamentalmente due: 1. Talvolta anche riguardando un’azione al rallentatore venti volte non si riesce a giungere ad una conclusione unanime, ci sono infatti contatti dove anche l’aiuto tecnologico sarebbe inutile… e già mi immagino ore di discussione sul fatto che la moviola sia stata utilizzata nel modo sbagliato; 2. A deciderne l’eventuale introduzione non sono né Blatter né tantomeno Platini, bensì l’International Board, organismo decisamente conservatore: è a loro che bisognerebbe appellarsi, ma ogni tentativo è stato per il momento vano.
Riguardo alle soluzioni da lei proposte: concordo pienamente su bomboletta spray e microchip nel pallone (o ev. sensori alle porte, la sostanza non cambia). Credo invece che siano pura fantascienza gli altri quattro punti! L’espulsione temporanea non ha nulla a che vedere con il calcio (fa parte di altri sport, come appunto calcio a 5 o hockey su ghiaccio) e significherebbe stravolgere le regole. Oltretutto l’introduzione del cartellino arancione creerebbe ancora più confusione (ma se lo immagina un Processo di Biscardi? «Era rosso», «No, per me era arancione», «Ma va, al massimo da giallo!»). Stesso concetto per il tempo effettivo: il calcio non è l’hockey e neppure il basket, per oltre cento anni abbiamo disputato partite di novanta minuti non effettivi e non mi sembra sia mai stato un problema, per le perdite di tempo… fanno parte del gioco! Capitolo fallo di mano: quello che lei propone sarebbe pericolosissimo perché porterebbe gli attaccanti a cercare di colpire con la palla le braccia degli avversari (mi ricordo in proposito Roby Baggio in Italia-Cile a Francia ’98). Da ultimo, il fuorigioco: è un problema che c’è sempre stato e sempre ci sarà, non credo che reintrodurre la famosa luce cambierebbe qualcosa, tantopiù che la regola vigente è già a favore degli attaccanti: nel dubbio infatti bisogna lasciar correre. (G. M.)


Un altro modo di raccontare lo sport.

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