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Dopo Juan Jesus, Lucas, Casemiro e Rhodolfo ecco arrivare Raf e Paulinho. Prime pagine che titolano Brasile caput mundi ed elogi alla grande scuola calcio brasiliana. Dopotutto si sa che in periodo di carestia di notizie, non ce ne vogliano gli spareggi del Trap, tutta l’informazione sale sulla meravigliosa e bizzarra giostra del calciomercato. E allora sotto coi sudamericani, brasiliani ultimamente. Ragazzi più o meno giovani, promettentissimi secondo gli scout, ma spesso alle prese con tre grossi problemi all’impatto col calcio italiano: il prezzo del cartellino (esorbitante; ma, sinceramente, chi non spenderebbe 25 milioni per Lucas Moura?), l’ambientamento in Italia (spesso infinito per certi diamanti grezzi, nostalgici, non tanto del Maracanà o del Pacaembu quanto dei mille colori del carnevale carioca) e il passaporto (dei 15 giocatori coinvolti nello scandalo del 2000-2001, 7 erano brasiliani). Non sto criticando gli sbarbati gioiellini della Nazionale di Mano Menezes, sto solo dicendo che forse non è tutto ora ciò che luccica. Ma facciamo qualche esempio.

Quest’estate l’Inter, ormai rassegnata a perdere il suo devastante pendolino di fascia Sisenando Maicon, si mosse con largo anticipo per prelevare dal Cruzeiro (stesso club che lanciò Maicon) per 5 milioni di euro un terzino destro che, a detta degli osservatori, era seguito da mezza Europa. Nome di battaglia: Jonathan Cicero Moreira. Bene, a metà novembre, questo zio Fester di carnagione scura ha collezionato tre presenze che possono essere sintetizzate nel genere del telefilm del suo sosia: horror-comico. La simpatica storia di Jonathan ricorda per certi versi quella di un altro collega, stesso ruolo ma fascia diversa. Nel 2000-2001 la Juventus di Carlo Ancelotti non ha ancora scoperto le enormi qualità difensive di Gianluca Zambrotta e ha bisogno di uno che permetta a Pessotto di rifiatare e magari possa sostituirlo in futuro. Ed ecco che dal Brasile, dal Flamengo, spunta il nuovo Roberto Carlos: Athirson Mazzoli de Oliveira. Un fenomeno secondo Moggi, che infatti per prenderlo mette su una bagarre infinita con il club e con la Fifa; un fenomeno con la faccia da integralista islamico che dura 5 partite e poi viene rispedito in Brasile.
E il Milan? Anche la società di via Turati ha avuto qualche problema con i diamanti grezzi brasiliani. Nella sciagurata stagione 2008-2009 Mino Raiola, sì proprio il grande manager di Ibra e Binho, fece di tutto per portare a Milanello un giovane terzino destro brasiliano che aveva estasiato tutti con finte e accelerazioni: Felipe Mattioni. Il giocatore sponsorizzato dall’allora compagno di squadra Ronaldinho arrivò in Italia con l’etichetta di nuovo Cafu. Beh, forse di Cafu aveva il passo, ma quello che il pendolino brasiliano aveva nel 2008-2009 a 38 anni. Minuti giocati 5, e biglietto di ritorno regalato con omaggi del professor Galliani.
E a questi tre casi ne potremmo aggiungere altri che nelle menti dei tifosi dei rispettivi club evocano incubi paragonabili forse solo alla strega di Biancaneve o al Rasputin di Anastasia. Giusto per rabbrividire un pochettino: Leandro centravanti ballerino della Fiorentina, Kerlon Foquinha attrazione circense dell’Inter, Vampeta omosessuale dichiarato da 30 miliardi di lire all’Inter dei quattro allenatori, Gilberto terzino pr di Ronaldo nell’Inter già citata; e molti altri ancora.

Certo molti di voi potranno replicare che a fronte di tanti bidoni sono arrivati tanti brasiliani tra i migliori nel loro ruolo, su tutti i milanisti Kakà, Pato e Thiago Silva. Sono il primo a riconoscerlo, ma anche a farvi notare che troppo spesso i nostri osservatori si fanno abbagliare dalle costose bellezze verdeoro, e non guardano in casa propria. I vivai e soprattutto la serie B sono un ottima vetrina per molti talenti nostrani che magari non si chiamano Immobile da Silva, Carrozinho oppure Jesus Cutolo, ma non costano cifre fantasmagoriche, hanno passaporto comunitario e si ambientano da subito nel calcio italiano. Ma certo è difficile dare una possibilità a ventenni sbarazzini che si esprimono solo nel calcio di Zeman e che poi vanno con l’under 21 a fare fuoco e fiamme per l’Europa (13 su 22 convocati di Ferrara vanivano dalla cadetteria).

Rifletti dirigente italiano, rifletti…

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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