Inter vs Juventus

Se Antonio Conte avesse dovuto organizzare il suo rientro in panchina, credo che non avrebbe immaginato cose migliori di quelle che gli hanno regalato i suoi giocatori in questi 4 mesi. L’avevano squalificato da Campione d’Italia e si ritrova in testa al campionato, l’avevano squalificato anche dall’Europa e si ritrova agli ottavi di Champions League come primo del girone; se non bastasse aggiungete pure la Supercoppa Italiana vinta ad agosto col Napoli, per completare un quadro che ha già del magico ed aspira alla perfezione.

Eppure a una Juve così in forma, e convinta sempre più della sua forza, il rientro del mister leccese fa bene e può considerarsi in anticipo il vero grande colpo della campagna acquisti invernale.
Questi quattro mesi, seppur gestiti splendidamente prima da Carrera e poi da Alessio, hanno privato la Juventus e il calcio italiano di un personaggio unico. Un grande motivatore per quello che concerne il campo e allo stesso tempo un abilissimo comunicatore per quello che riguarda i rapporti con la stampa e con gli avversari.

A livello calcistico la mentalità che Conte l’anno scorso ha trasmesso alla sua squadra, oltre ad essere riflesso del suo temperamento, la si è vista durante alcune partite di quest’anno in molti giocatori. Gente come Bonucci, Barzagli, Marchisio e Vucinic devono molto al tecnico ex-Atalanta; la loro maturazione tattica è avvenuta grazie alle persistenti strigliate che Conte non gli risparmia mai né in partita né in allenamento. In match come quelli contro Napoli e Chelsea il mister era chiuso nel consueto “gabbiotto” ma in campo la sua mano si vedeva: grinta, pressing alto, corsa intelligente e ritmi altissimi sono solo alcune delle caratteristiche base del gioco del tecnico ormai imparate a memoria e spesso applicate sul terreno di gioco dai suoi ragazzi.
Inoltre nella scorsa stagione Conte ha dimostrato di non guadare in faccia a nessuno facendo giocare chi vedeva in forma e stava meglio (basti vedere la gestione di Del Piero), cosa che quest’anno in sfide importanti non si è fatto (vedi sconfitte con le milanesi o pareggi con Fiorentina e Shaktar). Il tecnico è stato fin da subito anche un grande trascinatore per i suoi tifosi che hanno ritrovato in lui quei valori di juventinità, caratteri di cui il popolo bianconero si è sempre vantato ma che non si vedevano in panchina dai tempi di Lippi.

Allo stesso modo il rientro di Conte sulla panchina della Juve accentuerà ancora di più il clima tagliente che contraddistingue da sempre la stampa italiana nel sottolineare continuamente questioni extra-campo o rivalità sopite ed annebbiate. In questi quattro mesi il tecnico salentino ha accumulato argomenti sia per difendersi che per contrattare, se necessario, cercando di fare sempre il bene della squadra senza però accettare che il suo nome venga infangato come spesso accaduto.

Insomma domenica ritorna sulla panchina della squadra campione d’Italia quello che, a detto di molti, è il migliore allenatore del nostro campionato; tifosi e avversari, giornalisti e colleghi lo stavano aspettando da tempo. Non ci resta che aspettare la prima conferenza stampa elettrizzante o la prima polemica, che non tarderanno ad arrivare.
Nel frattempo non ci resta che dire: bentornato mister Conte, ci sei mancato.

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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