C'eravamo tanto amati

Dalla riserva di villa Tevez, l’Apache trasmette segnali di fumo alle golose sirene del mercato, che strizzano l’occhio dal privè delle trattative.

Dato per certo l’addio del ventisettenne al Manchester City, incombe l’interrogativo sul futuro del giocatore. Ipotesi differenti trafficano quotidianamente le rotaie della stampa, trasportando le fantasie ora dell’uno or dell’altro tifoso sino al capolinea di Ciudadela, barrio nativo dell’attaccante.

Tuttavia l’eccelsa qualità del prodotto in vetrina non fuga alcune remore che potrebbero frenare un’operazione già economicamente onerosa, che sbaverebbe gli schizzi di fair play finanziario appena abbozzati dai vari club.

C’è davvero una squadra cui l’acquisto di Tevez gioverebbe in maniera decisiva? Sfogliando il depliant delle ipotesi nostrane il boccone apparentemente goloso s’arricchisce di retrogusti agrodolci.

Ipotesi A: Milan. Più attendibile in quanto considera la volontà del soggetto. Il flirt è già in fase hot: il giocatore si è velatamente dichiarato, Galliani temporeggia leccandosi i baffi e valutando l’esborso di un matrimonio impegnativo per le casse di via Turati. Tutto molto bello: andate a dirlo ad Allegri. L’eventuale aggiunta sarebbe il colpo più duro per i martoriati tessuti di Pato, le cui ansie schiumano nel calderone di concorrenza ed infortuni. Provando ad ipotizzare una coppia dei sogni Ibra-Tevez si finisce per relegare la samba costruttiva di Robinho nelle bettole mogie di una panchina già immusonita dai guaiti del Pippo nazionale. Considerando pure un faraone in rampa di lancio e un Cassano consolato a suon di promesse l’intrigo s’infittisce…

Ipotesi B: Juventus. A quanto sembra la dirigenza bianconera avrebbe concesso il nullaosta per l’operazione più costosa post Calciopoli. Benone. Ma proprio ora che Conte sembra aver intagliato la configurazione più consona alla propria idea di Juve, gli si può piazzare un Tevez tra capo e collo? Le qualità di Carlitos (versatilità, combattività) giustificherebbero lo sforzo, ma posto che il sistema offensivo oggi ruota attorno a Matri, l’argentino intaserebbe le caselle circostanti. Tra Vucinic, Pepe, Quagliarella, Elia, Estigarribia e Krasic potrebbe innescarsi un concorso da Isola dei Famosi.

Ipotesi C: Inter. Aggiungi un posto a tavola che c’è un Apache in più. La colonia argentina necessita di nuova garra: già lo vediamo Carlitos che sparge chimichurri sull’asado del capitano, con Wally Samuel sullo sfondo a sorseggiare il mate in braghe corte e ciabatte di stoffa. Già, ma gli altri? L’arrivo di Tevez invaliderebbe l’operazione Zarate tarpando nel contempo le ali già raggrinzite di Alvarez. Per non parlare di Milito, destinato ad imbalsamare in panchina qualora l’affare andasse in porto. Insomma, idea double-face: legittima visti gli stenti ma rischiosa per l’arietta imbolsita di Appiano. Trattando sogni Moratti non s’è mai tirato indietro, ma bisognerà valutare le intenzioni dell’interessato: un aeroplanino di carta albiceleste è appena planato in via Turati…

Ipotesi D: altrove. Insalatona russa (Anzhi) o saudade carioca (Corinthians) cambia poco: per quanto sfarzosi o convenienti, Daghestan e Brasile restano ripieghi non troppo credibili. A 27 anni il tubetto contiene ancora fresche aspirazioni da spremere sulle migliori tele d’Europa. L’istinto bellico dell’Apache abbisogna di campi di battaglia all’altezza: per questo Eto’o sembra destinato a godersi la primavera moscovita da solo.

Controindicazione da foglietto illustrativo: occhio alla fame del guerriero. Quella che lo temprò nel ghetto d’origine nel tempo ha trovato traduzioni alle voci: abbandono del Corinthians per brame europee; autotassazione imposta dai compagni del West Ham per inadempienze comportamentali; scazzi con Ferguson; tratta United-City a cuor leggero sino alle bizze col Mancio.

Non si fraintenda, si parla d’un fenomeno, ma nel senso più scientifico: le prodigiose anomalie tecniche non hanno mai domato la natura imprevedibile di un bambino che a cinque anni dribblò un’ustione di terzo grado al volto.

Insomma, le garanzie tecniche non mancano, ma l’operazione, soprattutto a queste cifre, sottende dei rischi da considerare attentamente.

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