allegri reuters

Le hanno prese ancora. E di santa ragione. Nel loro stadio preferito, il Westfalen, che considerano un fortino inespugnabile sia che ci giochi il Borussia sia che ci giochi la nazionale. Ancora una volta li abbiamo sotterrati col gioco all’italiana, i nostri amici tedeschi. Parlo al plurale, sì, perché quella di ieri è una vittoria italiana. Un capolavoro italiano. Un trionfo del calcio all’italiana, fatto di tanta difesa, contropiedi micidiali, astuzia e umiltà.
morata tevezGià, umiltà. Quella che manca ad Andrea Agnelli ma che non è mancata ieri a Buffon e compagni. Perché non c’è scritto da nessuna parte che uno debba andare a Dortmund a fare la partita. Se poi pronti via il tuo fuoriclasse la butta dentro e gli altri sono costretti a farti due gol, la cosa più umile ed astuta che tu possa fare è metterti dietro e sbarrare tutte le strade che portano a Buffon. E lì nasce il capolavoro di Allegri. Uno che dalle parti di Milano è considerato incapace ed ignorante. Ora quelli si godono Inzaghi in panchina, mentre noi ieri sera ci siamo goduti Allegri.

Un capolavoro, dicevamo. Proprio così. Da quanto tempo non vedevamo una squadra italiana giocare in Europa da squadra italiana? Il Borussia aveva la palla ma non trovava gli spazi perché gli spazi semplicemente non c’erano. Bonucci e Chiellini parevano Scirea e Gentile. Marchisio da solo ha fatto il Marchisio, il Pirlo e il Pogba. Anche chi di tattica non capisce nulla ieri sera avrà esclamato “tatticamente la Juve è perfetta”. Chapeau, Allegri.
pogbaSenza Pirlo, non proprio l’ultimo pirla. E dopo mezz’ora pure senza Pogba. Si fa male il francese, quello che in questa stagione a volte ha fatto l’attaccante aggiunto? No problem, dentro un difensore, difesa a 5, e ora sono cazzi tuoi caro Klopp. Il buon vecchio Jürgen Klopp. Proprio lui. Quello che in Italia vorrebbero tutti quanti come allenatore della propria squadra e che ieri è stato massacrato da un mister che da noi gode – tendenzialmente – di pessima fama. Ma Klopp fa giocare bene le sue squadre, si dirà. Ieri nel primo tempo ha avuto il 60% di possesso palla e zero dico zero tiri in porta. Mentre dall’altra parte Tevez e Morata quando ripartivano sembravano due indiani apache che andavano all’assalto di una diligenza col postiglione ubriaco. Ogni contropiede arrivavano in porta. Una goduria.

Massimiliano Allegri quando parla ha quella voce lì che ti fa credere sia un po’ uno scemo. Ma in Italia se fai l’allenatore e vinci sei tutt’altro che scemo. E ieri il mediocre Allegri è andato in Germania – la nuova frontiera pedatoria secondo quelli che ormai il calcio italiano non lo seguono più poiché troppo inferiore – e ha spiegato come si gioca al pallone. Innanzitutto si fa un gol. Borussia Dortmund vs Juventus FCPoi ci si preoccupa di non subirne. E se necessario si butta nella mischia anche un difensore in più. Il possesso palla lo si lascia pure agli altri. Perché quel che conta è la fase di transizione quando si riconquista palla. E ieri la Juve ha dato lezioni di contrattacco. Recupero, due passaggi, e Tevez e Morata che facevano i bulli coi difensori del Borussia passandosela manco fossero all’oratorio. Poi, dopo che gli altri per quasi un’ora si sono tenuti la palla ma non hanno ancora scoperto dove sta la porta, puoi cominciare a fare accademia.

Già, perché la Juve l’ultima mezz’ora ha fatto accademia. Facendo quello che voleva in entrambe le fasi. Concedendo persino un tiro in porta al 63’ al povero Kampl giusto perché quelli in maglia giallonera facevano quasi tenerezza.
allegri morataIl calcio è un gioco semplice. Se hai un fuoriclasse che fa gol e dei difensori che sanno difendere sei a posto. Questo Allegri lo sa. E visto che il fuoriclasse davanti ce l’ha, e ha pure dei difensori che in quanto italiani non sono secondi a nessuno, Allegri sapeva di essere a posto. Ed è andato a Dortmund a prendere a pallonate Klopp. Dicono sia un “innovatore”, questo Klopp. Ieri è stato umiliato da un calcio, quello all’italiana, che di nuovo non ha nulla. E che ieri si è fatto beffe del muro giallo e delle sue coreografie. Perché il muro l’hanno costruito Barzagli, Bonucci e Chiellini. E le coreografie più spettacolari le ha disegnate Carlitos Tevez. Grazie alla regia di Allegri e al suo calcio semplice. E italiano.

Un commento a “Capolavoro all’italiana

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