buon natale

Se amiamo lo sport è perché ci trasmette emozioni, se amiamo vincere è perché è un po’ come toccare il cielo con un dito. Si dia il caso che proprio il Cielo, duemila anni or sono, sia sceso fra noi affinché potessimo gustare tutto cento volte tanto, anche lo sport. In questi giorni festeggiamo un bambino che ha cambiato la storia del mondo facendo cose stupefacenti – un po’ come Mario Götze lo scorso luglio al Maracanà – e che ha detto cose affascinanti che ancora adesso ci ricordiamo – proprio come le conferenze stampa di Mourinho.

Il Natale ci ricorda che la vita ha un destino pieno di gioia, e lo sport in fondo è un’espressione di questa gioia di vivere. E allora tutti a festeggiare, anche se c’è chi il panettone non lo mangerà, com’è il caso di Zdenek Zeman; ma c’è anche chi invece se lo godrà fino all’ultima uvetta, come faranno due buongustai quali sono Ancelotti e Benitez, che sotto l’albero hanno trovato due bei trofei.

Alcuni il Natale lo passeranno in famiglia, come Uli Hoeness che torna a casa con un permesso di qualche giorno, altri hanno deciso di rimanere a spassarsela a Dubai, come ha comunicato Walter Zenga. Ognuno poi ha espresso i propri desideri a Babbo Natale: Mancini vorrebbe trovare sotto l’albero un paio di nuovi giocatori, Neuer il Pallone d’Oro, Balotelli i gol che mancano, Rudi Garcia il gioco perduto, e Allegri un paio di rigoristi…

Quel che è importante è che ognuno di noi passi questo Natale con lo stesso desiderio di essere sopresi dalla vita che avevano questa estate i tifosi di Costa Rica. Ricordando che la sorpresa più incredibile di tutti i tempi – più incredibile del gol di Kovacic, del Carpi in testa alla Serie B e della media-gol di CR7 – si celebra proprio il 25 dicembre.

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Un altro modo di raccontare lo sport.

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