buffon

Un’altra giornata da dimenticare per gli arbitri della serie A e una nuova polemica che accende gli show televisivi. Il classico lunedì mattina per i tifosi italiani. Il fatto incriminato questa volta sono le dichiarazioni lasciate da Buffon nel postpartita di Milan Juventus: “Non ho visto se la palla è entrata, ma, sinceramente, vi dico anche che se me ne fossi accorto non avrei aiutato l’arbitro».

 

Buffon-ate. Il portiere della Juve e della nazionale avrebbe fatto meglio a tacere. Ma non per moralismo. Potremmo chiedergli di auto-denunciarsi in una finale mondiale? Alzi la mano il puro di cuore. Ma avrebbe fatto meglio a tacere anche uno come il presidente dell’Aia Marcello Nicchi che, in veste di paladino del calcio italiano, ha dichiarato: “Ha detto cose che si poteva risparmiare e non è un esempio per i giovani. Ognuno è libero di pensare quello che vuole ma a esternarlo ci vuole un po’ di cautela visto che i giovani devono prendere esempio dai campioni». Saranno un esempio per i giovani Tagliavento o il suo guardalinee guercio? Stiamo sfociando nel ridicolo. Ora il colpevole del fattaccio di San Siro diventa Buffon e non i signori in giacchetta nera. Basta con il moralismo nel calcio, basta polveroni alzati per nascondere i problemi. Questi orrori  -pardon errori  – sono un fatto agli occhi di tutti, stavolta i veri “Buffon” sono gli arbitri.

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