Soccer: Serie A; Roma-Genoa

Italia, nazionale di immensi difensori, insuperabili portieri, coriacei goleador e pochi ma illuminanti numeri 10. Nella tradizione calcistica nostrana sono i centrocampisti ad aver sempre fatto un po’ più di fatica ad imporsi. Abbiamo avuto grandi interpreti della linea mediana, ma pochi di loro son rimasti impressi nell’immaginario collettivo nazionale ed internazionale come invece è successo con altri colleghi di diversi ruoli. Oggi c’è un certo Pirlo, direte giustamente voi, e prima c’è stato Gattuso, ma sono elementi diversi di uno stesso pianeta, sono come l’aria ed il fuoco, complementari ma non sovrapponibili. All’Italia è da anni che manca un centrocampista in grado di rappresentare la perfetta giuntura, l’anello calcistico mancante, tra i Pirlo ed i Gattuso. È da anni che manca ma oggi ci sarebbe questo rarissimo elemento calcistico, eppure il nostro ct Prandelli preferisce non convocarlo in Nazionale.

Florenzi golAlessandro Florenzi rientra nella categoria dei centrocampisti box-to-box per dirla all’anglosassone, ovvero calciatori che sulla linea mediana sanno fare tutto, probabilmente anche stirare mentre inseguono il portatore di palla avversario se glielo chiedi. Florenzi è uno dei pochi centrocampisti italiani moderni di scuola europea, un giocatore in grado allo stesso tempo di essere baluardo innanzi alla difesa e pungente e fastidioso incursore offensivo. Florenzi non ha la tecnica sopraffina di Pirlo (e chi ce l’ha?) e neppure la veemenza agonistica di Gattuso, ma è dotato di un’ottima tecnica ed ha grinta quanto basta per portare un pressing alto e non lasciar respirare gli avversari. La sua capacità di vedere gli spazi lasciati dalla retroguardia avversaria lo rendono invece, in fase di non possesso, un attaccante aggiunto preziosissimo. Dal momento in cui Zeman l’ha lanciato in prima squadra la scorsa stagione, nonostante le difficoltà della sua Roma, lui è sempre riuscito a brillare ed a dimostrarsi perfettamente incastonato in un centrocampo che quest’anno, con gli innesti di Strootman e Nainggolan, è divenuto uno dei migliori d’Italia e d’Europa.

Eppure Prandelli per la sfida di questa sera contro la Spagna ha preferito convocare Giaccherini che nel Sunderland sta rendendo ben al di sotto delle aspettative. Il motivo potrebbe semplicemente risiedere nel fatto che Florenzi non è stato al meglio della condizione recentemente, tant’è che contro l’Inter ha giocato soltanto una manciata di minuti, ma dal momento in cui convochi Chiellini, out da tre settimane, facendo saltare anche l’ultimo nervo che era rimasto saldo a Conte, è quantomeno lecito chiedersi il motivo per cui ha preferito non convocare il centrocampista romano. E se il motivo fosse che Prandelli non vede il numero 24 giallorosso nel suo gruppo mondiale, allora saremmo di fronte ad un errore abnorme.

alessandro-florenzi-in-goal-contro-larmeniaFlorenzi è un classe ’91, ha fatto (poca) gavetta due stagioni fa, a Crotone, nella durissima Serie B italiana, collezionando 35 presenze arricchite da ben undici reti e due assist, giocando in tutti i ruoli della linea mediana: centrocampista metodista innanzi alla retroguardia, mezzala, centrocampista laterale e trequartista. L’esperienza con Zeman della passata stagione ha aggiunto al suo bagaglio tattico anche il ruolo di esterno offensivo nel tridente d’attacco, ruolo che ha saputo interpretare con immensa intelligenza ed in cui anche Rudi Garcia quest’anno l’ha impiegato in situazioni in cui preferiva non scoprirsi eccessivamente. Il livello di completezza tecnica e tattica che ha raggiunto Florenzi ad appena 23 anni (da compiere l’11 marzo prossimo) non è stato raggiunto da molti centrocampisti italiani dell’era moderna che pure vengono considerati dei grandi interpreti del ruolo. Marchisio, ad esempio, è un ottimo centrocampista ma non ha le stesse doti difensive del romanista, così come non è paragonabile a Florenzi il rossonero Montolivo, che nonostante il passare degli anni e l’impiego in ruoli diversi dalla pura regia o dalla trequarti rimane impelagato in una visione tattica poco completa. Florenzi, con un po’ di esperienza in più e qualche presenza in competizioni internazionali, può raggiungere i livelli che sono stati toccati in passato da Cambiasso ed oggi da Vidal e diventare anche più completo di un ottimo centrocampista, romano come lui, quale è De Rossi, che ha sempre mostrato limiti comportamentali elevati ed a cui l’aver sempre giocato nella squadra del cuore sembra aver più nuociuto che aiutato in termini di maturazione calcistica.

Per tutto questo spiazza non trovare il nome del centrocampista romano tra i convocati per l’amichevole con la Spagna, ma la sfida è pur sempre un test fortunatamente non definitivo in vista della lista dei convocati che a giugno voleranno con Prandelli in Brasile. Se Florenzi non sarà in quella lista la sensazione è che si perderà l’occasione di dare lo spazio che merita ad uno dei più grandi e silenziosi talenti che il nostro calcio recente abbia sfornato.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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