aquilani viola

Chi avrebbe mai pronosticato che all’alba del 5 agosto la squadra italiana protagonista sulla carta della miglior campagna acquisti sarebbe stata la Fiorentina di Andrea Della Valle?

 

Eppure la squadra viola si è rinforzata in ogni reparto con giocatori d’esperienza internazionale e, al momento, é riuscita nel grande sforzo di trattenere il suo giocatore più rappresentativo ovvero Jovetic.

Innanzitutto la dirigenza gigliata ha portato nella città di Dante il miglior giovane tecnico italiano, quel Vincenzo Montella che lo scorso anno si è dimostrato spregiudicato alla guida del Catania del vulcanico Pulvirenti. L’acquisto dell’ex-areoplanino giallorosso ha obbligato lo staff dirigenziale a mettere mano ad un rinnovamento totale legato anche al clamoroso fallimento dello scorso anno, dove le gestioni Mihajlovic-Rossi-Guerini hanno portato l’undici toscano molto vicino all’incubo retrocessione (decisivo fu Cerci a Lecce alla penultima).

 

Il 4-3-3 sposato da Montella richiedeva in partenza: un centrale di centrocampo capace di impostare le trame offensive della squadra (al posto di Montolivo), due esterni d’attacco mobili in grado di supportare Jovetic e qualche tassello difensivo che potesse sopperire alle partenze dolorose di Natali e Gamberini.

Della Valle e Pradé non solo hanno tappato le falle createsi con le varie partenze ma hanno rimpolpato la squadra.

 

Nella zona difensiva ad affiancare i giovani e promettentissimi Nastasic e Camporese sono arrivati Roncaglia dal Boca e Gonzalo Rodriguez dal Villareal, entrambi argentini con grande esperienza in competizioni internazionali (Champions e Libertadores). Attivi anche in zona gol torneranno utili a Montella sia per la marcatura che per l’impostazione dalle retrovie. L’acquisto di un fiorentino doc come Emiliano Viviano tra i pali completa una retroguardia di sicura affidabilità.

 

Le chiavi del centrocampo viola, da anni nelle mani di Ricky Montolivo, sono state “smezzate” tra due grandi interpreti del ruolo: Alberto Aquilani e Borja Valero.

Il primo, vagabondo del nostro calcio, potrebbe ritrovare a Firenze quello smalto vistogli a sprazzi nell’annata bianconera e in qualche apparizione europea coi Reds che lo aveva fatto diventare uno dei centrocampisti centrali più promettenti d’Europa.

Lo spagnolo invece viene da una stagione terrificante al Villareal e ha una gran voglia di rivalsa, certo l’ambientamento col nostro campionato non sarà facile ma le sue gemotrie e le sue aperture potrebbero risultare decisive per il gioco di Montella.

Se questi due iniziano ad ingranare insieme a Lazzari costituirebbero un reparto veramente interessante in Italia.

 

In avanti il vero colpo è stato trattenere Jo-Jo: è intorno al montenegrino che gioca la squadra (come si è visto nell’ultima parte della scorsa stagione). Al troppo discontinuo Cerci è stato affiancata una delle sorprese della scorsa stagione, quel Juan Cuadrado che a Lecce è stato, con Muriel, una delle poche note positive della passata stagione. La partenza del mai rimpianto Amauri è stata sopperita dall’arrivo del marocchino El Hamdaoui, vera e propria scommessa del mercato viola che dovrà aiutare Jovetic a non sobbarcarsi da solo tutto il peso dell’attacco.

 

Le premesse per fare bene ci sono tutte, il Franchi è pronto a sostenere i viola in nuove imprese, visto che le vecchie sono ancora legate all’immagine di Prandelli.

L’entusiasmo e la convinzione nei propri mezzi accomuna Montella al ct azzurro; chissà che non arrivino anche gli stessi risultati a far ri-esplodere la Fiesole…

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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