Bari - Pescara

(centrocampisti)

Simone MISSIROLI, 25 anni, Reggina il principe di Reggio, ponte sullo stretto tra centrocampo ed attacco su cui sgommano le speranze amaranto. Centrale figlio dell’entroterra calabrese, ha aperto la propria educazione calcistica alle frontiere chic del “trequartismo” di cui ha assimilato le arti, ivi compresa una leggera predisposizione all’intermittenza, del resto tipica d’ogni faro marino che si rispetti. Abbina buona velocità d’esecuzione all”occhio interiore” tipico dei fuoriclasse, che gli consente di secernere assistenze velenose come pus. Considerando il già avvenuto primo bacio con la massima serie, tra i primi passi amaranto e la proficua parentesi cagliaritana, siamo pronti a scommettere sul suo ritorno, magari proprio nell’amata Reggina che ormai è tagliata su misura per lui. A detta di chi scrive uno dei 5 Power Rangers dell’intera B-araccopoli.

Gianluca SANSONE, 24 anni, Sassuolo a quanto pare il Siena aveva visto giusto, quando tre anni fa lo sottrasse alle scampagnate oratoriali del Pescina VG. Il rammarico è quello di non aver atteso, del resto la ruota pallonara ne lascia a terra tanti. Poco male: potrebbe rientrare in A dalla finestra, col suo Sassuolo che ormai ha smesso di scherzare. Così come lui, che negli anni di stage (Gallipoli, Lanciano, Frosinone) ha irrobustito il fisico e lucidato il mancino, divenendo un centrocampista offensivo molto duttile, in grado di pungere dal centro o sciabolare dalle fasce. E poi, quel sinistro…elabora teoremi da far invidia ad Euclide. Come altri della risma, sarebbe da rivalutare in un contesto più importante, per testare una consistenza che 15 partite fatte bene non possono garantire. Magari l’anno prossimo: per adesso, vediamo se Sansone riuscirà a conquistare la sua Dalila. Ps: occhio all’omonimia col Nicola del Crotone, furetto classe ‘91; cadete in piedi, il tasso d’interesse resta alto.

Tre indizi: 1.lo chiamano Ricky; 2.nasce con le stigmate del santo trequartista; 3.porta il 22 sulla schiena. La prova non si chiama Kakà, ma Riccardo SAPONARA, 19 anni, Empoli. Svolazzi verdeoro a parte (sai quanti nuovi Maradona ha visto nascere l’Argentina?), siamo dinanzi a un talento puro, che ha già mostrato i primi abbozzi miracolosi fra l’azzurro empolese e quello un po’ più pesante dell’Under. Un giovane artista dalla duttilità operaia: Pillon e Ferrara lo stanno manovrando con l’analogico, confinato su una fascia a scelta o avanzato a sostegno delle punte, ricevendo un cambio un apporto quasi sempre elevato. Certo è che il baratto è tecnica antica e non potrà trascinarsi in eterno: Saponara è un 10 e come tale andrà valorizzato, se non volgiamo disperderne i coriandoli in zone del campo dove perderebbero di utilità e scenografia. Una pecca? Pur spalancandola ad altri sembra vedere la porta un po’ pochino.

Alessandro SBAFFO, 21 anni, Ascoli (Chievo) l’estetica lo consegnerebbe senza troppi problemi all’Olanda di Cruijff: capello fluente, predisposizione all’accelerata (che non vuol dire velocità) e familiarità con gli stupefacenti del dribbling ne fanno uno degli esterni più interessanti del campionato. Partito in sordina, ha scalato diverse posizioni complice l’andamento disastroso dell’Ascoli, che ora s’appoggia ai suoi apolitici (destra o sinistra che sia) programmi laterali con più insistenza. Siamo ancora in fase embrionale, ma i primi passi, dagli esordi piacentini sino ad oggi, lasciano intuire una mezza promessa.

Marco VERRATTI, 19 anni, Pescara ci troviamo nel sottile limbo dei predestinati, ideale trampolino verso l’Olimpo dei migliori da cui però è molto facile scivolare giù, giù sino al Purgatorio delle promesse inadempiute. Questo giovane regista è maturato in fretta alla luce di una personalità non comune e di basi tecniche invidiabili, che gli consentono d’esibirsi senza troppi problemi sia dietro che oltre la metacampo. Un bignè che stando alle voci ha già ingolosito i migliori chef e che Zeman sta cercando di cuocere a fuoco lento, senza esasperane l’utilizzo in un campionato dispendioso (8 presenze su 15 partite sinora). In questi casi del resto meglio non montarsi la crapa, anche perché i pretesti ci sarebbero tutti. Da seguire col monocolo.

 

ATTACCANTI, ricordando che in B, per tutto il resto, c’è Rolando, furioso paladino di Ventura.

Giuseppe DE LUCA, 20 anni, Varese classica seconda punta rapida, curiosa e piccolina (flirta coi 165 cm) come l’ape Maia, fa del movimento e del guizzo sotto porta le armi predilette. Esordiente hot nel fotofinish dello scorso campionato, è chiamato a confermarsi sperando di ottenere maggiore spazio nella favela dell’attacco varesino. La sua caparbietà non potrà che aiutarlo a farsi largo.

Lorenzo INSIGNE, 20 anni, Pescara (Napoli) su di lui saprete già tutto, ma non potevamo esimerci. Simil-Giovinco con la spavalderia dello scugnizzo di piazza, il napoletano tascabile è il miglior giocatore della B per media voto, almeno secondo le sapienti penne della Gazza. Potrebbe bastare questo, o l’investitura di Ferrara, o quella di De Laurentiis, già pronto ad affidargli le fatiche del Pocho nella prossima stagione. Dove arriverà Lorenzino il magnifico, mosca zezzè con un joystick nel pungiglione? Detto che nessuno come Zeman slabbra semplici novelle in romanzi salgariani, dipenderà anche dall’effettivo ruolo che il Napoli vorrà ritagliargli: un talento così non merita d’essere abbottonato nel cappotto da panchinaro. Perché lui e non Immobile? Per caratteristiche, il nostro appare meno legato ad un contesto di squadra che, nel caso del Pescara, enfatizza inevitabilmente la prolificità di marpioni d’area come il buon Ciro, cui comunque nessuno può togliere l’etichetta di promessa.

Antonino RAGUSA, 21 anni, Reggina (Genoa) cannoncino siciliano ricco di cremoso potenziale sciolto in chilometri di qualità sulla fascia destra. Attaccante esterno cresciuto nel Treviso, è stato acquistato dal Genoa che ne ha fatto una colonna della Primavera, con cui ha spopolato e vinto assieme ai vari Perin, Polenta ed El Shaarawy. Dopo un’ottima annata in quel di Salerno, sta esprimendo a Reggio le proprie qualità di ala guizzante amoreggiando anche col gol (6 marcature). Fresco di titolarità in Calabria e d’iniziazione nell’Under 21 è ora atteso ad un prosieguo di stagione da protagonista.

Andrea RUSSOTTO, 23 anni, Livorno parentesi romantica (altrimenti non avrebbe senso, vista l’unica presenza) per chi s’è innamorato di costui in tempi meno sospetti, quando fu inserito nei 50 migliori boccioli del mondo dalla rivista inglese World Soccer (2007). Storia particolare: funambolico esterno emigrato in Svizzera (Bellinzona) a 16 anni per sottrarsi ai tentacoli della Gea già pronti a strumentalizzarne il talento, è poi rimpatriato tra un prestito e l’altro (Treviso, dove fece strabuzzare molti occhi, Napoli –boh?- e Crotone –meglio) venendo più volte a cazzotti con la dea bendata, abbattutasi a gamba tesa sul suo fisico Swarovski. La parabola ricorda pericolosamente (ma il tempo è dalla nostra) quella di Cerci: sorgente di limpide promesse rapprese nel caglio dei rammarichi. L’impressione è che per ripartire potrebbe volerci anche più tempo, ma il potenziale sciorinato agli albori non può esser menzognero: varrebbe davvero la pena d’aspettarlo.

(to be continued)

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