Enfant prodige

Ci giochiamo i supplementari sul neutro straniero: per non sopire le vostre brame esotiche a voi alcuni LINK INTERNAZIONALI dal variopinto mappamondo della B.

Adam KOVACSIK (UNG), 20 anni, Reggina si è recentemente segnalato per aver parato due rigori nella sfida contro il Brescia di fine Ottobre. Punta dell’iceberg: il ragazzo, brevilineo ed ambizioso, è già considerato uno dei principini del ruolo, potendo anche “contare” su una difesa che salpando spesso non manca mai di offrigli del lavoro. Vogliamo buttarci? Nuovo Handonovic (urca urca!).

Kevin Mathieu VINETOT (FRA), 23 anni, Crotone (Genoa) stopper scolpito nell’ebano che fa di possanza ed atletismo i suoi cavalli di battaglia. Da Giulianova (dove fu uomo chiave nel passaggio in Prima Divisione) a Crotone non ha patito il salto di categoria; vedremo se il tirocinio cadetto potrà disciplinarne le eccedenze in vista di un rossoblù più quotato. In certe movenze ricorda il primo Thuram, più verosimilmente potremmo essere al cospetto di un prodotto stile Ogbonna.

Omar EL KADDOURI (MAR), 21 anni, Brescia nella spumosa scia di Hamsik s’inserisce questa mezzala che le rondinelle hanno colto in volo sul Belgio, spiluccando dal granaio dell’Anderlecht. Bocciolo che madre natura ha dotato di una variegata corolla offensiva, che gli consente di coprire più zolle della metacampo d’attacco alla luce di un’ottima visione di gioco. Da qui alla serie A il passo è ciclopico, ma del trio di promesse bresciane (lui, Juan Antonio e Jonathas) il naturalizzato belga sembra la più futuribile.

Emil HALLFREDSSON (ISL), 27 anni, Verona già lo incontrammo, asteroide non meglio identificato nella Reggina di Mazzarri. Il sorprendente Verona di Mandorlini ce lo riconsegna leader di un centrocampo ben assortito, in cui il nostro figlio dei fiordi può figurare centrale o largo a sinistra, senza che l’efficacia ne risenta. Potenza e sangue freddo di stampo nordico si abbinano ad una buona velocità d’esecuzione ed una tecnica che nel tempo ha ampliato le proprie possibilità: il mediano degli esordi si è digievoluto in incursore col vizietto latente del gol.

Moussa KONE’ (CAV), 21 anni, Pescara (Atalanta) una sorta di piccolo (piccolissimo) Essien. Almeno nel profilo: fisico statuario, capacità d’interdizione, trattamento di palla educabile. Del resto per convincere gli esigenti osservatori atalantini qualcosa devi avere. Nel Pescara a dirla tutta figura come prima alternativa in un centrocampo che per ora ha trovato un assetto vincente a prescindere da lui; ma Zeman lo conosce bene, avendone fatto un perno dell’ultimo Foggia (32 presenze 4 gol), e sa di poter contare su di lui per qualsiasi evenienza, potendolo impiegare indifferentemente nel 4-4-2 o nel prediletto 4-3-3.

Pedro OBIANG (SPA), 19 anni, Sampdoria martello niente male, sta crescendo ad affinandosi all’ombra di Palombo pur nelle disgraziate circostanze doriane. Classico centrocampista di rottura e agonismo scippato alla cantera dell’Atletico, è considerato dai vertici blucerchiati una pietra importante per il futuro. Aspettative legittime vista la concorrenza cui è stato sottratto: Arsenal, Chelsea e Liverpool avevano subodorato del tartufo in lui, ma i 130 mila € (!) della Samp hanno bagnato il naso a tutti.

Alen STEVANOVIC (SER), 20 anni, Torino (Inter) dirottato al Toro nell’operazione che ha portato all’Inter la metà di Benedetti (vedi primo tempo della presente rubrica), l’ala destra di scuola nerazzurra sta esponendo il campionario: vetrina scintillante di dribbling, scatti fulminei e rifiniture sagaci, tutto forgiato nel grintoso metallo serbo. Tecnica e personalità oltretutto espresse solo in parte: Ventura, che ne sta cullando i progressi, ha più volte ripetuto come quanto visto risponda più o meno al 60% del reale potenziale del giocatore. Limitato spesso da una resistenza fisica ancora balbettante: se andiamo a vedere il ragazzo figura spesso tra i sostituiti.

Yidom Richmond BOAKYE (GHA), 18 anni, Sassuolo (Genoa) i suoi coetanei (1993) ancora s’arrabattano tra geroglifici latini e parabole enigmatiche: lui, pupazzo prodigio nei Giochi Preziosi, deve fare i conti con tackle poco ortodossi e traversoni randagi. Ha bruciato le tappe in virtù d’insolite possibilità fisiche e una tecnica in continua evoluzione. L’istinto del bomber non gli manca, dovrà stare molto attento a non adagiarsi sul guanciali del talento: Sassuolo sembra la zavorra ideale per restare ancorati a terra in vista di Marassi, lido già prenotato da precoci apparizioni nelle stagioni scorse. Per favore quindi, tenere Eto’o fuori dai discorsi.

Diego da Silva FARIAS (BRA), 21 anni, Nocerina (Chievo) ala mancina che si sta distinguendo nell’avventuroso 3-4-3 della Nocerina. Il Chievo, che ne detiene il cartellino, lo pescò quindicenne dall’asilo Campo Grande (terza divisione carioca). Tendenze tipicamente sudamericane (dribbling, fumi, fantasie) sciorinate a velocità europea: ha i ritmi per ballare pur mancando ancora della cattiveria necessaria per non uscir di pista. Impiegabile in ogni casella della trequarti, sembra comunque più adatto alle autostrade di fascia.

Jerry Uche MBAKOGU (ITA), 19 anni, Juve Stabia citando Aladdin, un diamante allo stato grezzo. Per diventare gran visir del gol occorrerà lavorare molto su basi tecniche rudimentali, che spesso ne vanificano le inarrestabili progressioni verso l’area. Tipico prodotto africano che la cittadinanza azzurra non ha certo snaturato: ha un futuro meno leggibile del codice fiscale, ma età e potenziale sono dalla sua parte.

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