Jonny

Che Wilkinson si ritiri dalla nazionale è una notizia soprattutto per noi profani: significa che non lo rivedremo mai più al sei nazioni o competere per la Webb Ellis. Cioè non lo vedremo mai più.

“Tutto qui” cioè “Avete solo lui”. così in sostanza titolava a cubitali un giornale Australiano, con tanto di foto del mediano inglese: le intenzioni erano le più denigratorie possibili. Era il 2003: faccia pulita aveva appena preso a pedate (letteralmente) la Francia nelle semifinali della coppa del mondo che proprio nel nuovissimo mondo si svolgevano.
Il titolo di quel cartaceo era ciò che di più realistico si potesse dire in quel momento. Di fatto che il membro dell’Ordine dell’impero fosse l’ottanta percento di quell’inghilterra si riconobbe chiaramente quattro anni dopo in Francia, quando il suo rientro in corso di competizione, cambiò il volto alla selezione delle rose, sino alla seconda finale consecutiva.

La prima linea del fronte serve solo come protezione sul davanti: parafrasando ciò che dice Eugenio Corti ne Gli ultimi soldati del Re del modo di combattere anglosassone, che dà molta importanza al lavoro delle retrovie.

Beh l’Inghilterra di Wilkinson, anzi per Wilkinson, era così: era uno strano rugby, non c’era bisogno di impegnare più di tanto la forza d’urto sulla linea di meta, bastava attendere e lasciar lavorare l’artiglieria. Certo il rubgy oggi dà molta importanza ai calci piazzati: ma quel gioco era estremismo.

In quel mondiale, il suo mondiale, ha rivelato tutta la sua straordinarietà. La differenza tra Inghilterra e Australia la fece lui, con il primato di 113 punti, tutti di piede, di cui ben 24 (!!) su drop, cioè su calcio in pieno gioco attivo; senza dimenticare la percentuale altissima di realizzazioni a palla ferma.

Anche a lui dobbiamo una delle più belle partite di sempre: la finale mozzafiato con l’Australia. Il pareggio raggiunto all’ultimo minuto dei canguri. Il vantaggio di Jonny nel supplementare, il nuovo pareggio allo scadere degli australiani.

E poi quel drop del nobile apertura a due secondi dal termine: festa a Trafalgar.

“Avete solo lui”: a pensarci non è che un esagerato apprezzamento per un solo giocatore.

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