fenninger

SKI ALPIN - FIS WC Cortina d Ampezzo, RTL, Damen2006-2015. Québec prima e Colorado poi. Oro in Super-G e, quasi a chiudere un cerchio, oro in Super-G. Potrebbero sembrare date e luoghi senza senso e sconnessi tra loro, ma non è così. Non lo è per il semplice fatto che a legare il tutto c’è un nome e un cognome, e c’è, soprattutto, una campionessa: Anna Fenninger. Era appunto il 2006 quando Anna, allora solo diciassettenne, dominava i Mondiali Juniores di sci che si tenevano in Québec, vincendo la gara di Super-G e arrivando seconda in Discesa Libera. Ieri, nove anni dopo, Anna è risalita sul gradino più alto del podio proprio nella gara che l’aveva vista trionfare non solo in Canada ma anche, proprio un anno fa, alle Olimpiadi di Sochi.

Nove anni nei quali, con molti alti e pochi bassi, la giovane austriaca (è una classe ’89) si è pian pianino confermata come una delle protagoniste del Circo Bianco. Dalle vittorie in Coppa Europa (2005 e 2006), ai primi piazzamenti nelle gare di Coppa del Mondo, arrivando, nella stagione 2008/2009, al primo podio nello sci che conta. Era il 26 gennaio e, a Cortina d’Ampezzo, Anna arriva seconda in supergigante. Un segno forse, viste le enormi soddisfazioni che questa disciplina le avrebbe dato negli anni a seguire. O, più probabilmente, la dimostrazione che lei, ai vertici dello sci, poteva starci senza problemi. Negli anni successivi, mentre Lindsey Vonn continuava a vincere e a rivincere, lei, con delicatezza ma anche con la determinazione delle più forti, mostrava a tutti il suo vero valore con piazzamenti costanti nelle prime 10 e, nel 2011 ai Mondiali di Garmisch-Partenkirchen, il primo risultato importante della carriera: guarda caso un oro, anche se in Supercombinata. Da quel momento un crescendo continuo, arrivato ad un punto massimo l’anno scorso con la vittoria della classifica generale di Coppa del Mondo (oltre che a quella di Slalom Gigante) e l’oro a Sochi. Come già detto sempre in Super-G. Una specialità strana, in cui bisogna unire la velocità della discesa con la capacità di sentire gli sci del Gigante; saper girare attorno alle porte cercando costantemente quell’equilibrio tra velocità e linea pulita. E Anna, ieri, ci è riuscita alla perfezione; doveva essere il giorno di Lindsey Vonn che gareggiava in casa, ma così non è stato.

podioLa statunitense infatti inizia la gara come non ci si aspetterebbe da una come lei, moscia, trattenuta come se fosse in soggezione e così “spreca” metà gara recuperando però con grande classe nel finale. La gioia però dura poco, visto che l’eterna rivale Tina Maze ammutolisce il pubblico di casa piazzandosi in testa. Poi però si presenta al cancelletto di partenza il numero 22. Tuta bianca e rossa, come la bandiera della sua Austria, con qualche tocco di nero; nero come il casco, e quella maschera specchiata a nascondere gli occhi decisi di una ragazza che vuole dimostrare, per l’ennesima volta, chi è veramente. La prima parte di gara è spettacolare, semplicemente favolosa la leggiadria con cui svolge le prime porte: una serie di curve morbide in cui serve non solo velocità ma anche tanta e tanta tecnica, e infatti subito si porta in testa con ben 33 centesimi di vantaggio su Tina Maze. Dopo la prima parte arriva il punto più ripido, quel muro da affrontare con la giusta determinazione ma senza strafare, e Anna, consapevole della decisività del momento, non esagera, non spinge troppo e limita i danni perdendo solo qualche centesimo. Poi l’ultimo dosso prima dell’ultima parte di puro scorrimento: serve velocità e tanta sensibilità di piede, arriva sì veloce, però qui Tina Maze aveva fatto un capolavoro. La grinta però non manca ad Anna e questa, unita ad una sensibilità non indifferente, la fanno tenere aggrappata al primo posto. Tre centesimi. Tanto è bastato ad Anna per laurearsi campione del Mondo. Tre centesimi per diventare la prima donna a vincere un oro olimpico e, subito dopo, i Mondiali. Un primo posto afferrato con la tenacia e la cattiveria di un leopardo. Perché in fondo, da quando ha sostenuto una campagna proprio a favore dei rapidi felini, è lei il vero leopardo del circo bianco. Un leopardo che ieri, ancora una volta, si è tinto d’oro.

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

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