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Analisi, protagonisti, scommesse e voti del calciomercato estivo 2013/2014. A firma di Alberto Coghi (“I più”) ed Andrea Rossetti (“I meno”)


ATAL
ANTA

Yepes AtalantaI più: Riesce a confermare l’ossatura dell’ottima stagione scorsa, escludendo Peluso partito comunque a gennaio, e innesta in due ruoli impegnativi (come il centrale di difesa e il mediano) l’esperienza di Yepes e Migliaccio. In attacco dovrebbe essere l’anno della definitiva consacrazione di Bonaventura e della conferma di Livaja. Il vero uomo in più però è sempre in panchina.
I meno: All’ultimo minuto la Dea evita lo spreco di far ammuffire in panca il buon Ardemagni, ma perde così una risorsa offensiva di livello. Il solo Denis, là davanti, non può dare certo garanzie illimitate. Manca freschezza dietro, con Yepes che porta esperienza ma non certo energie, e sostanza davanti, ove però c’è fumo in abbondanza con i dribblomani De Luca, Bonaventura, Brienza e Moralez. E l’arrosto dov’è?
PROTAGONISTA: Yepes   SCOMMESSA: Baselli
VOTO: 6-
(6; 5,5)

BOLOGNA
I più: Quando il tuo mercato ruota attorno alla conferma di un leader c’è sempre qualcosa che non torna. Oltre ad avere tenuto Diamanti, c’è da sottolineare l’acquisto di un animale da gol come Bianchi e il colpo Laxalt, preso nell’operazione Taider. Buono il colpo Mantovani nel finale, ma lo slogan però resta uno: aggrappati ad Alino.
I meno: Se Gilardino ha avuto una storia in Nazionale e Rolando Bianchi no, un motivo c’è, ovvero che l’ex Torino non vale il violinista piemontese. Rimangono Diamanti e Kone a tenere in piedi i sogni emiliani, facilmente affossabili da una difesa che ha in Mantovani l’unica speranza. E con questo ho detto tutto.
PROTAGONISTA: Bianchi   SCOMMESSA: Cech
VOTO: 5 (5; 5)

CAGLIARI
I più: La vera squadra del “molto rumore per nulla”. Nainggolan e Astori restano in Sardegna, insieme ad Ibarbo e a Marco Sau. Per il resto non cambia nulla rispetto all’anno scorso. Occhio a Cabrera e Murru.
I meno: Aver tenuto tutti i gioielli è la vittoria di Cellino, che tenta il colpaccio di stagione con due soli acquisti, come sempre sconosciuti. Bene così, ma qualche alternativa a Conti, Ekdal e Nainggolan in mezzo al campo la si poteva pure trovare. La differenza tra lo spendere poco ed essere taccagni è veramente sottile.
PROTAGONISTA: Sau   SCOMMESSA: Cabrera
VOTO: 6+ (6,5; 6)

CATANIAPlasil Catania
I più: I tifosi etnei sono stati sull’orlo di una crisi di nervi per tutto l’ultimo giorno di mercato, ma ne sono usciti contenti. Sono rimasti sia Spolli che Barrientos e in più è arrivata l’esperienza di Plasil e la freschezza di Biraghi. Attenzione a Maxi Lopez: dalla panchina può essere il valore aggiunto degli uomini di Maran.
I meno: Guadagni circa 10 milioni dalla cessione del tuo asse portante Biagianti-Lodi-Gomez e ti ritrovi a sperare più che a progettare. L’ottimo lavoro degli ultimi anni obbliga a dare tempo agli elefantini etnei, ma la logica porta a dire che se si fosse venduto meglio si sarebbe comprato meglio.
PROTAGONISTA: Barrientos   SCOMMESSA: Biraghi
VOTO: 6,5 (7; 6)

CHIEVO
I più: Il mercato dei mussi è stato fatto in base a Sannino e al suo collaudatissimo 4-4-2. Estigarribia, Sestu e Lazarevic sono giocatori che arano le fasce in lungo e in largo come piacciono al tecnico ex-Varese. Davanti importantissima la conferma di Thereau, nell’attesa del boom di Paloschi.
I meno: La sensazione è che si sia pescato ad occhi chiusi nel mercato di B, più che per rinforzare, per rattoppare e rammendare una rosa così così. Però, all’ultimo respiro, è arrivato Ardemagni, colpaccio in grado di ridisegnare il reparto avanzato clivense. A Sannino l’arduo compito di trasformare Impronta in un giocatore da Serie A e spremere fuori gol dagli attaccanti visto che a centrocampo mancano fantasia e doti offensive.
PROTAGONISTA: Estigarribia   SCOMMESSA: Improta
VOTO: 5,5 (5,5; 5,5)

FIORENTINA
I più: C’è poco da dire e tanti applausi da regalare alla dirigenza viola. Un mercato iniziato a gennaio con l’acquisto di Rossi e proseguito con Ambrosini, Joaquin, Ilicic e la ciliegina Mario Gomez. Tutti gli ingredienti per una stagione pazzesca sono sulla tavola. Se Cuadrado, Borja e Aquilani confermano i colpi dell’anno scorso ne vedremo delle belle in riva all’Arno.
I meno: Si sogna nell’anno del Rinascimento Viola. Ma se l’unico a correre davvero è Cuadrado, il dubbio che manchi dinamismo è legittimo. Rossi e Gomez danno certezze, ma un sacrosanto spaccalegna (oltre al “maturo” Ambrosini) a centrocampo avrebbe fatto comodo anche a loro. Oppure Montella crede che sia più facile insegnare ad Aquilani cosa sia un contrasto? Non sarebbe male neanche un portiere degno di questo sostantivo, anche perché se sommi difesa inesperta a portiere inesperto, il risultato dell’equazione è difficilmente uno zero gol subiti…
PROTAGONISTA: Rossi   SCOMMESSA: Rebic
VOTO: 7,5 (7,5; 7,5)

GENOA
I più: Ci prova ogni anno ma non ci riesce mai. Dopotutto Preziosi, avendo navigato per anni nel mondo dei giocattoli, non riesce a non divertirsi anche col calcio. E quindi via a un’altra rivoluzione. Fiore all’occhiello estivo Francesco Lodi che può essere decisivo per la sorte del Grifone. Davanti aver tenuto “questo” Gilardino è un colpo da 90. In difesa l’esperienza da “grandi” di Antonini e Gamberini può far solo bene. Curiosità per Centurion.
I meno: Per tutta la lista dei “meno” del mercato rossoblu non basterebbero di certo queste poche righe. Manca qualità, freschezza e programmazione generale; manca un disegno logico e chiaro dietro ad ogni acquisto ed ogni cessione; manca un Presidente che si diverta meno a fare favori ad amici potenti e pensi di più alla rosa del proprio club. Tranquilli tifosi genoani, è tutto finito per fortuna. Ma non imparate i nomi dei nuovi, tanto a gennaio, ça va sans dire, se ne andranno quasi tutti.
PROTAGONISTA: Gilardino   SCOMMESSA: Vrsaljko
VOTO: 6  (6,5; 5,5)

INTER
Icardi Belfodil InterI più: Mazzarri, Mazzarri e ancora Mazzarri. Il vero botto dell’Inter sta in panchina (basta guardare le prime due giornate), e nel modo di gestire il gruppo del mister ex-Napoli. Importante anche l’acquisto del suo body-guard Campagnaro. Taider in mezzo al campo può formare con Kovacic una coppia fortissima per i prossimi 7/8 anni. Davanti il compito di Palacio sarà cullare e far esplodere il tandem Belfodil-Icardi.
I meno: Avere finalmente un allenatore è certamente un passo avanti. Il fatto che i giocatori abbiano finalmente un ruolo fisso anche. Ma manca vera qualità sulle fasce ed un centrocampista che porti palla meno di mezz’ora, come invece fanno spesso Kovacic, Taider e Guarin. Cambiasso? Purtroppo è oramai un imbalsamato e si muove come tale. Le speranze son tutte riposte nei miracoli “lazzariani” di Mazzarri e nelle poche partite da giocare rispetto a diverse avversarie, cosa che può rendere buona anche una rosa certamente non completa.
PROTAGONISTA: Mazzarri   SCOMMESSA: Icardi
VOTO: 6,5 (6,5; 6,5)

JUVENTUS
I più: Ha preso il top-player, potrebbe bastare questo. La squadra più forte del campionato che prende uno dei più forti sulla piazza nel ruolo dove era carente, sembra tutto già scritto. Ogbonna e Llorente saranno importanti nel far rifiatare i titolari, senza dimenticare i recuperi di Isla e Pepe, fondamentali per il gioco di Conte sugli esterni. E poi c’è Pogba, con un anno di esperienza in più…
I meno: La più forte, certamente la più completa, indiscutibilmente la favorita. Ma se Vidal è squalificato e Pirlo infortunato chi gioca con Pogba e Marchisio? Padoin? Forse lì in mezzo una riserva degna dei bi-campioni d’Italia in carica si poteva trovare. I quindici milioni spesi per Ogbonna sono un insulto alla tradizione difensivistica italica, ma quantomeno ha completato le opzioni per il reparto più importante per Conte. L’unico vero rischio è il possibile logorio dei titolarissimi sul lungo andare, perché mancano alternative vere in mezzo e sulle fasce.
PROTAGONISTA: Tevez   SCOMMESSA: Llorente
VOTO: 8 (8; 8)

LAZIO
I più: Il primo esperimento del doppio playmaker Biglia-Ledesma è fallito miseramente, ma intriga molto Petkovic. L’acquisto dell’argentino è il fiore all’occhiello di una campagna di rafforzamento che è stata puntata maggiormente sul trattenere i big (come un Cagliari qualunque). Tra i tanti punti di domanda, c’è la certezza di avere una linea centrale ben collaudata, che in pochi in Italia possono vantare, e di aver trovato in Candreva un’ala-tornante che assicura ottime prestazioni e parecchi gol.
I meno: Il duo Lotito-Tare ha tirato fuori dal cilindro acquisti mirati, peccato che ancora una volta la coperta paia decisamente troppo corta. Allungata a centrocampo con l’ottimo innesto di Biglia e l’arrivo di Felipe Anderson, Novaretti e Perea non bastano di certo a completare due reparti che vedono nei soli Klose e Marchetti delle certezze. Un’influenza per i due leader e c’è il rischio di vedere naufragare tutti i sogni dei tifosi biancocelesti. Il non arrivo di Burak Yilmaz rimane un boccone indigesto…
PROTAGONISTA: Candreva   SCOMMESSA: Felipe Anderson
VOTO: 6+ (6; 6,5)

LIVORNO
I più: Un mix di gioventù sbarazzina innestata sugli artefici della promozione in A. Gli interisti Duncan, Mbaye, Benassi (tutta gente che corre tutta la partita) e Bardi, portierino di sicuro avvenire, sono di contorno ai colpi Emeghara, Botta e Coda. Si è dovuto attendere fino alla fine, ma questo sembra un gran bel Livorno.
I meno: Squadra che giunge dalla Serie B e che chiude il mercato con una rosa di Serie B. Solo Emeghara è una luce, per il resto si dovrà puntare sul gioco di squadra perché se ti ritrovi Schiattarella titolare è difficile pensare positivo. Tanti giovani, ma veramente poche certezze, soprattutto dietro, dove il fanciullo Bardi si farà certamente le ossa, si spera meglio di Perin a Pescara lo scorso anno.
PROTAGONISTA: Emeghara   SCOMMESSA: Bardi
VOTO: 6-  (6,5; 5)

MILANkaka_ritorno_milan_3
I più: Entusiasmo prima di tutto. Il ritorno di Kakà porta grande linfa vitale nei tifosi rossoneri. Ma attenzione a fermarsi al figliol prodigo perché il colpo Poli si sta rivelando efficace ed estremamente funzionale al gioco di Allegri, senza dimenticare Matri. Se si considera che il ritorno di De Jong è una sorta di acquisto a parametro zero, il Diavolo si candida per tornare protagonista.
I meno: Per la serie “porta più voti un giocatore qualsiasi purché non sia un difensore”, Galliani ha apportato gli ultimi colpi dell’estate nell’unico reparto che poteva rimanere com’era: l’attacco. Via Boateng, dentro Matri e, soprattutto, il redivivo minestrone riscaldato Kakà. Così El Shaarawy passa da faraone a mummia da esibizione in panchina. Qualcosa non torna, oggettivamente, soprattutto se dietro l’unico rinforzo è stato Silvestre ed in mezzo l’unica alternativa dai piedi buoni a Montolivo è rappresentata dal giovane Cristante. La sensazione è che tanti sforzi siano stati profusi in mosse che potevano essere evitate, mentre altre necessarie siano state accantonate e nascoste dietro mediatici accorgimenti.
PROTAGONISTA: Poli   SCOMMESSA: Kakà
VOTO: 6,5 (6,5; 6,5)

NAPOLI
I più: Sembra tutto apparecchiato per gustarsi un Napoli maradoniano: un grande mister, un’ottima squadra e una discreta panchina. Fenomenale il cambio Cavani con Higuain, Callejon, Albiol e Reina; meraviglioso essere riusciti a trattenere Zuniga (uomo chiave per il gioco di Benitez). La piazza è in fermento, visto il gioco espresso nelle prime due gare. Sarà l’anno di Insigne e di Hamsik, ma per portare lo scudetto sotto il Vesuvio serviranno anche i vari Dzemaili e Mertens.
I meno: Benitez e ADL, con Bigon, hanno costruito un’ottima rosa, ma anche qui la sensazione è che la difesa sia stata considerata poco. Strano per un club che con Mazzarri, su quel reparto, ha costruito grandi annate. Eppure le partenze di De Sanctis, Campagnaro, Gamberini, Rolando e Grava, oltre all’accantonamento di Cannavaro, sono state rattoppate soltanto dagli arrivi di Reina e Raul Albiol. Almeno un altro centrale serviva, numericamente proprio, ed un vice Maggio non avrebbe fatto schifo. La Juve è più vicina forse, ma soltanto se Hamsik mantiene questa vena realizzativa, altrimenti ci saranno fuochi d’artificio tecnici ma tanti palloni avversari da raccogliere in rete.
PROTAGONISTA: Zuniga   SCOMMESSA: Duvan Zapata
VOTO: 8- (8; 7,5)

PARMA
I più: Tutti alla corte di Re Antonio, sperando che sia quello di Genova e non di Madrid e della maggior parte del tempo a Milano. Oltre a Cassano, sono arrivati tanti giocatori utili a Donadoni, come Gargano, Felipe, Cassani e Obi. Se aggiungiamo la conferma di Biabiany, Valdes e Sansone, la bravura di Donadoni e il tifo caldo del Tardini, Parma è destinata ad essere una possibile sorpresa di questa stagione.
I meno: Tanti i movimenti in entrata, eppure la sensazione è che la squadra si sia indebolita nell’undici iniziale in confronto alla scorsa stagione. La scommessa Cassano ha dato il via ad una serie di scelte in controtendenza rispetto al passato: basta puntare sui giovani, meglio affidarsi soprattutto a giocatori esperti. E così ecco, oltre al barese, Felipe, Munari, Cassani e Gargano. Eppure ciò toglie diversi punti alla voce statistica “kilometri percorsi” e non è un bene per una squadra che lotta per la salvezza.
PROTAGONISTA: Cassano   SCOMMESSA: Cassano
VOTO: 6+ (7; 5,5)

ROMA
I più: Garcia è un bravo tecnLjajic romaico che potrebbe rivelarsi la sintesi vincente tra Zeman e Luis Enrique. Se Maicon torna quello dell’Inter la difesa non risentirà troppo della perdita di Marquinhos, comunque già ben sostituito in campo da Castan. Inoltre il tecnico ex-Lille sembra intenzionato ad affidare la mediana al duo De Rossi-Pjanic, e il guadagno per Totti e Florenzi potrebbe essere enorme. In avanti la dolorosa perdita di Lamela, è stata ridotta dall’affare Ljiajc che ha gli stessi colpi del Coco. Non sottovalutiamo Gervinho che sotto Garcia ha sempre fatto grandi cose.
I meno: Ha perso il potenziale asse centrale del futuro Marquinhos-Lamela-Osvaldo, facendo storcere il naso a tanti, ma riuscendo così a fare un ottimo mercato. La sensazione è che però manchi ancora qualcosa, soprattutto davanti. La Roma rischia di essere la dannatamente bella del campionato, ma poco continua ed incisiva nei momenti che contano. Una vera prima punta avrebbe forse tolto fascino alla manovra, ma avrebbe reso la squadra più completa ed essenziale. Essere la Marilyn Monroe del campionato intriga, ma i tifosi cercano una moglie amorevole e sempre presente.
PROTAGONISTA: Maicon   SCOMMESSA: Jedvaj
VOTO: 7 (7; 7)

SAMPDORIA
I più: Può essere il nuovo Vialli, e lui è il primo a saperlo. Manolo Gabbiadini ha tutto per diventare in questa stagione un centravanti da top club: fisico, tecnica e una squadra che gioca solo per lui. In mezzo al campo, per sostituire Poli, è arrivato il vichingo Bjarnason dal Pescara. Per il resto è la squadra dello scorso anno con un Eder in rampa di lancio.
I meno: Cambia poco o nulla dalla scorsa stagione, se non che hai perso Poli ed Icardi. Se l’argentino l’hanno ben sostituito con Gabbiadini e la scommessa Petagna, il centrocampista lascia un vuoto che si doveva colmare. Il giovanissimo centrocampo di Delio Rossi ora rischia di prendere imbarcate alla prima difficoltà e Bjarnason, sinceramente, non basta. Maresca forse andava trattato un po’ meglio, anche vista l’esperienza che avrebbe potuto offrire al reparto.
PROTAGONISTA: Gabbiadini   SCOMMESSA: Petagana
VOTO: 6 (6; 6)

SASSUOLO
I più: Le chiavi del centrocampo nelle mani di Luca Marrone, le fasce presidiate da Ziegler e Schelotto e la difesa guidata da Acerbi. Il giovane Sassuolo di Di Francesco si affida a gente che ha voglia di far vedere di che pasta è fatta dopo l’esperienza nelle big. Zaza è un prospetto interessantissimo chiamato alla prova della serie A. Fondamentale sarà l’approccio dei vari Terranova, Missiroli, Masucci e Berardi col calcio dei grandi.
I meno: Nella sua prima volta in A il Sassuolo ha davanti un rischio evidente: fare la fine che hanno fatto, nel corso degli anni, squadre come Como, Treviso, Ancona e Pescara. Rinnovare tanto non è mai facile, soprattutto quando devi pensare a fare subito punti salvezza. Di Francesco ci sta provando ma l’impressione è che nei neroverdi ci siano troppe scommesse da vincere, dal trio offensivo Farias-Zaza-Alexe, ai mediani Chibsah e Kurtic. L’esperienza la dovranno dare Floro Flores e Schelotto: si poteva scegliere di meglio.
PROTAGONISTA: Marrone   SCOMMESSA: Farias
VOTO: 6 (6,5; 5,5)

TORINOImmobile Torino
I più: Alessio Cerci è l’ago della bilancia di questo Toro. L’ex-Pisa e Fiorentina si è preso la squadra sulle spalle dopo gli addii di Ogbonna e Bianchi e ha anche cambiato posizione in campo, passando da esterno a seconda punta. In difesa sono arrivati in 3 per sostituire il nazionale: Pasquale, Moretti e Bovo. In mezzo al campo la visione di gioco di Farnerud può essere decisiva, mentre davanti si è puntato tutto su Immobile, voglioso di far ricredere i cugini. Attenzione alla classe di Bellomo.
I meno: Il cambio modulo deciso da Ventura ha influito sulle scelte di un mercato che ha scaldato gli animi granata. Resta Cerci, ma ci si aspettava qualcosa in più dopo la cessione, ben remunerata, di Ogbonna. Immobile spera di fare dimenticare Bianchi, ma per farlo, nel 3-5-2, deve anche essere supportato dalle fasce, ruoli che invece appaiono il punto debole della squadra. Darmian e D’Ambrosio non sono proprio il sogno di ogni tifoso. Tra i pali Padelli dà l’idea di non essere all’altezza dello squalificato Gillet. La sensazione è che Cairo dovrà vivere l’ennesima annata di contestazioni alle prime difficoltà.
PROTAGONISTA: Immobile   SCOMMESSA: Bellomo
VOTO: 5,5 (5,5; 5,5)

UDINESE
I più: Nessun acquisto di grido, ma (ed è un vero miracolo) nemmeno nessuna perdita importante. Di Natale più Muriel costituiscono una delle coppie più temibili, e meglio assortite, dell’intero campionato. In difesa Herteaux e Danilo offrono garanzie così come la mediana con Gabriel Silva e Lazzari. Inutile ricordare anche qui l’importanza di un mago della panchina come Gudiolin.
I meno: Al di là di Benatia, quest’anno nessuna cessione di livello ed è una buona cosa. Allo stesso tempo però, ancora una volta, gli arrivi sono delle evidenti incognite. Difesa ridisegnata e centrocampo irrobustito, ma davanti, tolti Di Natale e Muriel, serve un intervento divino perché giunga qualche gol. Una manciata di euro per un attaccante di buon livello, la famiglia Pozzo, avrebbe potuto investirla. Non c’è sempre bisogno di pensare solo al business nel calcio.
PROTAGONISTA: Muriel   SCOMMESSA: Nico Lopez
VOTO: 6 (6; 6)

HELLAS VERONA
I più: Un attacco che se ingrana può diventare letale: la fisicità di Toni, la classe di Jorginho, la velocità di Iturbe e i guizzi di Cirigliano; tutto ben sostenuto in mezzo al campo dai muscoli di Donati e dalla corsa di Martinho. Senza dimenticare Donadel, Romulo e Jankovic, e che in difesa è stata confermato il quartetto della promozione. Di sicuro è la neo-promossa che fa più paura.
I meno: Un mercato importante per una neo promossa e la sensazione che una volta integrati i nuovi, gli scaligeri possano diventare una squadra ostica. Nonostante ciò ci sono lacune evidenti nella linea mediana, dove non può bastare il solo Donati a cancellare l’inesperienza, e dove si spera che il talento del duo Jorginho-Martinho risplenda come lo scorso anno. Se così non fosse, a gennaio bisognerà correre ai ripari.
PROTAGONISTA: Mandorlini   SCOMMESSA: Iturbe
VOTO: 6,5 (6,5; 6,5)

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Un altro modo di raccontare lo sport.

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