Alonso ferrari

C’eravamo tanto amati, celebre film del 1974 di Ettore Scola, potrebbe essere il titolo di una novella che vede come protagonisti la Ferrari e il suo pilota di punta, Fernando Alonso. Due amanti in principio tanto trascinati da un’ ardente passione quanto ora sulla via del divorzio dopo un lento, logorante e sofferente rapporto, almeno per un Ferrarista.

alonso montezemolo massa lapresseEppure, a fine 2009, quando venne annunciato il matrimonio tra la Rossa ed Alonso, noi tutti credevamo di essere di fronte ad un grande progetto che, avendo unito alla scuderia più prestigiosa il pilota più forte, pareva il preludio di una nuova era e, nelle menti più ottimistiche, addirittura sulla falsa riga dell’era Schumacher. In effetti l’inizio fu anche incoraggiante, infatti, all’esordio in Bahrein, Alonso ottenne subito una vittoria in una domenica strepitosa, condita dal secondo posto del miracolato Massa (appena tornato dopo il brutto incidente della stagione precedente) e lo stesso anno, grazie ad un totale di cinque successi, il pilota di Oviedo lottò sino all’ultima gara per il titolo piloti ad Abu Dhabi, poi vinto da Vettel grazie ad una strategia di gara ferrarista che definire suicida è dire poco. Le aspettative erano tante, forse troppe, ma mai nessuno si sarebbe potuto aspettare che, giunti ad oggi, anno domini 2014, la bacheca rosso-fernandea segnasse zero alla voce titoli vinti, mentre è in doppia cifra la bacheca dei “se, ma, però…”. Tutti noi, io per primo, volevamo raccontare un’altra storia, una storia ricca di successi, di titoli di giornale roboanti, volevamo raccontare una storia con uno splendido lieto fine. E invece tutto lascia presagire che la separazione sia solo questione di poche settimane.

Ma come in tutti i rapporti fallimentari, e non si può definire diversamente quando la coppia è formata dalla Ferrari e da Alonso e i mondiali vinti sono zero, la colpa non può essere attribuita ad un solo amante, bensì va divisa equamente, perché, se è vero che la Ferrari, tranne nell’anno dell’esordio, non è mai stata in grado di offrire ad Alonso un’auto veramente competitiva, obbligandolo a dover tirare fuori il 150% dalla monoposto in tutti i sacrosanti gran premi, dall’altra parte lo spagnolo, nonostante sia sempre stato trattato come più di una semplice prima guida, negli ultimi anni si è lasciato andare a troppe critiche verso la squadra, dal «per il mio compleanno vorrei una RedBull» al «siete scemi\geni», ormai pietre miliari del gergo alonsista. Così facendo, è andato Ferrari, Montezemolo lascia: Marchionne nuovo presidentecontro alla tacita regola del lavare i panni sporchi in casa propria e ha generato non pochi malumori all’interno della scuderia. Semmai ci fosse occasione di ricordarlo a coloro che ancora credono al Schumacher 2.0, bisogna riportare alla mente le stagioni dal ’96 al ’99 dell’eptacampione ed il suo impeccabile comportamento mediatico verso la squadra. Ma se questa situazione, o meglio, questo precario equilibrio, poteva reggere sul gioco-forza nel quale il prode Alonso tirava sempre fuori prestazioni molto più competitive di quelle che offriva la monoposto, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta nel corso dell’ultimo mese, dove, in Ferrari, si è verificato il più importante cambiamento degli ultimi vent’anni, ovvero il benservito a Luca Cordero di Montezemolo, “cordialmente” accompagnato alla porta dal signor Sergio Marchionne, il quale ne prenderà ufficialmente il posto il 13 di ottobre. Così stando le cose, ad Alonso sono venute a mancare due figure di riferimento: Montezemolo, il quale lo volle a tutti i costi nel 2010, non esitando un attimo a far fuori l’ultimo Campione del Mondo Ferrari, Kimi Raikkonen, e, dal maggio scorso, Stefano Domenicali, non solo ex Direttore della gestione sportiva ma soprattutto suo caro amico.

Fernando AlonsoAd oggi le parti sono più lontane che mai, anche se ovviamente non possiamo escludere un esito positivo della vicenda. È qui che si scrive il finale della novella, il triangolo amoroso: Alonso, il marito che chiede garanzie tecniche e finanziarie, combattuto tra la noiosa (ma certa) continuità della moglie o l’eccitante (ma ignota) nuova fiamma; la Ferrari, che dal canto suo non gliele può assicurare, nei panni della moglie un tempo così bella e affascinante ma ora segnata dal tempo che passa; e, infine, la Honda, silenziosa ma non troppo, nel ruolo della giovane carina che tenta di strappare il marito alla moglie avendo dalla sua il fascino degli anni più belli e il mistero del “cosa accadrebbe se…”, desiderosa di ritornare nel circus in pompa magna annunciando un top driver. Detto ciò, dovesse realmente terminare questo rapporto, non ci sarà nessun vincitore: la Ferrari lascerà andare quello che è ritenuto, da molti, il miglior pilota al mondo, mentre Fernando Alonso ne uscirà sconfitto poiché dovrà dire addio a quello che è il sogno di ogni pilota, e cioè vincere un titolo sulla Rossa.

Ma forse, pensandoci bene, a perdere sarà più che altro Alonso. Garanzie tecniche superiori alla Ferrari, che gli consentano di sfidare ad armi pari le Mercedes, non gliele può offrire nessuno, se non forse la Red Bull, e visto che il tempo passa inesorabile, per l’ormai trentatreenne principe delle Asturie le occasioni di vincere il terzo iride si riducono sempre più. La Rossa, invece, prima o poi, possiamo stare certi che tornerà a dominare sulle piste di tutto il mondo, e non importerà chi sarà a condurla, un marito deluso o un giovane virgulto.

facebook-profile-picture

@Thommy_Serafini

5 Commenti a “Alonso-Ferrari, c’eravamo tanto amati…

Rispondi