all-star-game-2012

Dopo l’aperitivo, sinceramente sempre più inguardabile, di venerdì e l’antipasto, che tende a restare sullo stomaco, del sabato eccoci al piatto forte: stanotte c’è la partita delle stelle! La gara di venerdì tra rokies e sophomors (mischiati nei due team scelti da Shaq e Charles Barkley, secondo la nuova modalità voluta quest’anno) è stata, come al solito, una partitaccia con zero difesa e, alla lunga, giocate sempre uguali a susseguirsi in un contropiede dietro l’altro. Unica nota interessante l’impressionante 8/8 di Irving (poi premiato mvp). Non molto meglio il sabato notte, dove Skills Challange (vinto da T. Parker) e lo Shooting Stars (vinto da Knicks) sono francamente incommentabili e, ormai, anche la gara dello slam dunk (vinta da Evans dei Jazz) è diventata la gara a chi aggiunge più gadget esterni e spettacolari per condire delle schiacciate che, diciamolo, sono un po’ sempre le stesse. Finalmente stanotte vedremo in campo i 12 giocatori più forti (o quasi) del mondo a sfidarsi nel tradizionale East vs West. Tanti i motivi per non perdersi la gara delle stalle, altrettanti (forse) quelli per “perdersela” e allora ci limiteremo a esporne 3 riassuntivi a favore e 3 contro (si fa per dire) il più grande spettacolo del basket a stelle e strisce. Insomma come dire: a noi l’opinione e a voi la scelta!

 

Tre motivi per non guardare l’All Star Game

1) Poco basket vero. Da troppi anni non si vede una partita vera prima del quarto periodo (se si arriva vicini nel punteggio) e, per gli amanti del gioco, 3 ore di ping pong da un lato all’altro del campo, senza agonismo e, soprattutto, difesa rischiano di essere un po’ troppo. (niente a che vedere con Shaq vs Chuk ma neanche molto meglio). Mancano gli anni in cui l’East, frustrato dalla superiorità delle squadre dell’Ovest, arrivava all’All Star Game con la voglia di riscatto. (vedi All Star 2001)

2) Troppe pause. Se non vi siete riposati bene prima e arrivate alle 3 leggermente assonnati, le mille pause, con tanto di interventi musicali e di ballo durante i time out, potrebbero stendervi sul divano in men che non si dica.

3) Troppa “amicizia”. Mancano un po’ le rivalità storiche che condivano la partita delle star con un po’ di agonismo supplementare che non fa mai male

 

Tre motivi per guardare l’All Star Game

1) Tante, tante, ma tante star. Chris Paul, Kobe Bryant, Kevin Durant, Blake Griffin e Andrew Bynum vs Dwayne Wade, Derrick Rose, Lebron James, Carmelo Anthony e Dwight Howard. Bastano i nomi: vedere in campo questi dieci giocatori in una sola volta è tanta roba.

2) Giocate singole. Le singole giocate di un All Star Game possono regalare, a maggior ragione visti i rooster, grandi emozioni, cose che di solito in partita non si vedono spesso. Se poi puoi scegliere comodamente tra Paul e Griffin/Durant/Bryant in campo aperto, Wade, Rose, Rondo e Lebron in contropiede lo spettacolo è assicurato.

3) Le panchine. Questo All Star non assicura ma sembra promettere bene se si vuol vedere una partita vera, perché i “panchinari” di ambo le parti sono per la maggior parte agonisti non da show time (l’Ovest in particolare con i vari Love, Gasol , Aldridge)  il che potrebbe stimolare molto anche gli agonisti da show time (Kobe e Lebron su tutti, sempre che quest’ultimo non senta la pressione addosso anche alla partita delle stelle…). Anche gli allenatori, non certo veterani da All Star, vorranno vincere per fare bella figura.

 

Ciò detto a voi la scelta. La mia? Alle 2 sarò comodamente seduto sul divano con birra e patatine e  in buona compagnia a godermi, nonostante tutto, lo spettacolo, nella speranza di poter assistere a un momento come questi:

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