Galliani e Barbara Berlusconi

Benvenuti al Bar Contropiede, dove tra un caffè ed una spuma il calcio domina dietro al bancone. Accomodatevi e rilassatevi, vi serviremo subito.

Pioggia a MilanoPiove. E’ novembre e piove. Dove sta il problema? Io proprio non capisco. Ovunque vai c’è qualcuno che si lamenta del tempo, come se la pioggia a novembre fosse un evento straordinario, un evento tanto raro quanto fastidioso. Non so, a me pare così normale sinceramente, siamo in autunno e se non piovesse e ci fossero ancora 25 gradi allora sì che mi preoccuperei. Poi certo, anche io preferirei un clima quasi estivo, così da potermi ancora godere un aperitivo con amici all’aperto o una passeggiata in centro o al parco senza ombrello, ma tant’è. Entrai quindi al Contropiede annoiato dall’edicolante che mi aveva tirato scemo su quanto il clima sia cambiato da quando lui era giovane (ed avrà non più di quarantacinque anni eh), su quanto il surriscaldamento globale sia un male dei nostri tempi. Cose di cui, detto francamente, non me può fregare di meno.

«Buongiorno Giacomo» dissi mentre riponevo l’ombrello nel cestello appena dentro l’ingresso.

«Buongiorno! Tempo da the caldo» mi rispose sorridendo.

«Non iniziare pure te con la storia del tempo. Piove, amen. Però si, sai che hai avuto una buona idea? Fammi un the caldo». Nel frattempo mi sedetti sul mio solito sgabello ed aprii il quotidiano preso poco prima tra una parola e l’altra dell’edicolante. Non era prestissimo, il pienone dell’ora di colazione era ormai andato, così cercai di godermi la tranquillità che mi circondava. Mentre leggevo le ultime interessantissime news politiche e mi soffermavo con morbosa curiosità sul mistero di Empy, il cane di Monti (o forse no), entrarono nel bar tre ragazzi. Un paio li conoscevo almeno di vista, il terzo invece aveva un viso a me noto, ma non riuscivo a focalizzarlo bene. Si sedettero in un tavolino alle mie spalle.

«Allora Andrea, come va la vita lontano da casa?» chiese uno dei due che conoscevo al terzo. Senza farmi notare mi voltai con nonchalance, giusto per guardare ancora un attimo meglio lo sconosciuto. Chioma nera, folta, ed un pizzetto curato. Ricordava vagamente Johnny Deep, ma meno dannato, più ordinario e senza evidenti strascichi di dipendenze da stupefacenti.

«Diciamo che va bene. Si studia, niente di più. Anche perché sono nel nulla e non c’è molto da fare» rispose questo.

«Zero proprio? E a gnocca come sei messo?» chiese ridendo l’altro del gruppetto.

«Zero direi che è già ottimistica come stima. Siamo tutti uomini» rise. «Tu piuttosto» disse poi rivolgendosi ad uno dei due amici che si era avviato al bancone per ordinare, «come va la vita da sposato?»

«Una meraviglia guarda. Mia moglie oramai la chiamo ‘bella de notte’»

«Come Zibi Boniek?» chiese l’altro ragazzo che conoscevo.

«No»

«Come Roma?» chiese Johnny (lo chiamerò così, ma ragazze, non scaldatevi, il signor Deep è un po’ meglio credo, sicuramente lo è in termini di conto in banca).

«No» rispose nuovamente l’altro ritornando al suo posto dopo aver ordinato a Giacomo.

«E allora perché scusa?» chiesero insieme i compagni di tavolo.

Barbara Berlusconi e Pato«Perché l’unico momento in cui la vedo bella, oramai, è la notte. Tutto spento, vedo solo i contorni. ‘Na meraviglia» disse e gli altri risero. Un sorriso scappò anche a me. «A parte gli scherzi, sono più in rotta io con lei che Barbara Berlusconi con Galliani»

«Pure lei si trombava Pato?» chiese con aria fintamente stupita l’amico.

«Quanta simpatia! No, è che si discute sempre oramai, tipo la Berlusconi e Galliani appunto»

«Scusate eh, ma sapete che io non seguo per un cazzo il calcio! Potreste gentilmente usare paragoni più comprensibili?» chiese il Deep de noantri.

«Guarda che qui l’anormale sei tu» gli disse l’ammogliato sbuffando. «Sei l’unico a cui il calcio non interessa!»

«Veramente sbagli. Non è che non mi interessa il calcio, non mi interessa proprio nessuno sport. E ci terrei a sottolineare come l’anormale, senza offesa, sei tu che a ventisette anni sei sposato da cinque. Pazzo!» rispose Johnny per poi mettersi a ridere con il terzo amico. L’ammogliato non pareva divertirsi molto invece.

«Va beh, ti spiego. Barbara Berlusconi e Galliani sono ai ferri corti, un po’ come me e mia moglie. Lei fa tutta la vittima, quella che non ha colpe e scarica tutte le colpe su di me, come se fosse colpa mia se la ditta non va bene ed ogni mese porto a casa sempre meno soldi. Oh, mica sono io il capo lì dentro eh! Mica decido io le strategie! Consiglio, suggerisco, ma alla fine mi adatto ed eseguo gli ordini. Dimentica, forse, che il capo là dentro è suo padre!» si scaldò l’ammogliato, tanto da rischiare di rovesciare il vassoio con i caffè che stava portando Giacomo al loro tavolo. Si scusò imbarazzato.

«Scusami, ma stai parlando del Milan o di dove lavori tu adesso?» chiese il terzo amico.

«Ma sei scemo? Secondo te se portassi a casa i soldi che porta a casa Galliani si lamenterebbe mia moglie? Sto parlando del mio lavoro. Mannaggia a me ed al giorno in cui ho accettato di lavorare per suo padre!»

«Dai, poteva andarti peggio. Almeno a casa vostra non ci sono i tifosi a metterci becco» disse ridacchiando il terzo.

«’Sta zitto che è meglio. Piuttosto, domani sera venite da me a vedere Barcellona-Milan ragazzi? Dai, Andrea, vieni pure te. So che non ti interessa, ma almeno stai in compagnia prima di tornare nelle lande sperdute in cui studi. E se proprio ti annoi ti lascio mia moglie. Al buio è ancora appetibile»

«Se la metti così mi ingolosisci» scherzò Johnny, «ma ho già un impegno. Mi manca Milano la notte, così prima di partire ho deciso di farmi un giro notturno per Milano, come ai vecchi tempi. Io, una birra e la città. Mi sa che Milano, di notte, è meglio anche di Roma e soprattutto di tua moglie»

Zibi Boniek bello di notte«E di Zibi Boniek?» chiese il terzo.

«Ma ‘sto Zibi Boniek si può sapere chi è?» chiese Johnny. Gli altri due, quasi spazientiti, si alzarono dal tavolo ed andarono alla cassa a pagare.

Mentre i tre uscivano dal locale con il Deep meneghino che cercava informazioni su di un tale chiamato Zibi Boniek, la porta si aprì e Marilena entrò al Contropiede. Fu come sole che si fa spazio tra le nubi che sovrastano la città, fu come luglio in pieno novembre. Bellissima di giorno, bellissima di notte, altro che Milano, Roma o Zibi Boniek.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

2 Commenti a “Al Bar Contropiede: tra moglie (Barbara) e marito (Galliani) non mettere il dito

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