Balotelli scherza

Benvenuti al Bar Contropiede, dove tra un caffè ed una spuma il calcio domina dietro al bancone. Accomodatevi e rilassatevi, vi serviremo subito.

Cielo blu in cittàL’aria frizzante quanto una Coca-Cola appena imbottigliata aiuta sempre ad iniziare la giornata con un sorriso in più. Il cielo è un telo azzurro senza pieghe o interruzioni, il sole scalda ma il suo calore è mitigato dal soffio leggero e fresco del vento che tra un palazzo e l’altro si fa spazio. Sorrido e respiro, per me l’autunno è anche questo, è soprattutto questo. Entrai nel Bar Contropiede rilassato e senza pensieri, facendomi largo nel via vai mattutino di caffè ingurgitati e brioche smangiucchiate. Mi sedetti al bancone ed attesi che Giacomo si liberasse per servirmi. Dopo pochi istanti mi raggiunse.

«Buongiorno, solito?» mi chiese. Annuii con un sorriso. Lui si mosse rapido ed iniziò a prepararmi il caffè con una mano mentre con l’altra tirò fuori dal frigoriferino un succo all’arancia. Poi si bloccò, come se si fosse ricordato di qualcosa, e si girò nuovamente verso di me. «Ah, ti hanno cercato in questi giorni!»

«E chi?» chiesi sorpreso. Feci scorrere rapidamente i miei ricordi nell’archivio mentale. Soldi non ne devo a nessuno, non ho approcciato donne altrui e non mi sono certamente immischiato in affari loschi o traffici poco chiari.

«Una ragazza, Marilena. Mi ha detto di dirti che è la ragazza a cui hai evitato un’enorme figura di merda per colpa di un coglione. Testuali parole. So che sono un po’ volgari ma lei di certo non lo era nell’atteggiamento. Mi sono ricordato di lei per la sua innegabile bellezza comunque, e per questo mi è sembrato un po’ strano cercasse proprio te» mi disse sogghignando prima di tornare con lo sguardo sulla macchinetta del caffè. Altro da dirmi tanto non c’era, avevo capito chi era. Marilena, la bellissima dai capelli color rame che giorni fa divisi da un coglione proprio qui al bar [episodio “Chi riprende la vecchia strada (Kakà) e abbandona la nuova (El Shaarawy) sa quel che lascia ma non quel che trova”]. Lei, per lui, era solo l’amante ed una volta che Marilena se ne rese conto voleva suonargliele ben bene. Mi misi in mezzo e ricevetti per tutta risposta uno sguardo di cattiveria che mi fece desistere da tutti i miei buoni propositi.

«Davvero? E che vuole? Le hai chiesto? Come sta? Sta ancora insieme a quel coglione?» inondai di domande il povero Giacomo che intanto mi aveva servito caffè e succo ed era già pronto a servire un nuovo avventore. Mi frapposi tra lo sguardo di quest’ultimo e quello di Giacomo in modo che non potesse non ascoltarmi.

«L’unica cosa che so è che voleva ringraziarti. E’ passata un po’ di volte di qua ma tu non c’eri mai. Mi ha detto di dirti che ripasserà e spera di incontrarti. Al resto non ho risposte. Fisicamente sta decisamente bene, te lo assicuro. Non è menomata e deve fare molta ginnastica. Ora, se mi perdoni, dovrei lavorare» mi disse appoggiandomi una mano sulla spalla e spostandomi  leggermente con gentilezza risoluta, in modo tale da poter servire il nuovo cliente. Con un sorriso da ebete mi scansai senza troppi problemi. Ah, che bellissima novità che aveva portato questa brezza autunnale! Ah, che fantastica giornata! Ma ora che fare? Se Marilena fosse tornata ed io non ci fossi stato di nuovo magari avrebbe smesso di passare e si sarebbe dimenticata di me. O magari potrebbe pensare che io la eviti volutamente, potrebbe pensare che dei suoi ringraziamenti non me ne importi un fico secco. Giammai! Però non posso neppure passare giornate intere al Contropiede fino al suo ritorno. So che posso sembrare un nullafacente, ma qualcosa da fare ce l’ho pure io. Così, rimuginando sul da farsi, non mi accorsi che al mio fianco si era seduto un nuovo cliente. Quando mi accorsi di lui riconobbi Damiano Lorenzi, da me soprannominato ‘lo sparasentenze’. Simpatico quanto volete, ma lui non esprime opinioni, emette sentenze appunto. Lo salutai distrattamente, capita spesso di incrociarci al Contropiede.

«Ti vedo inebetito. Fai uso di sostanze psicotrope» disse.

«Eh? No, macché!» risposi ridendo «ero solo sovrappensiero»

«La mia non era una domanda, ne sono certo» disse mentre apriva la Gazzetta. Sparasentenze, appunto. «Si vede dall’occhio vacuo e dalla totale assenza di concentrazione. Senza tener conto del fatto che stai mettendo lo zucchero nel succo…». Mi accorsi solo in quel momento che preso dai pensieri su Marilena avevo distrattamente versato la bustina di zucchero nel succo invece che nel caffè. «Ma tranquillo, io sono favorevole alla liberalizzazione delle droghe leggere» concluse il Lorenzi dandomi una pacca sulla spalla.

«No, davvero, ero solo con la testa da un’altra parte!» cercai di giustificarmi iniziando a sorseggiare il mio succo decisamente proibito ai diabetici.

Prandelli consola Balotelliandelli.balotelli.consola.356x237«Ok, ok. Farò un’eccezione al mio codice etico e mi fiderò di te sulla parola. Un po’ come Prandelli con il Balo. Che poi, io dico, tutto ‘sto gran casino per pareggiare con Danimarca ed Armenia. Avessimo almeno vinto una delle due e fossimo diventati teste di serie! Invece così ci dimostriamo soltanto grandi teste sempre, ma di cazzo» sentenziò dopo aver bagnato le labbra nel suo cappuccino.

«Diciamo che sicuramente è un appellativo che si adatta bene ad alcuni dei nostri» dissi allungando la testa verso la pagina della rosea che stava osservando il Lorenzi.

«Ma si, ma che ci importa? Balotelli sarà anche un po’ testa di cazzo però, porca vacca, lo hanno fatto passare per un camorrista! Cioè, non è che tutti quelli un po’ scemi son camorristi eh, altrimenti ne sarebbe pieno il mondo. Che ha detto di male? Ha detto solamente che lui vuole fare il calciatore e basta. Dagli torto! Prende milioni per prendere a calci un pallone, e lo fa con classe invidiabile tra l’altro, perché dovrebbe impelagarsi in altre situazioni? I processi a Balotelli son tutte cazzate. E’ semplicemente un po’ testa di cazzo, stop»

«Però la telecamera spaccata poteva evitarsela dai…»

«Ho capito, ma mettiti nei suoi panni. Già devi giocare a Napoli, dove di base sei visto come un pirla del Milan che ha ingravidato una loro concittadina senza aver mai voluto riconoscere la bambina. In più, giusto perché sei appunto un po’ testa di cazzo, qualche tempo fa hai voluto fare un tour turistico a Scampia, manco fosse la Maiella o Stonehenge. Forse Napoli in quel caso non è proprio la città dove preferiresti passare un paio di giorni e giocare una partita. In più, appena arrivi in stazione, ti ritrovi addosso centinaia di persone che ti piazzano la telecamere anche su per il deretano per vedere cos’hai mangiato nel tragitto. Ti dirò una cosa: ha fatto male a non spaccargliela in testa quella telecamera» mi disse con foga. Poi, soddisfatto della propria invettiva, diede un bel morso alla brioche.

«Su, dai, devi ammettere che Prandelli gliele lascia passare tutte solo perché è lui»

«Mai detto il contrario, anzi! Però con l’Armenia ci ha salvato il culo ancora lui. Perché se aspettiamo che a risolverci le partite siano gente con il carisma di una mandorla come Aquilani, Montolivo o Candreva, beh, siamo fottuti. Quindi vai tranquillo che Balotelli o lo mettono in carcere o sarà sempre e comunque nella Nazionale di Prandelli. Ed è giusto che sia così»

«Su questo son d’accordo. Ma allora elimina definitivamente il codice etico no?»

«Ma se abbiamo appena detto che non siamo teste di serie ma certamente siamo un po’ tutti teste di cazzo perché pretendi che l’allenatore faccia una vignettacosa da non testa di cazzo? Il codice etico è una cazzata, lo sanno tutti, lo sa anche Prandelli, ma fa show, fa notizia, fa spettacolo. E tutti parleranno di quello invece del girone di merda in cui capiteremo, fidati, perché siamo tutti un po’ teste di cazzo, anche io ed anche te. Te soprattutto visto che è evidente che non mi stai ascoltando. Ora devo andare, tanti saluti caro» disse sorridendomi e così si alzò, lasciò sul bancone due euro e se ne andò salutando con una mano alzata.

Ed io, nonostante tutto, stavo davvero pensando ad altro, stavo pensando a quale fosse la strategia migliore per farmi trovare al Contropiede da Marilena. E sapevo già che per tutto il giorno gli altri mi avrebbero parlato dei più svariati argomenti, ma io avrei sempre e solo pensato a quello: Marilena ed il Bar Contropiede. Un po’ come Balotelli, a cui poco interessa del resto, vuole solo giocare a calcio. Io voglio solo rivedere lei.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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