Bambini ultràs

Benvenuti al Bar Contropiede, dove tra un caffè ed una spuma il calcio domina dietro al bancone. Accomodatevi e rilassatevi, vi serviremo subito.

Salutai Marilena con un bacio, nulla di più. Oramai è da un po’ che ci frequentiamo, le cose vanno bene, ma con calma, nessuno di noi due ha fretta. Ok, va bene, io accelererei anche ma certe cose si fanno in due teoricamente, quindi rispetto i suoi tempi, non mi cruccio troppo. Stasera però conto di fare centro: cenetta, passeggiata romantica, quattro chiacchiere e poi… beh e poi lo sapete anche voi, che ve lo dico a fare. Eh si, perché l’omo è omo ed arriva un momento in cui bisogna dimostrare la propria virilità. Magari prima è meglio nascondere la collezione di fumetti, ma ci penserò. Fatto sta che dopo aver salutato Marilena entrai al Bar Contropiede, con un gran sorriso ad ornare il mio volto arrossito dal freddo meneghino. A ruota mi seguirono il Faccendiere e l’Eloquente che si sedettero al mio fianco.

Freddo a Milano«Oh, è appena passata una figa vera. Capello rosso, movenze feline. Questa è roba di lusso» affermò il Faccendiere accomodandosi al mio fianco. Lo guardai di sbieco.

«Si, lusso vero. Del resto è la mia ragazza» gli dissi facendo finta di niente. Era la prima volta che definivo pubblicamente Marilena “la mia ragazza”. Per fortuna non si notò il leggero imbarazzo che provai nel dire quelle parole, all’apparenza così adolescenziali ma anche così piene di significato. Il Faccendiere mi osservò qualche secondo, poi rise. Mi sentii in dovere di chiarire le cose: «Non sto scherzando eh, la frequento davvero! Non capisco perché sia così complicato crederci» gli risposi stizzito.

«Ahahahaha» scoppiò in una fragorosa risata l’Eloquente questa volta che poi, rivolgendosi al Faccendiere tornò subito serio, «figura di merda». Per concludere il giro toccò a me ridere. Giacomo arrivò e ci salutò. Scambiammo due parole a caso sul freddo, poi io e gli altri due ordinammo la colazione.

«Ragazzi, ma voi conoscete quel tipo là?» ci chiese Giacomo facendo segno con il mento ad un punto imprecisato fuori dalla vetrina del bar avendo le mani occupate con le tazzine. Istintivamente tutti e tre ci girammo e vedemmo, sul marciapiede opposto a quello ove è situato il Contropiede, un uomo con un block notes in mano, intento ad osservare ogni mossa dei tanti bambini che proprio in quei minuti passavano con i genitori, pronti ad un’altra giornata di noia scolastica. «L’ho già visto qualche volta, ma non lo conosco bene» aggiunse Giacomo mentre ci serviva i caffè. Io e l’Eloquente scuotemmo la testa.

«Si, io lo conosco. È Marco, per tutti ‘il Casinista’. Se vuoi divertirti e fare bordello vai tranquillo che con lui non rimarrai deluso. Simpaticissimo» disse il Faccendiere continuando ad osservare fuori dalla vetrina. Come sempre lui ne sapeva una in più di tutti noi.

«Ma cosa sta facendo scusa?» chiesi girandomi sullo sgabello per poter osservare meglio la cosa. Proprio il quel momento il Casinista stava inseguendo un ragazzetto sui 12, 13 anni urlandogli dietro qualcosa. Il ragazzino, impaurito, scappò.

«Il pirla credo» disse l’Eloquente, come sempre generoso di concetti e parole.

«Non ne ho idea, ma credo che l’ipotesi appena espressa sia la più credibile» affermò il Faccendiere. «Vado a chiamarlo dai» e si alzò rimettendosi la giacca per uscire dal locale. Pochi istanti dopo era di ritorno in compagnia del tipo.

«Ragazzi, vi presento Marco, il Casinista. Dai, siediti qua con noi» disse il Faccendiere mentre si risistemava sul suo sgabello. Il Casinista salutò, strinse la mano a me ed all’Eloquente, e si sedette al mio fianco.

juventus_udinese_21_22577_immagine_obig«È un piacere. Mi scusi, mi scusi!» urlò poi con la mano alzata cercando di richiamare l’attenzione di Giacomo. Quest’ultimo servì un altro avventore e poi venne verso di noi.

«Salve, mi dica pure»

«Un caffè per favore. In tazza grande» disse il Casinista.

«In tazza grande?»

«Sì. in tazza grande. Ma perché voi baristi ci rimanete sempre male quando vi chiedo un caffè in tazza grande? Non avete abbastanza tazze grandi? La lobby delle tazzine vi controlla? Ho il naso grande, se bevo con la tazzina piccola sono scomodo. In quella grande ci entra anche il mio naso e sono più comodo. Non so, vuole qualche attestato ufficiale?». Io, Giacomo e gli altri due fissavamo spiazzati il Casinista. «Scusate, è che sono nervoso, ho i nervi a fior di pelle» si scusò il Casinista, allungandosi poi a dare una pacca sulla spalla di Giacomo come per scusarsi.

«È un pirla» sentii sussurrare dall’Eloquente, che intanto riportava la sua attenzione al caffè.

«Comunque si può sapere che stavi facendo là fuori?» chiese poi il Faccendiere, rilassando nuovamente l’atmosfera.

«Multavo» affermò con sicurezza l’altro.

«Multavi?» chiesi io.

«Sì, multavo»

«E perché multavi i bambini scusa?»

«Perché sono maleducati, ovvio. Uno passa e sputa la cicca per terra, un altro non lascia passare un’anziana signora, un altro ancora manda a fare in culo la madre che lo sgridava. Non si fa così. Metti che poi vanno allo stadio, urlano le parolacce, discriminano Peppa Pig perché è una maiala rosa…»

«Scrofa. Si dice scrofa» lo interruppe l’Eloquente.

tifo-juve-bimbi-32296«Scrofa? A me pare rosa, ma ok allora, è una maiala scrofa» riprende il Casinista ringraziando con un cenno della mano Giacomo che gli aveva appena portato il suo caffè in tazza grande. «Comunque, metti che poi vanno allo stadio, fanno i maleducati, e a Tosel gli viene in mente di multare la Juventus, come ha fatto ieri. È ingiusto, questi bambini devono essere raddrizzati sin da piccoli, devono imparare l’educazione civica sin da scriccioli. E per questo, da oggi, ci sono io, da oggi l’educazione costa».

Lo fissavamo increduli tutti, anche Giacomo. Ancora una volta a rompere il silenzio fu il Faccendiere.

«Scusami, ma allora con gli adulti come fai?»

«Lì è diverso. Innanzitutto gli adulti potrebbero reagire e la cosa non mi piace molto. E poi il mio piano è quello di risanare la situazione degli stadi italiani a partire dal 2020, 2025, cioè quando almeno il 30% del pubblico presente in essi sarà composto da coloro che oggi sono quei pischelli screanzati. Se le cosa vanno per il meglio entro il 2035 avremo una situazione idilliaca negli stadi» affermò orgoglioso il Casinista.

«Ok, però non ti pare di esagerare? Quella multa di Tosel alla Juve è stata un po’ esagerata» dico dandogli corda.

«Ma che c’entra? Certo che è stata esagerata, ma decide lui, quindi bisogna sottostare alle sue decisioni. Anche io penso siano ingiuste tante leggi, ma bisogna rispettarle. Ti pare giusto che uno che si ferma a fare due chiacchiere con una prostituta per strada venga multato? A me no, cioè, non che mi sia mai capitato eh, ci tengo a precisarlo, è solo per fare un esempio. Comunque, a me non pare giusto, ma c’è una legge a dirlo e quindi chi viene multato deve pagare»

«Se lo dici tu… Comunque come pensi di raggiungere questo obiettivo che ti sei prefissato da solo?» chiese il Faccendiere.

«Ti stai proponendo di aiutarmi?» domandò esaltato il Casinista alzandosi dallo sgabello.

«Neanche se mi paghi»

«Ah, mi pareva strano» si risedette deluso il Casinista, ma poi ritrovò il suo entusiasmo caratteristico. «Comunque tu, caro mio» riprese rivolgendosi nuovamente al Faccendiere, «hai un sacco di conoscenze. Potresti presentarmi qualche tuo amico politico così gli propongo un disegno di legge contro la maleducazione. Sarebbe il top!» esclamò.

«Neanche se mi paghi» ripeté il Faccendiere.

«È pirla» chiosò l’Eloquente.

Sbuffando il Casinista si alzò e pagò poi si avviò verso la porta dopo averci salutato.

«Comunque voi non avete fiducia in me e nelle mie idee. Quando sarò ricco e famoso non venite a chiedermi una mano. Educato sì, ma scemo no!» ululò a piena voce mentre apriva la porta.

«Ohhhhhhhhhh….merda!» rispose il Faccendiere, accompagnando l’uscita dell’amico fuori dal locale.

Poco dopo mi alzai e salutai tutti anche io. Era giunta l’ora di andare. Era giunto il momento di far passare la giornata affinché giungesse finalmente la sera.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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