bacio prandelli

Benvenuti al Bar Contropiede, dove tra un caffè ed una spuma il calcio domina dietro al bancone. Accomodatevi e rilassatevi, vi serviremo subito.

meteo soleUscii di casa e guardai in faccia il sole stringendo gli occhi. Sorrisi. Il mattino era ancora l’ultimo momento in cui, in quella via, lui poteva accarezzarti con calma il viso perché poi nel pomeriggio, con il nuovo grattacielo eretto in pochi mesi, molti operai e qualche mazzetta all’assessore, si sarebbe nascosto ed avrebbe accarezzato i volti di altre vie. Lentamente mi incamminai ma, all’improvviso, una cagata di piccione mi sfiorò andando a cadere a pochi millimetri dalle mie scarpe. Trattenni una bestemmia a denti stretti. Uno non può iniziare la giornata con ottimismo che subito c’è qualcosa che ti fa ricordare che alla fine con qualche merda dovrai per forza vedertela nelle prossime 24 ore. Grazie.

«Buongiorno» bofonchiai entrando al Bar Contropiede, ancora incazzato per quella cacca di piccione che, tra l’altro, mi accorsi che non mi aveva solamente sfiorato la scarpa, ma l’aveva anche presa.

«Buongiorno» rispose Giacomo sorridendo, «vedo che siamo di buon umore oggi» ridacchiò.

«Mi spieghi a cosa servono i piccioni se non ad imbrattare il mondo di cagate?»

«Pensa che loro lo fanno per necessità fisiologiche. Ci sono persone che riempiono il mondo di cagate giusto per il gusto di farlo». Annuii. «Eccone un esempio concreto» disse poi indicando la porta.

Stava entrando, proprio in quel momento, lo Sparasentenze, con il suo solito passo orgoglione (e non è un refuso).
«Ciao cari! Giacomo, com’è che non è ancora pronto il mio caffè?» esclamò appena messo piede nel locale. Poi, senza fretta, andò ad accomodarsi ad un tavolino, sequestrando la Gazzetta che da lì alle prossime due ore non avrebbe potuto toccare nessun altro, anche se la sua lettura effettiva durava solamente mezz’ora. Il resto del tempo la teneva comunque al suo fianco, tipo coperta di Linus.

Mi andai a sedere portandomi dietro la mia spremuta e la girella alla nutella. Fu in quel momento che mi accorsi che, seduto in un tavolino d’angolo nascosto da sguardi indiscreti, c’era seduta una persona. Un lungo trench, borsalino beige, grandi occhiali da sole e sciarpetta leggera a coprire buona parte del volto oltre che del collo. Lo fissai qualche istante poi, mentre Giacomo serviva Sparasentenze, gli indicai con il mento lo strano cliente che teneva aperto davanti a sé un quotidiano.
«Non so» mi rispose Giacomo, «è arrivato stamattina presto, ha ordinato più a gesti che a parole un caffè, e s’è seduto laggiù. Gente strana guarda, il mondo è pieno di gente strana».

La porta si aprì con gran fragore ed entrarono nel bar il Faccendiere in compagnia dell’Eloquente e del Casinista. Naturalmente era stato quest’ultimo ad aprir la porta, altrimenti non si sarebbe spiegato il fragore.
«Scusate! Però Giacomo, potresti metterci dell’olio a ‘sta porta!» tentò di giustificarsi. Giacomo scosse solo la testa. Ci salutammo tutti ed anche loro si unirono al nostro tavolo.

Dopo che anche loro ebbero ordinato fu lo Sparasentenze a rompere il silenzio.
«È scandalosa questa cosa comunque, veramente scandalosa» si lamentò chiudendo la Gazzetta per dedicarsi al suo caffè. Lo guardammo tutti con sguardo interrogativo, proprio come a lui piace essere guardato per dispensare risposte al mondo. «È assurdo che nei 31 di Prandelli non ci sia neppure una prima punta come Dio comanda! Dai, guardate, abbiamo un attacco di nani. I 7 nani cazzo. Perché non c’è Pellè? Me lo dite? Il Re d’Olanda non c’è. Scandaloso».

Gila azzurro«Pellè? Sì, certo, e allora perché non Rolando Bianchi? Eddai, lo sapete tutti chi sarebbe servito» disse Giacomo avvicinandosi a noi. In quel momento di mise a far finta di suonare un violino immaginario.

«Certo, Gilardino, come no. Oramai suona il violino nella casa di riposo quello. Ma per favore. C’è Ciro Meraviglia là davanti e tanto basta» esclamò il Faccendiere. «Tra l’altro, se tutto va bene, riuscirò a fare degli affari con l’agente di Immobile…»

«Sempre ai soldi pensi, sei assurdo» lo zittì il Casinista. «Guardate, a me interessa poco chi ha convocato Prandelli, a me interessa solo che si vada più avanti possibile perché più avanti si va, più partite con amici si guardano, più stiamo in compagnia, più ci sbronziamo e più facciamo casino!»

«Tu sì che di calcio ne capisci» dissi io. «La vera assurdità è che nei 31 manchi Florenzi. Dai, chi è più duttile di lui oggi? Via Thiago Motta dentro Florenzi, così farei io»

«Naturalizziamo Tevez» si espose finalmente l’Eloquente, illuminando la conversazione. Il Casinista scoppiò a ridere e gli diede una pacca sulla spalla bella forte, da farlo sobbalzare.

«Se ti sentisse il Sapientino sai quante te ne direbbe!» gli disse il Casinista. «Peccato sia in Brasile a sondare il terreno dei migliori culi a mandolino. Quando su skype gli ho detto del caso Chiellini devi vedere come si è scatenato nella sua furia antijuventina. Del resto su quello Prandelli ci ha fatto proprio una brutta figura»

Mentre la discussione andava avanti, mi girai verso l’uomo imbacuccato in fondo al locale e notai che si era un po’ avvicinato a noi, come se volesse riuscire a captare le nostre parole. Dopo qualche attimo in cui lo fissai, sembrò preoccupato ed alzò il giornale davanti al volto.

«Voi non capite. L’Inghilterra è stra forte quest’anno. Cioè, ci suona come Icardi fa con Wanda la prima notte di nozze, altro che storie. Altro che “spirito mondiale”, “esperienza internazionale”, “grinta paurosa”. Siamo una squadretta mentre loro, dal centrocampo in su, sono fortissimi ma tutti li sottovalutano. Dai, ma si può che noi giochiamo ancora con Montolivo titolare?!» A parlare era lo Sparasentenze, innervosito dal fatto che nessuno di noi gli desse ragione.

«Se battiamo l’Inghilterra giuro che ti perseguiterò per il resto dei tuoi giorni» urlò il Faccendiere indicandolo minacciosamente con l’indice.

«Bravo, hai ragione! Anche io ti perseguiterò! Gufo!» sbraitò il Casinista.

«Tu già mi perseguiti, non cambierebbe molto»

«Menagramo» disse solamente l’Eloquente, poi tornò a concentrarsi sulla sua brioche alla crema.

Tra un grido e l’altro, pagammo le nostre colazioni, salutammo Giacomo e ci avviamo verso l’uscita. Stranamente anche lo Sparasentenze oggi decise di non mettere radici al Bar Contropiede,forse invogliato dalla bella giornata. Prima di andarmene però diedi un’ultima occhiata all’uomo imbacuccato che, mi accorsi, ci stava fissando. Con un cenno della testa ed un sorriso lo salutai per tentare più che altro di togliermi dall’imbarazzo di essere stato beccato nuovamente a fissarlo. Lui salutò con un cenno della mano ed un impercettibile sorriso. Me ne andai.

Prandelli barbaQualche minuto dopo dal Bar Contropiede usciva l’uomo imbacuccato. Aveva lasciato 50 € sul tavolino e prima che Giacomo potesse dargli il resto se ne era andato. Velocemente l’uomo raggiunse una bella macchina un paio di traverse più in là, salì e finalmente si tolse trench, borsalino, sciarpetta ed occhiali da sole. Si guardò nello specchieto retrovisore. Prandelli si diede una sistemata ai capelli, si asciugò il sudore che il travestimento gli aveva provocato, e tirò fuori dal taschino un taccuino. L’ennesimo bar era stato fatto, anche qui le sue scelte non avevano convinto. Perdindirindina, più che chiamare quel rompi scatole di Cassano, Rossi, Destro, Insigne e Verratti che doveva fare per accontentare il tifo italiano? Riconvocare Baggio, Totti, Nesta e Cannavaro? Scuotendo la testa avviò la macchina e partì. Diretto non si sa dove, forse già verso il Brasile.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

Un commento a “Al Bar Contropiede: convocazioni da Bar Sport

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