fars news agency

Tutto in una settimana. A pensarci sembra impossibile che in soli sette giorni riescano a spuntare tante palle. Forse è solo il cambio di stagione.

 

La perla della settimana è offerta da un’agenzia di stampa iraniana: una testata satirica americana, The Onion (La cipolla), ha dedicato un articolo al presidente iraniano Ahmadinejad. Il giornale ha scritto che come candidato presidente non sarebbe male e, anzi, è preferito a Barack Obama, da alcuni americani, per la corsa alla Casa Bianca. Così la Fars News Agency, agenzia di stampa dell’Iran, si è lasciata prendere la mano e, prima di salire su un diretto per Washington alla conquista della White House, ha battuto in casa base: “I bianchi rurali americani preferiscono Ahmadinejad a Obama”. Signor presidente iraniano, a vedere le sue tipiche espressioni, un po’ di democrazia gioverebbe allo spirito, oltre che ai neuroni dei suoi giornalisti.

 

“Mi hanno rapinato dell’auto”. Non è il lamento di un immigrato cingalese alla stazione Centrale di Milano – e neanche Lamento di una maggiorata di Simona Siri –, ma la grammatica settecentesca di un cittadino bresciano. Diceva che ignoti avevano rubato l’Audi RS6 che aveva noleggiato e parcheggiato fuori dal centro commerciale. E lo raccontava ai carabinieri. Poi si è scoperto che, pochi minuti prima del furto, “qualcuno” aveva staccato il gps vicino a casa sua, prima che la macchina arrivasse al centro commerciale: il fatto ha insospettito i carabinieri, che hanno intuito il dribbling del presunto rapinato, che alla fine ha confessato tutto. La macchina è stata ritrovata nel suo garage: l’uomo aveva rubato l’Audi per riparare con dei pezzi un’altra macchina dello stesso modello. La triste storia di una crisi di mezza età che riscopre il gusto dell’officina: invece del Booster un’Audi RS6 e, al posto dei neon, una denuncia e qualche settimana in un hotel senza stelle.

 

Se in Iran non capiscono l’ironia, a Mosca invece sono un po’ mattacchioni: un sedicente rapitore avrebbe sequestrato una modella di fronte alla sua abitazione, con tanto di mazzo di rose. “Per caso” un paparazzo ha immortalato la scena.

La modella ha raccontato la presunta esperienza da brivido, che sarebbe continuata con una cena a lume di candela sotto un portico, per terminare con una notte insieme in stile “casa Vianello”. Secondo la signorina infatti, il rapitore non avrebbe allungato le mani, né tentato di forzarla a una notte di passione, riportandola a casa il giorno seguente. Quindi, per riassumere: rapimento lampo, fiori, cena, musica, a letto presto senza “dai e vai”, “Non guardo, non tocco!” e la mattina dopo la riporti a casa. Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto chiamate il cretino di Mosca. E se la particella di sodio di “Katia Mossa” non avesse gonfiato troppo la palla, forse a quest’ora stavo leggendo Moccia, con un analcolico alla frutta e Justin Bieber che sfuma dallo stereo.

Grazie di non esistere, rapinatore misterioso. Ovunque tu sia, la virilità ti ringrazia.

 

twitter@TheQuaglia

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