Il weekend e il lunedì appena passati ci lasciano con due storie particolari. Due storie opposte forse per come si sono svolte, per i sentimenti con cui sono terminate. Due storie giovani e che, forse proprio per questo, coinvolgono. Due storie che vanno dalla A alla G, dalla medaglia d’oro a quella di legno. Due storie che hanno in comune anche l’ambientazione: i mondiali di sci di St. Moritz.

Luca-Aerni-za-stotinku-ispred-Hirschera_ca_largeLa prima storia, seppur abbia per protagonista uno svizzero, inizia molto più lontano da St. Moritz di quanto lo faccia la seconda. Esattamente 367 chilometri. Inoltre, siccome alle storie è bene ed è bello dare un nome e una posizione storico-geografica, il luogo esatto è una piccola cittadina del Canton Neuchâtel di appena diecimila abitanti: Le Locle. Questa cittadina, che fino a poco tempo era “famosa” per essere stata inserita all’ultimo posto di una classifica sulla vivibilità nella regione tedesca della Svizzera, da ieri vanta però un altro primato. Quello di aver dato luce, nel vicino Marzo del 1993 ad un giovanotto di nome Luca Aerni. OK, detta così sembra una storia senza senso, ma gli amanti dello sci avranno già capito il punto focale della situazione.

Quello che è successo lungo i pendii di St. Moritz durante la Supercombinata maschile (una manche di discesa e poi una di slalom speciale) ha infatti dell’incredibile. Succede infatti che dopo la discesa libera, nella quale i primi trenta sono ammessi alla seconda manche, Luca Aerni, slalomista con nessun podio in Coppa Del Mondo, si ritrova in trentesima posizione. Questo vuol dire ultimo posto per la manche di slalom agguantato per il rotto della cuffia ma anche pettorale numero uno proprio per la manche di slalom.  Ed è dopo qualche ora che si manifesta l’imprevedibile. Ovviamente, essendo il primo a partire si piazza al primo posto, ma già dal pettorale numero 2, quello di Marcel Hirscher, il migliore nella disciplina, si capisce che quella di Aerni non è stata una discesa qualsiasi. Il campione austriaco infatti, dopo essere stato in vantaggio per tutta la gara, tira il freno a mano nel finale e si piazza al secondo posto per solo un centesimo. Da lì in poi è un’escalation clamorosa tipica delle storie ad alto contenuto emotivo. La pista si rovina sempre e sempre di più e nessuno, NESSUNO, dei successivi 28 atleti, nonostante vantaggi della prima manche invidiabili, riesce a scalzare il giovanotto svizzero dal primo posto. luca-aerni-im-zielUna famosa parabola dice “gli ultimi saranno i primi” e forse, mai come questa volta, per Luca Aerni è stato così. Dal nulla quasi totale, solo 4 podi in Coppa Europa, alla vittoria nel giorno più importante, nell’evento più importante e per di più nella propria nazione. Una storia di gioia irrefrenabile, di una imponenza per certi versi unica e, allo stesso tempo una storia di incredulità.

Ma di incredulità e specialmente di delusione e tristezza è la nostra seconda storia. La storia della G. Una storia che parte da molto più vicino a St. Moritz, 156 km che portano dalla località montana in uno dei comuni più “famosi” della Lombardia. Quella Bergamo che, nonostante la divisione tra parte Alta e parte Bassa, rappresenta comunque uno dei comuni principali della terra lombarda. Quella Bergamo che, nel 1992, ha dato i natali ad una ragazza dai piedi d’oro, dalla ferocia sportiva e dalla perseveranza unica. Una ragazza che però in questi mondiali di sci è stata criticata da molti, da me per primo. Domenica però, nella discesa femminile, con quel podio sfumato nel finale per un brutto errore ha dimostrato davvero chi è. E lei è una campionessa. È una campionessa dal talento cristallino e che ha unito, a tante doti naturali, una capacità di sapere vivere i momenti unica. goggia1L’abbraccio con l’eterna Lindsey Vonn a fine gara, quell’abbraccio carico di lacrime di delusione, magari sarà anche il punto da cui Sofia Goggia dovrà ripartire. Da quell’abbraccio, dalle parole della regina delle nevi, da quelle, altrettanto importanti, della grandissima Tina Maze che ha detto “ha sciato aggressiva, poteva davvero vincere l’oro”.
E allora poco importa se questa è una storia dal finale triste, poco importa se quella medaglia è sfuggita per un nulla, perché il suo futuro, il secondo capitolo di questa seconda storia sarà caratterizzato dalla gioia irrefrenabile di Luca Aerni. Perché dalle sconfitte più brutte da digerire nascono le vittorie più belle. Dalle storie con un finale sbagliato nascono capitoli dal finale tanto inaspettato quanto desiderato e bello.

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

Un commento a “Aerni e Goggia: due storie che avranno lo stesso finale

Rispondi