Spagna-Italia finale Euro 2012

La fine dell’anno porta con sé bilanci, classifiche, graduatorie ecc… Insomma tutti motivi utili per ricordarsi sportivamente, e nel nostro caso calcisticamente, cos’è successo in questa infinita e splendida annata. Il modo migliore di ripercorrere l’anno calcistico ci è sembrato quello di offrire all’interno di cinque grandi categorie (giocatori, allenatori, squadre, gol e partite) tre possibili scelte riguardanti l’ambito specifico, con lo scopo di invogliare il lettore a controbattere con il suo parere.

GIOCATORE DELL’ANNO

Messi: di per sé basta il nome perché tutto il resto sia superfluo. Non solo i 91 gol in un anno solare ma soprattutto l’impressione che, dopo non pochi stenti, sia padrone anche dell’Argentina stessa (come testimoniano le ultime prestazioni e la partita col Brasile). È più forte di Diego? È più grande di Pelè? Manca solo la consacrazione con la Nazionale… il problema è che questo ha 25 anni.

chapeau-falcao_1_bigFalcao: il gol nel sangue da quando giocava in Colombia. Rivince l’Europa League decidendola in finale con tre reti (uno favoloso), segna raffiche di gol in Nazionale (una Colombia interessantissima a livello tecnico e fisico) in finale di Supercoppa Europea altra tripletta al Chelsea per riprendere da dove aveva finito. Di centravanti così non se ne vedevano da anni: un po’ Batistuta, un po’ Crespo…semplicemente El Tigre.

Iniesta: il giocatore più elegante forse dell’ultima decade (ad eccezione di Ricky Maravilla…) è il padrone incontrastato dell’Europeo che la Spagna stravince firmando un Triplete storico. Tecnica, tocco rapido, inserimenti senza palla, tanti gol: con Xavi ha formato, e forma, la coppia di centrocampisti più affiatati e vincenti della storia spagnola. Merita un trionfo personale.

ALLENATORE DELL’ANNO

264061 Champions League 2011 2012 - Real Madrid - FC Bayern Monaco - Jose Mourinho

Mourinho: solo ora ci si accorge di quello che è riuscito a fare Mou nella stagione passata. Sottrarre due trofei (Liga e Supercoppa Spagnola) a questo Barcellona è molto di più di un’impresa da celebrare, è illegale. E la Champions sfuggita dagli 11 metri mentre lui pregava in ginocchio è una delle immagine più belle e commoventi dell’anno passato.

Conte: il personaggio calcistico italiano del 2012 per distacco. Vince con merito al primo tentativo uno scudetto con la Juve che veniva da Calciopoli e da due settimi posti consecutivi, viene travolto dallo scandalo scommesse che lo squalifica per 4 mesi, ritorna alla guida di una squadra che è una macchina da guerra in Italia e sta facendosi apprezzare anche in Europa. Il suo lavoro si specchia anche nell’ottimo operato dei collaboratori. Anima ruggente di un club tornato padrone.

Del Bosque: forse l’allenatore che più ha vinto nella storia ma che allo stesso tempo è stato meno celebrato. Due Champions League, una Coppa Intercontinentale, un Mondiale e un Europeo nella bacheca del tanto canzonato Sergente Garcia: il palmarès parla, se non canta, da solo. Rivincere è sempre più complicato, lui non solo ha vinto ma ha sbaragliato la concorrenza. Serve altro? Ah, giusto: ha vinto un Europeo senza schierare attaccanti…

SQUADRA DELL’ANNO

borussia-dortmund-real-madrid-immagini-della-partita-23Borussia Dortmund: i gialloneri di Dortmund sono la squadra più fantasiosa e bella da vedere dell’intero panorama calcistico europeo. Dopo aver rivinto lo scudetto contro la corazzata Bayern, gli uomini di Klopp hanno deciso di mettere in mostra le loro doti a tutta l’Europa qualificandosi come primi nel girone più duro di tutta la Champions. Real e City sono crollate al Westfalen Stadium sotto i colpi di Reus, Lewandoski e Götze. Possono essere la mina vagante dagli ottavi a Wembley. Intanto incantano a suon di giocate veloci e contropiedi fulminanti.

Spagna: quando i numeri sono così impietosi ogni tentativo di celebrazione risulta superfluo. Bissa il titolo di Campione d’Europa crescendo alla distanza in una competizione che sembrava destinata a perdere, in finale distrugge l’Italia con un sonoro 4-0. Difesa impenetrabile e poi centrocampo completo e perfetto. Busquets, Xabi, Xavi, Iniesta e Silva sembrano fatti apposta per giocare assieme. Solo applausi per la Roja.

PSG: più che l’anno è stata l’estate del Paris Saint Germain: la squadra che ha il più interessante progetto a livello di club in Europa. Moltissimi soldi spesi per rilanciare una città che col calcio ha sempre avuto scarso feeling. Ibra e T.S. con Verratti e Lucas più il Pocho sotto la guida di Carlò (come hanno ribattezzato Ancelotti), nel 2013 o esplodono o diventano imbattibili. Certo è che in Champions non li vorrebbe incontrare nessuno.

GOL DELL’ANNO

champions-league-barcellona-chelsea-2-2-blues-L-oPYoKiIbrahimovic/Mexes: due gesti atletici favolosi da parte di due “bad boy” del nostro calcio. Entrambi realizzati a pochi giorni di distanza (Zlatan il 15 novembre, Mexes il 21) e con peso specifico differente, ma accomunati dalla domanda che tutta la gente si è fatta vedendoli: come fa a pensare una roba del genere?

Pirlo: probabilmente il gesto che ha dato la spinta emotiva agli uomini di Prandelli per arrivare in finale. Con gli azzurri sotto dal dischetto Andrea da Brescia trova un cucchiaio che lascia di sasso Joe Hart e tutti gli spettatori (poi Buffon e Diamanti completeranno l’opera). Trovarsi un rigore tra i “gol dell’anno” è un po’anomalo, ma peso specifico e bellezza del momento valgono la candela.

Ramires: qui di anomalo più che altro c’è il finalizzatore: palla favolosa di Lampard in profondità per Ramires che aggredisce lo spazio e infila Valdes con un pallonetto tanto beffardo quanto sublime. È la seconda mazzata inferta ai marziani in blaugrana. Il miracolo Chelsea inizia da qui, ed è l’ex-Benfica che urla: “C’mon Blues”.

PARTITA DELL’ANNO

Barcellona-Chelsea 2-2 (semifinale Champions League, ritorno): due modi opposti di concepire il calcio si scontrano: ne esce una partita bellissima dove accade di tutto. Il Barcellona va sopra 2-0 con l’espulsione del capitano avversario Terry, poi la prodezza di Ramires e le barricate del Chelsea fino al rigore che provoca Drogba (eroe Blues fino a quel momento). Messi dal dischetto sbaglia e il redivivo Torres manda i titoli di coda su Guardiola. Il meglio che si possa raccontare a un bambino.

balo (2)Italia-Germania 2-1 (semifinale Europeo): la miglior partita dell’Italia prandelliana avviene contro i tedeschi, miglior squadra dell’Europeo fino a quel momento per gioco espresso. La difesa funziona alla perfezione, il centrocampo gioca a memoria e poi davanti quei due illuminano la notte azzurra. Cassano inventa e Balo devasta i due centrali in bianco per poi trafiggere Neuer; da affresco i muscoli che il bresciano sfodera dopo il siluro che buca per la seconda volta Lahm e compagni.

Reading-Arsenal 5-7 (d.t.s) (ottavi di finale Coppa di Lega Inglese): l’essenza del calcio inglese si manifesta in tutta la sua bellezza in una sera fredda di fine ottobre. C’è la Coppa di Lega, roba che da noi sarebbe snobbata da tutte le grandi, e l’Arsenal si rilassa andando sotto 4-0. Qui però viene fuori l’orgoglio Gunners, oltre che la difesa del Reading, e gli uomini di Wenger vanno sopra 4-5 nel supplementare; il Reading non molla e pareggia per poi capitolare 5-7 sotto i colpi di Walcott e Chamakh. Uno spot meraviglioso per il calcio.

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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