INLER-DZEMAILI-GARGANO

«Si però anche tu, ti sembra il caso di dormire con la maglietta di Sforza?!»
«Eh, quella di Ronaldo era finita».

La stagione 1996-97 vide l’Inter di Roy Hodgson raggiungere la finale di coppa Uefa per capitolare poi ai rigori contro lo Schalke 04. Tra i centrocampisti del biscione di quella stagione vi era tal Ciriaco Sforza, fortemente voluto in maglia nerazzurra dal tecnico inglese dopo averlo già allenato nella sua precedente esperienza sulla panchina della nazionale rossocrociata. Il centrocampista nato a Wohlen lasciò l’Inter dopo una sola stagione nella quale potè vantare ben ventisei presenze ed un solo gol, per far ritorno in Germania.  Nell’immaginario comune il nome di Sforza è perlopiù  associato allo sketch sopracitato dal film di Aldo, Giovanni e Giacomo, “Tre uomini e una gamba”, apparso sul grande schermo appunto nel 1997. L’avventura nerazzurra di Sforza fa parte invece di una ben più lunga storia, che narra di un pessimo rapporto tra giocatori elvetici e campionato italiano.
Per intenderci cito qualche esempio.

Johann Vogel, capitano delle nazionale elvetica e bandiera del Psv, approdò anch’egli nel capoluogo lombardo. La sua maglietta aveva però il rosso al posto dell’azzurro; il Milan cercava infatti un secondo Pirlo e trovò un vero pirla. Per lui con la maglietta del diavolo quattordici presenze e zero gol nella stagione 2005-2006.
Kubilay Türkilmaz
, vera e propria icona del calcio svizzero, sulla lunga strada che da Bologna (ventiquattro reti in ottantatrè partite) lo portò a Lugano si trovò a passare da Brescia nella stagione 2000-2001, e fu capace di collezionare nove presenze e la bellezza di zero reti.
Si potrebbe raccontare l’ancora più recente episodio di Reto Ziegler, ma evito proprio per lo squallore del caso (probabilmente all’invidioso Conte non è mai andata a genio la sua folta e bionda chioma).

Ebbene, l’altra sera mentre canticchiavo “Oje vita, oje vita mia” trascinato dall’urlo del San Paolo, accompagnato da una vera e propria scossa tellurica, mi sono accorto di un fatto strano: al cinquantottesimo minuto il Napoli ha sostituito il numero 88 Inler con il numero 20 Dzemaili. Una grande del calcio italiano che, nel più prestigioso torneo, sostituisce uno Svizzero per un altro Svizzero?! Ma com’è possibile? Cosa significa? Che qualcosa sia cambiato?
Giriamo un attimo lo sguardo verso il nostro campionato.

Ci sono ben sei successori di Guglielmo Tell (non me ne vogliano Grippa e Morganella, ma non è ancora il loro momento) che si trovano pienamente a loro agio sui campi verdi italiani, manco fossero sul Gruetli.
Almen Abdi: Udinese, dodicesimo uomo per eccellenza della squadra di Guidolin, che ha già dimostrato di puntare forte su di lui dandogli le chiavi della squadra nelle partite di Europa League sin qui disputate .
Steve Von Bergen
: già lo conoscevamo, dopo la splendida scorsa stagione si sta dimostrando sempre più un tassello insostituibile al centro della difesa nella squadra allenata da Arrigoni. Si è ambientato talmente bene in Romagna che a Cesena hanno iniziato a mangiar roesti invece che piadine.
Valon Behrami
: unico rappresentate del Canton Ticino in terra italica, dopo aver a lungo peregrinato il ragazzo di Viganello sembra aver trovato il suo habitat ottimale tra Santa Maria Novella e Santa Maria in Fiore. Potrebbe essere insieme a Delio Rossi uno degli artefici di una nuova rivolta dei Ciompi, questa volta su scala nazionale.
Stephan Lichtsteiner: approdato alla Lazio nel 2008 per rimpiazzare proprio Behrami e subito impostosi come titolare inamovibile (cento presenze condite con un’ottima salsa ai tre gol), quest’estate è stato chiamato alla corte degli Agnelli. Antonio “crescina” Conte gli concede spazio sulla corsia destra, lui non ci pensa due volte: freccia, e via col turbo. Oltre alle molte ottime prestazioni che ne fanno uno dei terzini destri più forti dell’intero campionato, ha anche il merito di segnare il primo gol in una gara ufficiale nel nuovo Juventus Stadium.
Gökhan Inler: “ rifiutato” dal Basilea di Gross non si è dato per vinto. Trasformato da uva marcia in Tocai dal sommelier di palato fino Pozzo, è diventato uno dei giocatori che più ha contribuito alla favolosa stagione dell’Udinese dello scorso campionato. In estate è passato al Napoli, dove De Laurentiis gli ha organizzato una presentazione degna del miglior cinepanettone. Il leone di Olten non sta certo deludendo le aspettative e si sta anzi rivelando una pedina fondamentale nel presepe napoletano di Mazzarri.
Blerim Dzemaili: nove milioni di euro sembrano tanti per un ragazzo che non ha ancora trovato il suo posto nella squadra partenopea. Ma essendo il Napoli in corsa su tre fronti, quest’anno troverà di sicuro spazio. Non bisognerà però far tardi all’appuntamento con la consacrazione, anche perché dopo Parma e Torino potrebbe essere l’anno giusto.

Che qualcosa stia davvero cambiando?! Che Aldo Giovanni e Giacomo, dopo i corti sugli Svizzeri e lo sketch di Sforza, debbano iniziare a pensare ad altre caricature?
Sarà che sono un sognatore, ma sono fermamente convinto che i calciatori svizzeri stiano iniziando a trovarsi a loro agio anche con il nostro calcio.

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